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Anne de Carbuccia blue thread V, blue thread SERIES, presena glacier 2020 Archival pigment print anti UV coating A blue thread sewn over the glacier to keep it all together. An installation for Survival. A blue thread symbol of adversity as well as continuity. Representing both the decadent end of an era as well as the hope and the resilient capacities of our species

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Anne de Carbuccia blue thread V, blue thread SERIES, presena glacier 2020 Archival pigment print anti UV coating A blue thread sewn over the glacier to keep it all together. An installation for Survival. A blue thread symbol of adversity as well as continuity. Representing both the decadent end of an era as well as the hope and the resilient capacities of our species

Tra paesaggio e coscienza climatica: V&P Formarte e Anne de Carbuccia a NOMAD

A NOMAD St. Moritz 2026 Brun Fine Art costruisce un dialogo raffinato tra arte, design e paesaggio alpino. Dalle opere di Anne de Carbuccia, che riflettono sulla fragilità della montagna e sul cambiamento climatico, al progetto V&P Formarte, la galleria interpreta l’ibridazione come chiave del collezionismo contemporaneo, tra ricerca materica, consapevolezza etica e nuove visioni espositive. Intervista a Pilar Pandini

Sophie Seydoux

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NOMAD non è una fiera tradizionale, ma un formato ibrido che mette in relazione arte, design, architettura e paesaggio. Cosa significa per Brun Fine Art partecipare a NOMAD St. Moritz?
Nomad è una nuova manifestazione d’arte che si pone come obiettivo quello di creare un evento non solo di natura commerciale, ma anche di dar vita ogni anno a un piccolo rendez-vous di appassionati di arte e architettura che arrivano da tutto il mondo per partecipare a questo momento di scambio culturale e sociale.

Villa Beaulieu è un luogo fortemente caratterizzato, sia dal punto di vista architettonico sia paesaggistico. In che modo lo spazio ha influenzato il progetto espositivo che presentate quest’anno?
Villa Beaulieu, immersa in un paesaggio così esclusivo e ricco di luce, ci ha ispirato a creare un ambiente caldo e contemporaneo, mantenendoci allo stesso tempo ben legati al mondo della montagna.

Il vostro stand è concepito come un dialogo tra epoche, linguaggi e materiali. Qual è il filo conduttore che tiene insieme le opere selezionate per questa edizione?
Il filo conduttore che lega il percorso dei nostri progetti è sempre quello di creare ambienti classici ma un po’ inaspettati, come se esistesse davvero l’anima di un collezionista eclettico che, in alcune occasioni, decide di aprire la propria residenza al pubblico.

Presentate a NOMAD le opere BlueThread Series – Snow Crystals – Memory I and II – RememberMe di Anne de Carbuccia. Perché avete scelto proprio questo progetto per St. Moritz?
Abbiamo scelto di presentare a Nomad Circle, a St. Moritz, le serie Blue Thread, Snow Crystals, Memory I & II e Remember Me di Anne de Carbuccia perché questo progetto è intrinsecamente legato al contesto alpino. St. Moritz rappresenta un immaginario storico di stabilità, purezza e permanenza della montagna. Oggi, tuttavia, le Alpi sono uno dei territori europei più colpiti dal riscaldamento globale, con un aumento delle temperature superiore alla media mondiale e una perdita accelerata dei ghiacciai. Le opere selezionate affrontano esattamente questa soglia storica: Blue Thread documenta l’era dell’adattamento attraverso la copertura artificiale di un ghiacciaio; Snow Crystals riflette sull’elemento primario della neve; Memory e Remember Me interrogano la dimensione della memoria dell’acqua e della perdita. In un luogo come St. Moritz, queste opere non sono astratte: dialogano direttamente con il territorio, trasformando l’esposizione in un confronto con la realtà climatica del paesaggio.

Il cristallo di neve, al centro di questa serie, è una metafora potente di fragilità, tempo e memoria. Come dialoga il lavoro di Anne de Carbuccia con il paesaggio alpino e con il tema del cambiamento climatico?
Il cristallo di neve è una struttura geometrica perfetta, ma estremamente fragile. La sua formazione dipende da condizioni atmosferiche precise: temperatura, umidità e stabilità dell’aria. È dunque una forma che incarna l’equilibrio climatico. In Snow Crystals, Anne rifotografa lastre su vetro dell’Ottocento dedicate allo studio scientifico della neve, mettendo in relazione la nascita della fotografia scientifica con l’attuale vulnerabilità della criosfera. Nel contesto alpino, questo dialogo diventa concreto. La riduzione dell’innevamento stagionale, il ritiro dei ghiacciai e l’alterazione dei cicli idrici sono fenomeni misurati e documentati. Il lavoro non idealizza la montagna: ne registra la trasformazione, rendendo la fragilità elemento centrale del discorso.

La pratica di Anne de Carbuccia intreccia fotografia, intervento artistico e impegno ambientale. In che modo il suo lavoro riesce a parlare al collezionismo senza perdere la propria forza etica e simbolica?
La pratica di Anne unisce rigore formale e coerenza concettuale. Le opere sono fine art photography in edizioni limitate, stampate con attenzione alla qualità e alla permanenza. L’intervento artistico – come le cuciture blu in Remember Me – non è ornamentale, ma parte integrante del significato. Il collezionismo contemporaneo è sempre più consapevole del valore culturale e storico delle opere. Il lavoro di Anne non si limita a rappresentare un tema ambientale; diventa testimonianza di un passaggio epocale. L’etica non è sovrapposta all’estetica, ma incorporata nel processo e nella scelta dei soggetti. In questo equilibrio risiede la sua forza: l’opera mantiene una qualità museale e una solidità formale, pur affrontando questioni urgenti. Il collezionista non acquista una dichiarazione ideologica, ma un’opera che custodisce memoria, responsabilità e complessità simbolica.

A NOMAD presentate anche V&P Formarte, il progetto nato dall’incontro tra Valeria Vezzani e Pilar Pandini. Come nasce questa collaborazione e cosa vi ha convinto a sostenerla?
Il progetto V&P Formarte nasce da una piccola idea emersa durante una conversazione tra me e Valeria, riflettendo su quanta potenzialità artistica potesse esserci nel creare elementi di design e dettagli ad hoc, con stampe uniche pensate per completare un progetto artistico più ampio. Da lì il progetto ha iniziato a prendere forma. Nel realizzare nuove creazioni, spesso su speciale commissione, utilizziamo materiali tessili di grande qualità e li arricchiamo con piccoli elementi di altri materiali e, a volte, con oggetti di design che vengono inseriti e trasformati, assumendo una nuova forma e una nuova vita e dando così origine a nuove creazioni.

Quanto è importante oggi superare le categorie rigide tra arte e design, soprattutto in un contesto come NOMAD che fa dell’ibridazione uno dei suoi punti di forza?
NOMAD è spesso letto come un osservatorio privilegiato sul collezionismo contemporaneo più colto e consapevole. Che segnali state cogliendo dal mercato in questo momento?
Oggi poter spaziare nel mondo artistico in modo curioso, creativo e senza sentirsi troppo legati a dettami tradizionali è importantissimo. Questo modo di concepire arte e design in modo interconnesso dà la possibilità di creare davvero qualcosa di nuovo e meno ripetitivo. Credo che la filosofia di Nomad, nel seguire questo input, sia stata vincente.

Guardando al futuro, quanto è importante per una galleria lavorare su progetti site-specific e su contesti non convenzionali come quello di St. Moritz?
Per una galleria come Brun Fine Art è necessario crescere e rimanere aggiornata sui trend attuali per essere sempre attiva tra i migliori player internazionali e poter seguire al meglio i propri collezionisti, che sono sempre più preparati, eclettici e interessati alle novità che il mondo artistico propone.

 

 

Gio Ponti - Richard Ginori (Milan, 1891 - Milan, 1979) Vaso piumato depicting the allegorical figure of Hospitality, 1925-28 White third-fired partial-gilt porcelain

Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) SCIMMIA, 1972 Signed on the back “Pistoletto 182/200"

Hermann Böhm Models of swans Vienna, 1880 circa Gilded silver, lapis lazuli and enamel

Head of BACCHUS Italy, 16th century Sculpted marble

Sophie Seydoux, 09 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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