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Il progetto «IncluVisity» attiva percorsi di visita inclusivi in grado di accogliere un pubblico più ampio possibile

Foto Camera-Centro Italiano per la Fotografia a Torino

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Il progetto «IncluVisity» attiva percorsi di visita inclusivi in grado di accogliere un pubblico più ampio possibile

Foto Camera-Centro Italiano per la Fotografia a Torino

Un «Museo Sospeso» per rendere la cultura accessibile alle persone vulnerabili

Grazie alla collaborazione con il Gruppo Lavazza. dal 18 maggio, Giornata internazionale del Musei, sarà possibile visitare gratuitamente cinque enti museali facendo richiesta dei biglietti «sospesi» messi a disposizione 

Daria Berro

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Il caffè sospeso è una tradizione della cultura napoletana che resiste anche in tempi di individualismo imperante. Un gesto gentile e generoso che consiste nel condividere un piccolo piacere con chi non può permetterselo: pagare una tazzina in più al bar e lasciarla come omaggio a un avventore senza mezzi. Una tradizione che ha contagiato altre città d’Italia, allargandosi dal caffè a nuove categorie merceologiche (per esempio i materiali scolastici per bambini in difficoltà).  

È stata forse questa tradizione che profuma di arabica ad aver ispirato a una grande azienda del settore come la Lavazza un’iniziativa che porta lo stesso spirito gentile e disinteressato anche nel settore culturale. In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, che quest'anno si celebra il 18 maggio con il tema «Musei che uniscono un mondo diviso», il Gruppo torinese, con il patrocinio dell’Icom-International Council of Museums e in collaborazione con rilevanti istituzioni museali, lancia l’iniziativa «Museo Sospeso» per rendere la cultura accessibile alle persone in condizioni di vulnerabilità

Da lunedì 18 maggio facendo richiesta dei biglietti «sospesi» messi a disposizione grazie all’iniziativa di Lavazza con cinque enti partner sarà possibile visitare gratuitamente il Museo Egizio e il Museo Lavazza a Torino, Triennale Milano e la Pinacoteca di Brera a Milano e la Collezione Peggy Guggenheim a Venezia. Associazioni ed enti impegnati in progetti di inclusione e accessibilità.potranno collegarsi al sito del museo scelto per verificare i criteri di partecipazione decisi dalle singole istituzioni e richiedere l’ingresso gratuito dal 18 maggio 2026 fino a esaurimento biglietti. 

«Museo Sospeso» s’inserisce nel percorso intrapreso dall’azienda torinese con «IncluVisity», un progetto che ha come obiettivo favorire l’accessibilità, ridurre le barriere fisiche e culturali e promuovere le diversità nell’esperienza museale, mettendo al centro la persona, con percorsi di visita in grado di accogliere un pubblico più ampio possibile, in accordo con Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, cui il Gruppo Lavazza aderisce. In particolare, «IncluVisity» incarna il Goal 4, sulla Qualità dell'Educazione, e il Goal 9, sull'Industria, l'Innovazione e le Infrastrutture inclusive: l’impegno aziendale può dunque tradursi in un impatto sociale tangibile e misurabile, contribuendo a costruire un futuro in cui la cultura sia realmente un patrimonio inclusivo

Nel 2023, all’avvio di «IncluVisity», sei istituzioni culturali italiane avevano aderito al progetto, ideando percorsi di visita dedicati all’accoglienza e a pubblici con diverse esigenze di accessibilità (sensoriale, cognitiva, comunicativa…).  Oggi sono 13, ma la rete di collaborazioni continua a crescere. Nel solo 2026 il network di «IncluVisity» ha visto l’adesione in Italia della Pinacoteca di Brera e del Piccolo Teatro a Milano, di Gam-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e Museo Nazionale del Cinema, entrambi a Torino, a Torino, e all’estero, della Kunsthalle di Basilea, in Svizzera. Già presenti nel circuito centri museali in tutto il mondo: Collezione Peggy Guggenheim a Venezia, Muse-Museo delle Scienze di Trento, Museo Egizio e Camera-Centro Italiano per la Fotografia a Torino, Guggenheim  Museum a New York, Palazzo delle Papesse a Siena, Triennale Milano e, naturalmente, Museo Lavazza a Torino.

 

 

 

 

Daria Berro, 17 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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