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Veduta dell’interno della Cappella Brancacci a Firenze

Foto tratta da Wikipedia. Foto Sailko | CC 3.0

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Veduta dell’interno della Cappella Brancacci a Firenze

Foto tratta da Wikipedia. Foto Sailko | CC 3.0

Un monitoraggio avanzatissimo per la Cappella Brancacci a Firenze

Il nuovo progetto tecnologico è un complesso integrato che rileva temperatura, umidità, qualità dell’aria e livelli di anidride carbonica, mentre sistemi dedicati conteggiano in modo anonimo il numero di visitatori e il tempo di permanenza

Gaspare Melchiorri

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A Firenze è stato lanciato un nuovo progetto tecnologico per la Cappella Brancacci, custode degli affreschi di Masolino, Masaccio e Filippino Lippi. Nell’ambito del progetto AccesS, di cui il Comune di Firenze è partner, è stata realizzata una sperimentazione pilota, con il supporto tecnico-scientifico del Cnr-Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, il contributo tecnologico-operativo di Axians Italia e in collaborazione con la Soprintendenza di Firenze.

Per la conservazione preventiva, la Cappella si è dotata di un sistema integrato di monitoraggio ambientale e dei flussi di visitatori. Nella Cappella vengono analizzati simultaneamente i parametri microclimatici e la presenza del pubblico, elementi che incidono direttamente sulla conservazione degli affreschi. Sensori ambientali rilevano temperatura, umidità, qualità dell’aria e livelli di anidride carbonica, mentre sistemi dedicati conteggiano in modo anonimo il numero di visitatori e il tempo di permanenza.

L’integrazione dei dati permette così di capire l’impatto della fruizione sulle condizioni interne e di definire modalità di accesso compatibili con una conservazione sostenibile nel lungo periodo. Il sistema è progettato per essere discreto: utilizza dispositivi di piccole dimensioni, completamente wireless, che si integrano nello spazio monumentale in modo non invasivo.

«La Cappella Brancacci è uno dei gioielli più preziosi della nostra città e la sua fruizione deve essere al tempo stesso ampia e sostenibile, ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Firenze Giovanni Bettarini. Con l’installazione di questo sistema complesso di monitoraggio portiamo l’accessibilità a una dimensione più profonda: quella che garantisce condizioni di confort per le persone e sicurezza per le opere, consentendo al pubblico di vivere appieno l’esperienza della bellezza senza compromettere l’integrità degli affreschi».

«Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione tecnologica possa dialogare con il patrimonio culturale, contribuendo alla sua tutela senza comprometterne l’accessibilità, interviene l’assessora all’Innovazione del Comune di Firenze Laura Sparavigna. Firenze si conferma così laboratorio d’eccellenza per l’applicazione delle tecnologie smart al patrimonio storico artistico, con uno sguardo rivolto alle generazioni future».

«La salvaguardia del patrimonio richiede un approccio interdisciplinare e le tecnologie Ict possono svolgere un ruolo fondamentale nel facilitarne l’integrazione, aggiunge il ricercatore Ispc-Cnr Cristiano Riminesi. Oggi, grazie all’avanzamento tecnologico e alla miniaturizzazione di sistemi e dispositivi, è possibile arricchire il quadro conoscitivo attraverso la rilevazione di grandezze fisiche e chimiche mediante sensori ad hoc, minimamente invasivi. Questi strumenti consentono di completare il quadro diagnostico con un monitoraggio continuo dello stato di conservazione».

I dati raccolti confluiscono nella piattaforma digitale Xsona, sviluppata da Axians Italia, che li elabora a supporto delle decisioni legate alla tutela. La piattaforma è inoltre pensata per evolversi verso analisi sempre più sofisticate, capaci di correlare con precisione la presenza del pubblico alle variazioni microclimatiche: un approccio ancora poco diffuso in Italia in contesti monumentali di questa importanza.

Gaspare Melchiorri, 06 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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