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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliDall’8 al 14 luglio arriva l’Art Nouveau Week, la settimana dedicata alla corrente culturale e artistica di inizio Novecento giunta all’ottava edizione.
Promossa dall’Associazione Italia Liberty e curata dall’esperto in materia Andrea Speziali, prevede un programma di centinaia di attività tra visite guidate, tour, convegni, conferenze scientifiche, mostre, workshop ed esperienze tematiche dove poter scoprire l’Art Nouveau in tutte le sue sfaccettature. Tutto questo è reso possibile da un gruppo di quattrocento professionisti formati dall’Associazione Italia Liberty composto da guide turistiche abilitate, accompagnatori turistici, studiosi e ricercatori che insieme a un nutrito gruppo di docenti e artisti racconteranno e porteranno a scoprire centinaia di capolavori artistici e architettonici. Filo conduttore dell’edizione 2026 è il mare.
Dell’edizione è distribuito gratuitamente anche il catalogo contenente tutto il programma, gli atti del convegno alla precedente edizione e un censimento di circa 40mila edifici Art Nouveau nel mondo, in oltre mille pagine complessive.
Lo stile Liberty si diffuse moltissimo, per esempio, con la nascita di cimiteri imponenti e riccamente decorati: con le sue linee morbide e simboliche, trova piena applicazione in questo settore, come testimoniano le opere di Luigi Orengo, Leonardo Bistolfi, Medardo Rosso, Adolfo Wildt, Giacomo Manzù e molti altri, visibili nei cimiteri di Genova, Milano, Torino e altri.
L’Associazione Italia Liberty intende valorizzare e promuovere questi straordinari luoghi. L’elenco dei cimiteri coinvolti comprende: Cimitero del Verano (Roma), Cimitero Monumentale di Staglieno (Genova), Cimitero Monumentale di Milano, Cimitero della Certosa (Bologna), Cimitero Civico (Bergamo), Cimitero Monumentale (Trieste), Cimitero Monumentale (Torino), Cimitero Monumentale (Verona), Cimitero Monumentale delle Porte Sante (Firenze), Cimitero Monumentale (Bari), Cimitero Vantiniano (Brescia), Cimitero Monumentale (Alessandria), Cimitero Monumentale (Cremona).
La Villa Scalera a Bacoli. Foto Catalogo Generale dei Beni Culturali | CC BY 4.0
Ecco qualche iniziativa nelle varie Regioni italiane, in ordine alfabetico.
• In Abruzzo, per esempio, a Pescara, l’8 luglio partirà alle prime luci dell’alba il percorso «Una nuova regia del Liberty al mare», una passeggiata che conduce tra il Teatro Michetti, il Palazzo Imperato e le eleganti ville di viale D’Annunzio, raccontando il volto più raffinato della città adriatica. Il 10 luglio all’Aquila si terrà il convegno «Atmosfere Liberty nella Belle Époque aquilana», dedicato al rapporto tra modernità, architettura e società nella regione di inizio Novecento, mentre Pescara tornerà protagonista con un itinerario tra il Palazzo dell’Aurum, la Pineta Dannunziana e le dimore liberty affacciate sul mare.
• In Basilicata, il Liberty si manifesta con discrezione ma lascia testimonianze sorprendenti. A Matera, l’itinerario attraversa la città moderna lungo via Lucana, piazza Vittorio Veneto e le aree sviluppatesi tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del secolo successivo. Tra questi spicca l’ex Acquedotto Lucano, oggi Casa del Cinema, insieme alla suggestiva Villa Cuscianna. A Melfi, invece, il modernismo assume forme più riconoscibili e monumentali. La città conserva alcuni dei più significativi esempi liberty della regione, tra cui Palazzo Pastore e la storica farmacia Carlucci, edifici che raccontano una stagione caratterizzata dall'attenzione per il decoro, i bassorilievi e gli apparati ornamentali.
• In Calabria, a Reggio Calabria il percorso «Modernismo calabrese. La rinascita elegante del primo Novecento» conduce tra gli edifici sorti dopo il terremoto, lungo il Lungomare Falcomatà e nel cuore urbano. Tra le tappe più significative spicca il Villino Genovese Zerbi, considerato uno dei capolavori del modernismo meridionale e simbolo della nuova stagione architettonica che interessò la Calabria nei primi decenni del Novecento.
• In Campania il Liberty si sviluppa lungo percorsi inaspettati. Da Napoli ai Campi Flegrei, da Salerno all’entroterra casertano, emerge una geografia della Belle Époque fatta di architetture eleganti, panorami spettacolari e storie di una borghesia che trasformò il paesaggio urbano attraverso il gusto floreale e la ricerca della bellezza. Sul versante costiero, Bacoli offre invece un percorso immerso nell’atmosfera marina dei primi del Novecento. Qui il Liberty non si manifesta attraverso grandi monumenti, ma attraverso suggestioni paesaggistiche e architettoniche che evocano il sogno della villeggiatura aristocratica e borghese. Villa Scalera, progettata da Mirko Vucetich, rappresenta una delle testimonianze più significative del gusto modernista locale, mentre la Casina Vanvitelliana appare come una presenza quasi fiabesca sospesa sull’acqua. A completare il percorso contribuisce la visita alla Piscina Mirabilis, monumentale testimonianza della storia del territorio che dialoga idealmente con il paesaggio culturale del Novecento.
Casa Terni Smolars a Trieste. Foto tratta da Wikipedia. Foto Michal Bulsa | CC BY SA 4.0
• In Emilia-Romagna, è soprattutto lungo la costa che il Liberty trova una delle sue espressioni più riconoscibili. Da Bellaria a Cattolica, passando per Cervia, Milano Marittima, Riccione e Rimini, emerge il volto balneare della modernità italiana. Le passeggiate tra villini, pensioni storiche e dimore di villeggiatura raccontano l’epoca in cui la Riviera iniziò a trasformarsi in una delle principali destinazioni turistiche del Paese. A Cervia e Milano Marittima il racconto si concentra sulla visione urbanistica di Palanti e sulla nascita della città-giardino immersa nella pineta, uno dei più ambiziosi progetti turistici del primo Novecento. A Riccione e Rimini, invece, il Liberty si intreccia alla storia della villeggiatura aristocratica e borghese. Accanto alla dimensione balneare si sviluppa quella urbana. Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza conservano tracce significative di una stagione che portò nuove forme decorative nei quartieri residenziali, nei palazzi cittadini e negli edifici pubblici.
• In Friuli-Venezia Giulia il Liberty assume una fisionomia unica nel panorama italiano. Trieste rappresenta il cuore di questa straordinaria stagione artistica, tra edifici caratterizzati da rigorose geometrie decorative e facciate che alternano linee essenziali a motivi floreali. Casa Bartoli, Casa Terni Smolars, Casa Polacco e numerosi altri edifici testimoniano una stagione in cui Trieste si trasformò in un autentico laboratorio del modernismo europeo. A Gorizia il Liberty racconta invece la storia di una città sospesa tra mondi diversi. Lungo il percorso che collega il centro storico alla stazione della Ferrovia Meridionale, edifici modernisti convivono con architetture storiciste ed eclettiche. Udine poi propone due differenti prospettive sul modernismo friulano. Da un lato il centro storico conserva atmosfere che evocano la Belle Époque attraverso eleganti edifici residenziali e commerciali; dall’altro Borgo Magnolie permette di osservare come architetti e committenti abbiano reinterpretato i linguaggi dell’Art Nouveau adattandoli alla realtà urbana friulana, in un equilibrio tra innovazione e tradizione locale.
Il Casinò di Anzio. Foto tratta da Wikipedia. Foto Ra Boe | CC BY SA 3.0
• Nel Lazio il Liberty si distribuisce tra la monumentalità della capitale, le eleganti località termali e il fascino della costa tirrenica. Roma rappresenta naturalmente il fulcro di questo racconto. Gli itinerari conducono attraverso la Casina delle Civette con elementi decorativi Art Nouveau, il quartiere Prati, tra villini eleganti, decorazioni floreali e architetture che raccontano il gusto della nuova borghesia romana. Accanto alle passeggiate urbane, la Casa Museo Boncompagni Ludovisi offre l’occasione di approfondire il rapporto tra arti decorative, moda e cultura della Belle Époque. Sul litorale laziale il Liberty assume invece il volto della villeggiatura e del rapporto con il mare. Ad Anzio il percorso intreccia le memorie dell’antica Roma con l’eleganza del primo Novecento. Tra il Teatro Romano, la Villa Imperiale di Nerone, il Vallo Volsco e Villa Adele emerge una città che conserva ancora le tracce della propria trasformazione in località turistica moderna. Simbolo di questa stagione è il Paradiso sul Mare, noto anche come Casinò di Anzio, raffinata architettura affacciata sul Tirreno che rappresenta una delle immagini più evocative del modernismo costiero laziale. A Fiuggi il modernismo si lega alla storia delle acque termali e alla nascita del turismo del benessere, raccontando una stagione in cui architettura e paesaggio vennero pensati come strumenti di cura e rappresentanza.
• In Liguria lo stile Liberty trova una delle sue espressioni più affascinanti e riconoscibili. A Imperia il percorso conduce alla scoperta di Villa Grock, dimora visionaria del celebre clown svizzero che trasformò la propria residenza in un sorprendente teatro dell’immaginazione. Sempre a Imperia, Villa Faravelli racconta invece il volto più raffinato e colto del modernismo ligure, testimoniando la diffusione del nuovo gusto lungo la Riviera dei Fiori. A Savona il racconto si concentra su uno dei simboli assoluti del Liberty italiano: Villa Zanelli progettata da Gottardo Gussoni e Pietro Fenoglio. Affacciata sul mare, con la sua silhouette inconfondibile e le decorazioni ispirate al repertorio floreale europeo, rappresenta una delle immagini più iconiche della Belle Époque ligure. Attorno a essa emerge un patrimonio diffuso di edifici, alberghi e residenze che testimoniano la trasformazione della città tra Ottocento e Novecento. A Rapallo, Chiavari, Alassio, Noli, Monterosso e Sanremo il modernismo si intreccia invece con la nascita del turismo internazionale e con la costruzione dell'immagine elegante della Riviera, tra alberghi, passeggiate, giardini e residenze che ancora oggi conservano il fascino della Belle Époque.
Il Villino Ruggeri a Pesaro. Foto tratta da Facebook
• La Lombardia si rivela la regione capitale del Liberty per le opere di Giuseppe Sommaruga, protagonista della stagione modernista. In regione il Liberty assume le dimensioni di una vera e propria geografia della modernità. Milano rappresenta il cuore di questo racconto. Gli itinerari attraversano Porta Venezia e il Quadrilatero del Silenzio, dove villini, palazzi e dettagli decorativi raccontano il gusto raffinato di una borghesia colta e cosmopolita. Ma il Liberty lombardo non si esaurisce nella metropoli. Como e le città dei laghi custodiscono una delle interpretazioni più eleganti dello stile floreale. Importante è anche il ruolo delle località termali. San Pellegrino Terme, simbolo internazionale della Belle Époque, rappresenta una delle immagini più iconiche del Liberty italiano. Un capitolo fondamentale riguarda le città industriali e operaie. A Crespi d’Adda, patrimonio mondiale Unesco, il villaggio operaio testimonia come la modernità non fosse soltanto una questione estetica, ma anche un progetto sociale. Le passeggiate tra il villaggio e il Canale Martesana restituiscono il clima di un’epoca in cui industria, architettura e organizzazione della vita quotidiana venivano pensate come parti di un unico disegno. A Cremona il Liberty si manifesta lungo corso Garibaldi tra ferri battuti e palazzi borghesi; a Gallarate assume toni più raccolti e poetici, tra ville immerse nel verde e residenze che raccontano il gusto della nuova classe imprenditoriale; a Pavia le facciate diventano veri racconti scolpiti nella pietra, popolati da figure femminili e allegorie della modernità.
• Nelle Marche il Liberty si sviluppa lungo una linea sottile che unisce l’Adriatico alle città dell’entroterra. A Pesaro il Liberty raggiunge uno dei suoi vertici assoluti con Villino Ruggeri, autentico capolavoro progettato da Giuseppe Brega e Oreste Ruggeri. A Senigallia il percorso attraversa villini ed edifici civili decorati secondo il gusto simbolista e floreale della Belle Époque, mentre a Fano il Liberty si rivela attraverso eleganti residenze lungo via Roma e via Flaminia, testimonianza di una stagione in cui la città guardava alla modernità attraverso l’architettura e il decoro urbano. Più a sud, tra Grottammare e San Benedetto del Tronto, il racconto si svolge lungo il mare, tra percorsi in bicicletta che mettono in dialogo architettura, paesaggio e arti decorative. Ad Ancona il Liberty si nasconde tra balconi, cimase, bassorilievi floreali e palazzi che testimoniano la crescita della città nei primi anni del Novecento. Particolarmente ricco è anche il programma dedicato ad Ascoli Piceno, dove il Liberty viene raccontato attraverso prospettive diverse: dall’architettura alle arti applicate, dalla pittura simbolista alle collezioni museali, fino ai percorsi serali e agli itinerari in bicicletta che permettono di scoprire un volto inatteso della città.
Il Villaggio Leumann a Collegno
• In Molise il Liberty si manifesta con discrezione, nascosto tra facciate, balconi, ferri battuti e dettagli ornamentali. A Campobasso il percorso dedicato alle «Vie del Liberty» accompagna alla scoperta di una città che, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, accolse i nuovi linguaggi architettonici reinterpretandoli secondo una sensibilità locale. Particolarmente suggestivo è l’itinerario di Venafro, che conduce il visitatore nel cuore dell’atmosfera della Belle Époque. La passeggiata serale tra le vie della città permette di scoprire il celebre Palazzo Liberty, e di osservare da vicino mensole decorate, finestre ornate, portali impreziositi da motivi geometrici e floreali, oltre a ringhiere e inferriate che testimoniano la diffusione dell’Art Nouveau anche in un contesto urbano di dimensioni contenute.
• Il Piemonte, regione votata al Liberty seconda alla Lombardia, vede il coinvolgimento di Torino e Baveno con appuntamenti speciali tra l’apertura straordinaria di villa Carosio e visite guidate. Capitale del Liberty italiano, Torino conserva alcuni dei più importanti esempi di architettura modernista del Paese. Gli itinerari attraversano quartieri come Crocetta e Aurora, dove l’opera di Pietro Fenoglio ha lasciato un segno indelebile attraverso villini, palazzi e dettagli decorativi. Tra le esperienze più significative emerge il Villaggio Leumann di Collegno, autentico capolavoro di urbanistica sociale. Costruito tra il 1903 e il 1907 per ospitare gli operai del cotonificio Leumann, rappresenta uno dei più completi esempi di città ideale ispirata ai principi della modernità industriale. Acqui Terme racconta il rapporto tra modernismo e villeggiatura attraverso le architetture di Corso Bagni, nate in un’epoca in cui il termalismo rappresentava una delle principali forme di turismo europeo. Analogamente, Stresa e le località del Lago Maggiore restituiscono l’atmosfera raffinata di una stagione in cui aristocratici, artisti e viaggiatori provenienti da tutta Europa sceglievano il Piemonte come destinazione privilegiata.
Villa Zingali Tetto a Catania
• In Puglia, a Bari, sono previste diverse passeggiate per esplorare il modernismo locale, con esempi di decorazioni Liberty e Art Déco, inclusi affreschi attribuiti a Duilio Cambellotti in un ingresso speciale. Tra città portuali, eleganti quartieri borghesi, lungomari monumentali e centri storici del Salento, il modernismo si intreccia con la luce del mare e con una tradizione architettonica secolare, dando vita a una delle interpretazioni più originali dell’Art Nouveau italiana. Bari rappresenta il fulcro di questo racconto. Gli itinerari attraversano il quartiere Madonnella e le aree sviluppatesi lungo il lungomare, dove il Liberty dialoga con le successive architetture del Ventennio in una continua stratificazione di linguaggi e stili. A Lecce il nuovo stile si inserisce in una città dominata dal barocco, creando un dialogo suggestivo tra tradizione e innovazione. A Nardò e Galatone emergono invece percorsi che valorizzano ville, residenze e dettagli decorativi spesso poco conosciuti, ma capaci di testimoniare la diffusione del gusto floreale anche nei centri minori del Sud Italia.
• In Sardegna il Liberty assume forme originali. Ad Alghero il Liberty dialoga direttamente con il paesaggio marino. L’itinerario lungo il Lungomare Valencia conduce alla scoperta delle eleganti ville costruite nei primi decenni del Novecento. A Cagliari, tra quartieri storici, edifici residenziali e dettagli ornamentali emerge una stagione in cui il modernismo contribuì a ridefinire l’immagine della città. Particolarmente suggestiva è la passeggiata a Quartu Sant’Elena, dove il racconto della Belle Époque si sviluppa tra architetture civili e storie di una città che tra Otto e Novecento vide affermarsi nuovi modelli culturali e sociali. Sassari conserva alcune delle testimonianze più interessanti del modernismo sardo. Un capitolo a sé è rappresentato da Iglesias, dove il modernismo si intreccia con la storia mineraria della Sardegna. Oristano racconta una stagione di rinnovamento urbano che lasciò tracce significative nel tessuto cittadino, mentre Arborea rappresenta un caso unico nel panorama regionale. Fondata nel Novecento come città di bonifica, conserva un patrimonio architettonico che mette in dialogo Liberty, Déco e razionalismo.
• In Sicilia, il Liberty raggiunge una delle sue espressioni più spettacolari e originali. Palermo rappresenta il cuore di questa vicenda. Qui il Liberty diventa il linguaggio della grande borghesia imprenditoriale e trova nel genio di Ernesto Basile la propria espressione più alta. Villino Favarolo, le architetture del Firriato, i percorsi dedicati a Ernesto Basile e alle sue idee restituiscono il clima culturale di una Palermo elegante e cosmopolita. A Mondello lo stabilimento balneare Charleston, i villini affacciati sul mare e l’urbanistica della località raccontano la nascita del turismo moderno e di nuovi rituali sociali legati alla villeggiatura. Messina occupa un posto particolare nella storia del modernismo italiano. Dopo il devastante terremoto del 1908, la città divenne un laboratorio di ricostruzione urbana dove il Liberty contribuì a definire il nuovo volto della città. A Catania Villa Zingali Tetto rappresenta una delle testimonianze più significative del Liberty etneo, mentre numerosi edifici disseminati nel tessuto urbano conservano bassorilievi floreali, ferri battuti e apparati decorativi che raccontano una stagione di grande fermento artistico. Agrigento emerge tra affreschi e bassorilievi nascosti nel tessuto urbano; a Canicattì il percorso dedicato a Ernesto Basile permette di comprendere le origini del modernismo siciliano; a Canicattini Bagni il fenomeno viene letto attraverso le storie degli emigrati che riportarono nell’isola suggestioni e modelli architettonici maturati all’estero.
• In Toscana il Liberty si intreccia con le arti applicate, il termalismo, la villeggiatura balneare e la grande tradizione artistica regionale. È una storia che ha il volto di Galileo Chini, protagonista assoluto dell’Art Nouveau, ma anche quello di architetti come Giovanni Michelazzi. Firenze custodisce uno dei patrimoni Liberty più sorprendenti d’Italia. La città conserva villini, palazzi e residenze che raccontano l’ascesa della borghesia del primo Novecento. Gli itinerari attraversano Borgo Ognissanti, l’Oltrarno e i quartieri residenziali oltre i viali ottocenteschi. Montecatini Terme rappresenta uno degli scenari più emblematici della Belle Époque italiana. Qui il Liberty accompagna la nascita di una nuova cultura del tempo libero, fatta di stabilimenti monumentali, alberghi raffinati e spazi pubblici. A Viareggio, capitale italiana del Liberty marittimo, il linguaggio floreale trova una delle sue espressioni più celebri tra villini, alberghi e passeggiate affacciate sul Tirreno. A Cecina e Talamone emergono testimonianze più raccolte ma altrettanto suggestive. Il Mausoleo Vivarelli di Talamone rappresenta uno degli episodi più originali e scenografici del Liberty toscano.
Particolare con maschere femminili su architravi delle finestre di Villa Vajani-Levi a Perugia. Foto Sandro Allegrini
• In Trentino-Alto Adige il Liberty assume il volto della villeggiatura alpina, delle stazioni termali e delle influenze culturali provenienti dall’Impero austro-ungarico. Uno degli itinerari più suggestivi conduce sull’altopiano del Renon, storica destinazione della villeggiatura aristocratica e borghese tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Tra ville immerse nel verde, pensioni Belle Époque e panorami aperti sulle Dolomiti, il percorso restituisce l’atmosfera di una stagione in cui l’élite mitteleuropea sceglieva queste montagne per trascorrere l’estate. A Levico Terme il Liberty si intreccia invece con la cultura del benessere e delle cure termali. Merano rappresenta forse l’immagine più iconica della Belle Époque altoatesina. La città, frequentata da nobili, artisti e intellettuali provenienti da tutta Europa, conserva ancora oggi ville, alberghi e passeggiate che raccontano il periodo di massimo splendore della villeggiatura alpina. A Bolzano il percorso si concentra sulle influenze della Secessione Viennese e del modernismo centroeuropeo. Anche Rovereto e Castelrotto offrono prospettive originali sul modernismo regionale.
• In Umbria il Liberty si rivela con discrezione, intrecciandosi con i centri storici medievali, la tradizione delle arti decorative e la crescita della borghesia urbana tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. A Perugia il modernismo assume forme particolarmente raffinate. Villa Vajani-Levi, con la sua ricca facciata decorata, Villino Coni Breccia, Villino Lilli e Villino Terzetti rappresentano alcuni dei migliori esempi del Liberty umbro. Particolarmente suggestivo è anche l’itinerario dedicato all’arte funeraria. A Città di Castello il Liberty trova nel Caffè Cavour la sua testimonianza più celebre. Foligno propone invece un percorso dedicato alla borghesia umbra del primo Novecento. Ville, palazzi e bassorilievi raccontano una stagione di trasformazione urbana che portò nuovi linguaggi architettonici all’interno della città storica. A Terni il Liberty assume una dimensione diversa, legata allo sviluppo economico e alla crescita della nuova classe dirigente.
• In Valle d’Aosta il Liberty assume un carattere intimo e raffinato. Ad Aosta il percorso conduce alla scoperta delle poche ma significative testimonianze del modernismo cittadino. Simbolo di questa stagione è Casa Frassy, con le sue decorazioni floreali e il linguaggio elegante che richiama il gusto della Belle Époque. Ancora più suggestivo è il viaggio a Gressoney-Saint-Jean, dove il modernismo si intreccia con la storia della monarchia italiana e con la nascita della villeggiatura alpina. Qui il protagonista assoluto è Castel Savoia, la residenza estiva voluta dalla Regina Margherita tra il 1899 e il 1904 ai piedi del Monte Rosa. Attorno al castello si sviluppa un paesaggio architettonico altrettanto interessante. Ville come Villa Peccoz e Villa Belvedere raccontano la stagione in cui Gressoney divenne una delle mete privilegiate della villeggiatura aristocratica e borghese.
• In Veneto l’Art Nouveau assume molteplici volti. Venezia e il Lido rappresentano il cuore di questa storia. Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento il Lido si trasforma in una delle più esclusive destinazioni balneari europee. Le ville della Riviera San Nicolò, quelle della Riva di Corinto, il Gran Viale e gli alberghi storici come l’Hotel Excelsior e il Des Bains raccontano una stagione di straordinario splendore. A Verona il modernismo si manifesta spesso in modo discreto. Gli itinerari conducono alla scoperta di edifici poco conosciuti ma significativi, testimonianze di una stagione in cui il gusto floreale si inserì con eleganza nel tessuto urbano. La Casa dell’Antiquario rappresenta uno degli episodi più interessanti di questo patrimonio diffuso e ancora in parte da riscoprire. Vicenza racconta invece l’interpretazione locale dell’Art Nouveau attraverso edifici che testimoniano l’adesione di architetti e artigiani vicentini alle nuove correnti artistiche europee. Particolarmente suggestivo è il percorso di Marostica, che intreccia la storia della celebre Piazza degli Scacchi con le tracce lasciate dal modernismo all’inizio del Novecento.
Castel Savoia a Gressoney-Saint-Jean. Foto tratta da Wikipedia. Foto: Vittor Zoia | CC BY SA 4.0
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