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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliSaranno ripresi i lavori di rilievo, scavo e restauro dell’insediamento preistorico palafitticolo sommerso nel lago di Mezzano a Valentano (Vt), specchio d’acqua formatosi nel fondo di un piccolo cratere a Latera, a pochi chilometri dal lago di Bolsena.
Il sito, databile all’età del Bronzo antico e recente, venne scoperto nell’inverno del 1971 dal geologo Lamberto Ferri Ricchi. Due anni dopo, nel 1973, partirono le prime campagne di indagine, cui sono seguiti per tredici anni, dal 1983 al 1996, vari cicli di scavo per impulso dalla Soprintendenza archeologica per l’Etruria meridionale, grazie ai quali l’insediamento viene ora considerato uno dei contesti più rilevanti per lo studio della protostoria dell’Italia centrale.
Dopo una lunga sospensione, le ricerche riprendono ora grazie a nuovi finanziamenti ottenuti dalla Soprintendenza e sono condotte dal personale del Servizio di archeologia subacquea, sotto la direzione di Barbara Barbaro, archeologa subacquea con formazione protostorica.
Lo scopo della prima stagione di lavori è la mappatura integrale del fondale attraverso l'uso del «Sub bottom profiler», strumento che consente di registrare le stratigrafie subacquee. Dopo questa fase, i pali ancora affioranti verranno posizionati con precisione e seguiranno gli scavi stratigrafici.
Le condizioni operative sono piuttosto complesse, sia per la visibilità ridotta, dovuta ai sedimenti in sospensione, sia per le basse temperature dell’acqua (14 gradi sul fondo, nonostante i 30 gradi all’esterno). Per ovviare a questi problemi, il team si avvale di chiarificatori ad acqua e di un’attenta pianificazione degli interventi.
Oltre a Barbaro, fanno parte della squadra il tecnico Egidio Severi, che coordina rilievi topografici e fotogrammetria, l’ispettore onorario per l'archeologia subacquea Massimo Lozzi, responsabile della documentazione fotografica e video, Maria Bruno, assistente alle operazioni di scavo e Dario D'Amico, anch'egli assistente alle ricerche.
«Ci aspettiamo comunque grandi soddisfazioni in un contesto che ancora oggi restituisce materiale integro e in ottimo stato di conservazione», sottolineano dalla Soprintendenza.
Il lago di Mezzano si conferma così ancora una volta un prezioso scrigno della memoria protostorica, capace di raccontare nuove pagine della storia del Viterbese e dell'intero bacino del Mediterraneo.
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