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Rischa Paterlini
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Un investimento pubblico destinato a incidere in modo strutturale sul futuro del Museo Nazionale di Fotografia-Munaf e della storica Villa Ghirlanda Silva di Cinisello Balsamo (Mi). Il Ministero della Cultura ha infatti inserito nel piano dei Grandi Progetti Culturali 2025-2026 un finanziamento da un milione di euro a favore del Comune di Cinisello Balsamo, che sarà interamente impiegato per l’ampliamento e la rifunzionalizzazione dell’intero complesso museale. Una decisione che nasce dalla convergenza tra istituzioni (Ministero della Cultura, Città Metropolitana di Milano e Amministrazione comunale) e che consolida la posizione del Munaf come snodo centrale per la fotografia in Italia.
Il progetto entrerà nel dettaglio del corpo centrale della Villa, con la rifunzionalizzazione dell’intero piano nobile per una superficie complessiva di circa 900 metri quadrati. Gli spazi saranno distribuiti su nove sale, tra le Quadrerie, la Sala dei Paesaggi e le sale dell’ex biblioteca, cui si aggiungeranno i due loggiati e lo scalone d’onore, destinato a tornare elemento cardine dell’esperienza di visita. Un intervento che non si limita all’adeguamento funzionale, ma mira a restituire unità e continuità al percorso museale, rendendo Villa Ghirlanda un organismo espositivo più articolato e capace di sostenere programmazioni complesse e di lungo respiro.
Il presidente del Munaf, Davide Rondoni, ha definito il finanziamento «un primo passo di un percorso che speriamo ancora più importante per la città e per il Paese, essendo un Museo Nazionale». Un investimento che si innesta su un patrimonio imponente: oltre due milioni di opere tra stampe in bianco e nero e a colori, diapositive, negativi, video e installazioni firmate da più di seicento autori italiani e internazionali, un corpus che attraversa la fotografia dal secondo dopoguerra a oggi e affronta temi centrali come le trasformazioni del paesaggio contemporaneo, il ritratto, la fotografia sociale e la ricerca artistica.
A fronte di questo scenario, abbiamo chiesto al curatore Matteo Balduzzi quali nuove responsabilità culturali comporti il rafforzamento del ruolo del Munaf come Museo Nazionale e polo internazionale per la fotografia. «L’ampliamento degli spazi espositivi di Villa Ghirlanda, che non sarà comunque immediato, più che cambiare la linea curatoriale potrà ampliarla notevolmente, in diverse direzioni. Ad esempio, sarà possibile per la prima volta allestire presso la sede una mostra permanente della collezione adeguatamente strutturata, così come produrre e ospitare mostre che richiedono spazi significativi in termini di metri lineari e di esperienza di visita. Utilizzati in modo complementare con quelli presenti nell’attuale sede, alla biblioteca all’archivio e, perché no, al parco, i nuovi spazi contribuiranno a rendere l’intero complesso di Villa Ghirlanda un polo di sempre maggior attrazione per quanto riguarda la fotografia e l’immagine, una sorta di nucleo da cui irradiare, potenziandole, le collaborazioni istituzionali che già il Museo promuove a livello italiano e internazionale».
Le prossime mostre in calendario confermano intanto un’attenzione costante alla ricerca e alla sperimentazione, ritenute importanti quanto la capacità di dialogare con un pubblico ampio. In questa prospettiva si inserisce «Scenari Alpini. Paesaggi e Comunità di Lombardia fra tradizioni e futuro», progetto legato a Milano-Cortina 2026 che, dal 31 gennaio al 3 maggio, attraverserà territori e comunità alpine partendo dall’opera «Rhônegletscher 02» di Walter Niedemayr.
Il fatto che un polo per la fotografia di respiro internazionale sorga fuori dalla tradizionale geografia culturale milanese legata alla cerchia dei bastioni contribuisce a ridisegnare la mappa culturale dell’area metropolitana e a rafforzare il dialogo con i territori e le loro istituzioni. In questa prospettiva, il finanziamento ministeriale non rappresenta soltanto l’avvio di un cantiere, ma l’apertura di una nuova fase per il Munaf: una crescita graduale, fondata su solide basi pubbliche, che intreccia radicamento territoriale, ricerca curatoriale e ambizione internazionale, proiettando Villa Ghirlanda, ci auguriamo, verso un ruolo sempre più centrale nel panorama internazionale della fotografia e dell’immagine contemporanea.
Louis De Belle, «Villa Ghirlanda», 2021
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