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Particolare di uno dei murales che verranno realizzati da Francesco «Moscolo» Andreotti e da un gruppo di detenuti in Articolo 21 nella fermata «Sforza-Policlinico» della Metro 4 a Milano

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Particolare di uno dei murales che verranno realizzati da Francesco «Moscolo» Andreotti e da un gruppo di detenuti in Articolo 21 nella fermata «Sforza-Policlinico» della Metro 4 a Milano

Una rasserenante boccata d’arte nella linea 4 della metropolitana milanese

Grazie a un accordo tra Grande Brera, Artàmica APS e Metro 4 nella fermata Sforza-Policlinico due murales accompagneranno i passeggeri e i pazienti diretti al complesso ospedaliero. Un progetto che accanto all’artista Francesco «Moscolo» Andreotti vedrà un gruppo di detenuti col permesso di lavorare fuori dal carcere di massima sicurezza di Milano-Opera.

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Arte pubblica e inclusione sociale, estetica ed etica, si sarebbe detto un tempo, si saldano nel progetto «M4 Linea d’arte», che porterà due murales nella nuova Linea quattro della metropolitana milanese, nella frequentatissima fermata «Sforza-Policlinico», che da luogo di transito frettoloso (e spesso angoscioso, per chi si dirige ai padiglioni del Policlinico milanese) diventerà un luogo in cui godere di immagini rasserenanti, dinamiche e immersive, che rinviano al fluttuare di foglie o di petali colorati. Per la più che efficiente ma un po’ tetra Metro 4, una boccata d’aria e di arte che, auspicabilmente, si diffonderà anche in altre stazioni. Ma la grande novità dell’intervento consiste nei suoi autori, perché accanto all’artista Francesco «Moscolo» Andreotti lavorerà alle due opere un gruppo di detenuti in Articolo 21 (cioè col permesso di lavorare fuori dal carcere) del Carcere di Massima Sicurezza di Milano-Opera.

I due murales troveranno posto rispettivamente nella parete frontale di accesso ai binari e nelle pareti laterali del piano -2, nell’area d’arrivo delle scale mobili e, all’esterno, sul torrino di sbarco dell’ascensore della fermata, offrendo quest’ultimo un anche un inedito gioco percettivo che consentirà, in un punto specifico delle scale mobili, di percepire per intero la facciata della Ca’ Granda (il corpo antico, ora sede dell’Università degli Studi di Milano, dell’ospedale fondato nel secondo Quattrocento dagli Sforza, su progetto di Filarete), oggi in parte occultato dal torrino stesso. Al primo si lavorerà tra marzo e aprile, al secondo tra maggio e giugno.

L’operazione è frutto di un accordo fortemente voluto dalla Grande Brera, da Artàmica APS (ente che lavora per favorire la coesione sociale attraverso discipline artistiche e culturali, e che con la Pinacoteca di Brera ha già dato vita a al Progetto Inclusione, per promuovere attività di inclusione sociale delle persone ristrette) e Metro 4, accordo siglato dal direttore generale della Grande Brera Angelo Crespi e dai presidenti di Artàmica, Alessandro Pellarin e di Metropolitana 4, Alessandro Lamberti

Ada Masoero, 11 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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Una rasserenante boccata d’arte nella linea 4 della metropolitana milanese | Ada Masoero

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