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Cinema Corso

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Vicenza fa rivivere l’ex Cinema Corso, come rigenerare un edificio novecentesco nel cuore palladiano della città

La Fondazione Giuseppe Roi affida ad ALTRALINEA con SPARCH la trasformazione dell’ex Cinema Corso in CORSO – Culture del Contemporaneo, con apertura prevista nel 2027. L’intervento, stimato in 2,8 milioni di euro, punta a rigenerare un edificio novecentesco nel cuore palladiano della città. Il nodo è strategico: inserire una piattaforma produttiva per il contemporaneo in un sistema urbano dominato dal patrimonio storico.

Angelica Kaufmann

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Dopo quasi trent’anni di chiusura, l’ex Cinema Corso di Vicenza avvia una nuova fase. Il concorso internazionale promosso dalla Fondazione Giuseppe Roi è stato vinto dal raggruppamento guidato da ALTRALINEA con SPARCH, che firmerà la trasformazione dell’edificio in CORSO – Culture del Contemporaneo. L’apertura è prevista nel 2027.

Il dato centrale non è solo architettonico ma sistemico. Vicenza, città a forte identità palladiana e patrimonio UNESCO, non dispone di un’infrastruttura dedicata in modo strutturale alla produzione contemporanea. Il progetto si colloca in questo vuoto, proponendo una piattaforma ibrida tra spazio espositivo, ambiente performativo e laboratorio di produzione. La procedura concorsuale ha coinvolto 125 proposte da Italia e altri quattro Paesi europei. La scelta di un concorso anonimo in due fasi, con giuria qualificata e verbali pubblici, rappresenta un segnale metodologico in un contesto in cui le iniziative private raramente adottano standard assimilabili a quelli delle gare pubbliche. Il costo stimato dell’intervento è di 2,8 milioni di euro oltre IVA. Nei prossimi mesi sarà sviluppato il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica, passaggio decisivo per la sostenibilità finanziaria e gestionale dell’operazione.

L’approccio progettuale evita gesti iconici e lavora per stratificazione. La facciata su Corso Fogazzaro viene preservata come soglia urbana, mentre l’interno è riconfigurato in chiave flessibile. La storica sala trapezoidale diventa nucleo modulare adattabile a configurazioni multiple: platea, spazio performativo, ambiente immersivo, sala espositiva. L’aggiornamento strutturale e impiantistico è integrato, con attenzione all’efficienza energetica e alla durabilità.

Il progetto introduce spazi per coworking creativo, residenze temporanee e laboratori, delineando un modello che supera la semplice sala eventi. L’architettura è concepita come infrastruttura operativa per un sistema culturale attivo. Inaugurato nel 1948 con I miserabili di Riccardo Freda, progettato da Giuseppe Morseletto, il Cinema Corso era una delle sale più prestigiose della città, con 600 posti e soluzioni tecnologiche avanzate per l’epoca. La chiusura nel 1996, dovuta all’impossibilità di adeguamento alle normative, ha lasciato un vuoto simbolico e funzionale nel centro storico. La sua riattivazione interviene su un edificio novecentesco che non rientra nel canone palladiano ma ne condivide la centralità urbana.

Il progetto CORSO si presenta come laboratorio interdisciplinare orientato a residenze under 35, mostre site-specific, festival e programmi di formazione. La Fondazione Giuseppe Roi prevede la costituzione di una nuova entità giuridica nel 2026 per definire un modello di governance condiviso con partner pubblici e privati. La questione strategica riguarda la capacità di generare continuità economica e programmatica. In un sistema culturale dominato da istituzioni storiche e turismo patrimoniale, la sostenibilità di un centro per il contemporaneo dipenderà dall’integrazione con reti nazionali e internazionali, dalla capacità di attrarre fondi pubblici e privati e dalla costruzione di un’identità curatoriale riconoscibile.

 

Angelica Kaufmann, 17 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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