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Anna Maria Farinato
Leggi i suoi articoliCon circa 5mila disegni conosciuti, l’opera grafica di Gustav Klimt (Vienna, 1862-1918) supera ampiamente quella pittorica, che conta circa 300 dipinti. È nelle opere su carta che lo straordinario talento dell’artista austriaco si manifesta con maggior forza. Realizzati perlopiù in relazione ad allegorie monumentali, come gli affreschi sul teatro delle antichità, realizzati al Burgtheater di Vienna tra 1886 e 1888 (il più grande dei quali, «Il Teatro a Taormina», sul soffitto, sarà tra l’altro eccezionalmente visibile a distanza ravvicinata fino a giugno 2026, nell'ambito di visite guidate esclusive), il Fregio di Beethoven, del 1902, nel Palazzo della Secessione; i «quadri delle Facoltà», 1899-1907, per l’Aula Magna dell’Università di Vienna; nonché di ritratti di dame dell’alta società e dei lavori sul ciclo della vita, sono opere d’arte di per sé, di qualità altissima.
Veder riuniti in un unico luogo tutti i disegni di Klimt, rendendoli accessibili, gratuitamente e senza restrizioni, ai ricercatori e a tutti gli interessati, è un obiettivo al quale l’Albertina di Vienna tende da anni. Il museo possiede circa 200 disegni dell’artista e un archivio dedicato: un fondo che da decenni è oggetto di ricerca e catalogazione sistematica. Ora tutti i fogli fino al 1903 compreso e gli studi per il «Ritratto della signorina Lieser», del 1917, sono finalmente accessibili online https://digitalepublikationen.albertina.at/groups/klimt-werkverzeichnis. Alla base del catalogo digitale è il lavoro che negli anni Ottanta Alice Strobl ha riversato nei quattro volumi di Gustav Klimt: Die Zeichnungen (pubblicati tra il 1980 e il 1989 dalla Galerie Welz di Salisburgo). I 1.800 disegni al momento consultabili in digitale attingono al I volume del catalogo ragionato cartaceo, nonché alle opere corrispondenti del IV volume, con l'aggiunta dei disegni emersi da allora. Altri gruppi di opere saranno pubblicati man mano. «Grazie al collegamento interattivo delle informazioni, dalle provenienze, alle storie espositive e ai riferimenti bibliografici dettagliati fino ai testi scientifici sui singoli fogli, ha chiarito Elisabeth Dutz, capo curatrice dell’Albertina e curatrice del progetto, il Catalogo ragionato digitale appena presentato offre la possibilità di scoprire e rendere visibili nuovi nessi».
«Sono lieto che il Catalogo online delle opere di Klimt, dopo anni di ricerca, possa ora compiere un primo passo verso il pubblico. Un Catalogo ragionato che conta circa 5mila opere è naturalmente un’impresa ambiziosa e richiede grande precisione e perseveranza. Attendo con interesse gli ampliamenti che il Catalogo ragionato subirà gradualmente nei prossimi anni e auspico un vivace scambio con ricercatori e collezionisti», ha commentato il direttore generale Ralph Gleis.
Il museo viennese, custode di una collezione che comprende circa 1,8 milioni di opere, ha avviato anche la digitalizzazione delle opere grafiche di Arnulf Rainer e di Alex Katz. La collezione online ha lo scopo di sostenere lo scambio scientifico internazionale, motivo per cui si sta lavorando a versioni multilingue dei cataloghi ragionati. «Un museo è come un iceberg: si vede solo la punta e il resto della collezione è perlopiù sotto la superficie dell’acqua», ha proseguito Gleis: si cercano dunque modi per comunicare con il mondo, anche al di là dei confini fisici del museo. «Viviamo in un mondo ibrido e, con la collezione online, ha chiosato, siamo certi di poter guardare al futuro con ottimismo».
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