Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Valeria Tassinari
Leggi i suoi articoliSi potrebbe definire una biografia classica e definitiva, un testo che si propone di diventare il punto di riferimento più aggiornato per chi desidera conoscere a fondo la biografia e l’evoluzione dell’arte di Alberto Giacometti dopo la memorabile opera dell'amico personale e testimone diretto, lo scrittore americano di Parigi, James Lord, pubblicata in Italia (Allemandi) nel 1988.
Catherine Grenier, dal 2014 direttrice della Fondation Giacometti di Parigi, ha già curato diverse retrospettive sull’artista: dimostra qui la sua capillare conoscenza della vicenda personale e una sedimentata padronanza critica del suo percorso creativo. L’impianto biografico, costruito su un arco temporale che parte dai legami famigliari dell’infanzia, intreccia la narrazione degli eventi privati con lo sviluppo della carriera artistica del grande scultore, senza mai perdere di vista brevi affondi critici sull’evoluzione della sua ricerca, riflettendo sulle opere emblematiche e sulle ragioni profonde della sua poetica.
Stralci di scritti autografi di Giacometti, tra cui lettere ai famigliari, memorie, articoli, con i loro lievi inciampi grammaticali e una sintassi del tutto particolare, portano la suggestione della voce dell’artista stesso a integrare il racconto. Se le citazioni ci mettono in sintonia con l’uomo, restituendocene il temperamento indipendente e riflessivo, le fragilità e la caparbia ricerca di una dimensione autentica della creatività, non meno attenta allo scandaglio della persona appare anche la sequenza delle vicende, che la narratrice riordina in rapida successione, nei ventotto capitoli del volume.
Dalla casa di famiglia «intarsiata come uno scrigno» tra le montagne dei Grigioni fino allo studio nella Parigi di Montmartre, passando per i viaggi e le serate nei locali, seguiamo l’artista incontrando con lui le persone, gli amori, le amicizie che ne hanno segnato la vita e ispirato l’arte. Emergono, così, la figura del padre Giovanni, affermato pittore amico di Segantini, che lo avvia alla formazione artistica, e quella della madre Annetta, sua costante interlocutrice, per lui archetipo di una femminilità forte e imponente.
Vivo il rapporto con il fratello Diego, suo modello prediletto e collaboratore, mentre tormentata è la relazione tra erotismo e amore inseguita nei volti di diverse compagne. Compaiono i maestri, i compagni di ricerca, gli amici, i sostenitori e gli innumerevoli creativi e intellettuali che popolarono la Parigi magnetica tra gli anni Venti e gli anni Sessanta, come Bourdelle, Laurens, Picasso, Breton, Campigli, Balthus e tanti altri.
Una storia di routine lavorativa, incontri ed emotività sempre all’erta, dominata dal problema della rappresentazione, che tra immaginazione e realtà, pervade tutta la ricerca di quest’artista. Giacometti, dal volto indimenticabile, è certamente uno dei più amati «giganti fragili» del Novecento.
Alberto Giacometti. Biografia, di Catherine Grenier, traduzione di Ximena Rodriguez Bradford, 307 pp., 36 ill. b/n, Johan & Levi, Monza 2019, € 30,00
Alberto e Annette Giacometti insieme a Isaku Yanaihara nei dintorni di Stampa, 1961. © Coll. Fondation Giacometti, Parigi
Altri articoli dell'autore
A Palazzo dei Diamanti oltre 150 ritratti, tra acrilici, disegni, serigrafie e Polaroid, da collezioni e musei europei e americani, ricordano la storica mostra dell’artista nel 1975-76
Rientra nei filoni di intervento che ormai da tempo caratterizzano l’azione propositiva della famiglia Maramotti la mostra nello spazio espositivo a Reggio Emilia dedicata alla giovane artista che si confronta con il tema della velocità e della compressione congestionata delle immagini e delle parole nel nostro tempo
Il 24 febbraio l’«Apparizione di san Bruno a Ruggero conte di Sicilia prima della battaglia di Capua» di Giuseppe Avanzi, non più visibile dal bombardamento del 1944, sarà ricollocata sulla parete del presbiterio della Chiesa di San Cristoforo alla Certosa
Una mostra nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna celebra un maestro della fotografia italiana attraverso una serie di scatti a colori del 1972



