Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Alphonse Mucha «Rêverie», 1897. Foto: Fondation Mucha, Prague, Mucha Trust 2018

Image

Alphonse Mucha «Rêverie», 1897. Foto: Fondation Mucha, Prague, Mucha Trust 2018

Tutto Mucha

Retrospettiva a Palazzo Pallavicini con opere appartenenti alla fondazione dell'artista, alcune mai esposte in Italia

Stefano Luppi

Leggi i suoi articoli

Bologna. Un profluvio di manifesti, poster, cartelloni che hanno fatto la storia dell’Art Nouveau e dello spettacolo nella Parigi fin-de-siècle, ma anche numerosi disegni e fotografie (c’è anche Gauguin seminudo che suona il pianoforte). Tutto ciò compone la rassegna che dal 29 settembre al 20 gennaio 2019, Palazzo Pallavicini dedica al ceco Alphonse Mucha (1860-1939) attraverso l’ordinamento di 80 opere appartenenti alla Fondazione Mucha (27 mai esposte in Italia).

I lavori, caratterizzati dalle forme sinuose e colori pacati che resero famosissimo l’artista in vita, sono suddivisi in tre sezioni tematiche dedicate a «Donne, icone e muse» (largo spazio al suo soggetto preferito, l’attrice Sarah Bernhardt, la «Gismonda»), a «Le style Mucha, un linguaggio visivo», che punta sulla bellezza come veicolo dell’educazione attraverso i manifesti pubblicati dal suo editore Champenois e a «Bellezza, il potere dell'ispirazione» dove la curatrice Tomoko Sato analizza la fase finale di Mucha impegnato nella sua Cecoslovacchia.

Alphonse Mucha «Rêverie», 1897. Foto: Fondation Mucha, Prague, Mucha Trust 2018

Stefano Luppi, 30 settembre 2018 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Alla Galleria BPER una quindicina di tele della collezione e prestiti di privati e istituzioni intrecciano arte, storia, immaginario sacro e poesia in un percorso incentrato sugli archetipi femminili nel Seicento

In occasione della grande mostra allestita al Museion di Bolzano, pubblichiamo un’intervista inedita all’artista modenese, una delle voci più innovative dell’arte del secondo dopoguerra

Ricostruiti otto dei 43 ambienti effimeri realizzati da una delle voci più innovative dell’arte concettuale in Italia. Esposti anche opere fotografiche, video, libri d'artista e materiali d’archivio

Il giurista, a lungo tempo rettore dell’Università più antica d’Europa, ha inciso profondamente, per decenni, nel rapporto tra istituzioni, patrimonio e identità urbana della città felsinea

Tutto Mucha | Stefano Luppi

Tutto Mucha | Stefano Luppi