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GIUSEPPE BALDUCCI

Quando nel 1981 uscì «Indagini su Piero» del grande storico scomparso ieri, lo studioso romano riconobbe subito un esempio raro di ciò che l’iconologia poteva essere quando non si perdeva in fantasie arbitrarie. Due intelligenze diverse, le loro, unite dalla stessa diffidenza verso le mode e dalla stessa fiducia nella forza rivelatrice del particolare concreto: niente voli pindarici, ma documenti, date, relazioni personali, contesti ambientali

 

 

 

 

Questi due generi, intrinsecamente connessi all’arte visiva e alla scrittura, fiorirono durante il periodo rinascimentale e barocco come una forma espressiva unica. Un excursus storico, in compagnia di Mario Praz

I significati, spesso ambigui o addirittura opposti fra loro, degli animali negli emblemi e nelle imprese