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Camilla Bertoni
Leggi i suoi articoli«“Tiziano e il paesaggio” è un titolo che già di per sé avrebbe fatto sconcertare lo stesso Tiziano». Ad assicurarlo è Bernard Aikema, storico dell’arte, tra i più illustri conoscitori della pittura rinascimentale norditaliana, veneta in particolare, ed europea. Con la sua verve ironica, Aikema ha presentato all’Ateneo veneto di Venezia la mostra di cui è curatore, insieme a Thomas Dalla Costa, che si terrà dal 18 luglio al 18 ottobre nel Palazzo della Magnifica Comunità di Pieve di Cadore, orgoglioso paese natale di Tiziano in provincia di Belluno. Quel titolo Aikema l’ha scelto per celebrare i 450 anni dalla morte del pittore cadorino con l’intenzione dichiarata di indagare le origini culturali e figurative dell’interesse di Tiziano per la resa dell’ambiente naturale e l’impatto avuto dai suoi paesaggi sugli artisti europei delle generazioni successive, da Lucas Cranach, presente con la «Penitenza di san Giovanni Crisostomo» dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze, una delle più note stampe dell’artista e l’unica con un’ampia scena di paesaggio, ad Albrecht Dürer, fino a Rembrandt, Watteau e Marco Ricci. Ma, nel contempo, l’inedito impianto espositivo punta a dare a quest’innovazione tizianesca la giusta collocazione nello sviluppo della concezione moderna del paesaggio nell’arte veneta ed europea, lungi dall’attribuire a Tiziano l’invenzione di un genere pittorico che avverrà molto più tardi. «L’idea che con Tiziano, pittore di figura, si assista alla nascita di un nuovo genere pittorico, secondo la teoria di Gombrich, è sbagliata, ha spiegato Aikema. Il paesaggio non viene mai da lui percepito come entità autonoma. La sua aggiunta di particolari naturalistici è stato un modo di attirare l’attenzione del pubblico e dei committenti, una lettura del suo lavoro che trovo molto più interessante e dinamica».
Ugo da Carpi, da Tiziano Vecellio, «Il sacrificio di Isacco», 1516 ca, Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, Ca’ Rezzonico. © Archivio fotografico-Fondazione Musei Civici di Venezia
«Tiziano e il paesaggio» è stata presentata il 18 giugno, lo stesso giorno in cui ha anche preso il via il ricco calendario di appuntamenti dell’Estate tizianesca, che affiancherà la mostra, punta di diamante delle celebrazioni di questo anniversario, snodandosi tra incontri, promenade in villa e concerti fino alla fine di settembre sia a Pieve sia in altre sedi cadorine, in varie località del bellunese e delle province di Treviso, Venezia e Padova. La piccola mostra, con poco più di 30 opere, la maggior parte grafiche, conta tre prestiti eccezionali: «Il Battesimo di Cristo» dai Musei Capitolini di Roma, «Orfeo ed Euridice» dall’Accademia Carrara di Bergamo e «San Giovanni Battista» dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Con l’organizzazione di Villaggio Globale, è frutto della collaborazione tra il Comune di Pieve, la Magnifica Comunità e soprattutto la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, instancabile motore da molti anni di iniziative pregnanti, tra ricerca e mostre, e che pubblica una rivista scientifica giunta al 15mo numero. Iniziative che negli ultimi anni hanno conquistato una platea sempre più vasta, portando Pieve e il Cadore all’interesse internazionale. «Dopo la presenza straordinaria, lo scorso inverno, a Pieve di Cadore della “Pala Gozzi” dalla Pinacoteca Podesti di Ancona, ha spiegato Aikema, questa mostra, molto più di una mostra dossier, porta altri importanti capolavori di Tiziano nella sua terra natale. Articolata in tre sezioni, la rassegna risponde a tre quesiti, a partire dal ruolo del paesaggio fin dalle opere giovanili e dalle fonti di ispirazione di Tiziano. La seconda sezione affronta l’evoluzione del paesaggio nelle opere del suo entourage, mentre la terza rappresenta forse l’aspetto più innovativo del progetto espositivo, foriero di nuove intuizioni e scoperte, perché ancora poco investigato: l’impatto e la fortuna riscosse dalle opere di Tiziano, soprattutto su carta, e della sua cerchia sulle successive generazioni di artisti, in Veneto e in Italia».
Ad accompagnare la mostra, che ha il patrocinio del Ministero della Cultura e della Fondazione Dolomiti Unesco, progetto sostenuto e finanziato da Regione del Veneto, Fondo Comuni Confinanti, Provincia di Belluno, Camera di Commercio Treviso Belluno-Dolomiti, D.M.O. Dolomiti Bellunesi, con il sostegno di Fondazione Cariverona e il supporto di tanti partner, ci sarà anche un importante catalogo (ZeL edizioni), realizzato grazie al contributo di Save Venice e di Tavolozza Foundation. Nella Casa Natale del pittore a Pieve, di cui si è appena concluso il restauro, anche la mostra «Paesaggi cadorini negli acquerelli di Josiah Gilbert»: il diario di viaggio del letterato e artista inglese alle origini del mito ottocentesco di Tiziano e delle terre dell’artista.
Tiziano da Vecellio, «Battesimo di Cristo», 1511-12, Roma, Musei Capitolini-Pinacoteca Capitolina. © Roma-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali