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L’allestimento del progetto «The Shape of Our Eyes, Other Things I Wouldn’t Know» di Davide Sartori

Foto: Gianluca Di Ioia-Gdi Studio

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L’allestimento del progetto «The Shape of Our Eyes, Other Things I Wouldn’t Know» di Davide Sartori

Foto: Gianluca Di Ioia-Gdi Studio

Alla Triennale Milano il vincitore del Premio Luigi Ghirri: Davide Sartori

Il lavoro premiato alla 12ma edizione di «Giovane Fotografia Italiana» indaga la vulnerabilità di chi, come l’artista, è cresciuto senza la presenza affettiva del padre

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Grazie all’accordo stretto nel 2022 tra il Comune di Reggio Emilia e Triennale Milano, dall’11 febbraio al 22 marzo torna anche quest’anno, nella sede dell’istituzione milanese, la mostra «Giovane Fotografia Italiana|Premio Luigi Ghirri», alla sua 12ma edizione, in cui viene presentato il lavoro del vincitore del riconoscimento istituito nell’ambito del festival Fotografia Europea di Reggio Emilia. Vincitore dell’edizione del 2025 è Davide Sartori (Italia, 1995; vive nei Paesi Bassi) con il progetto «The Shape of Our Eyes, Other Things I Wouldn’t Know», qui esposto con la cura di Ilaria Campioli, Daniele De Luigi e Damiano Gullì, in cui l’artista (laureato in fotografia nel 2024 alla Royal Academy of Art dell’Aia e vincitore, nello stesso anno, del premio del pubblico per lo Steenbergen Stipendium del Nederlands Fotomuseum, Rotterdam) indaga, con sofferenza, la vulnerabilità di chi come lui è cresciuto senza la presenza affettiva del padre. «Si tratta di un lavoro performativo documentato dalla fotografia, ci dice l’artista, che racconta una relazione mai avuta con il padre e che si domanda che cosa significhi portare lo stesso cognome senza però essersi mai frequentati se non in modo distaccato (i miei genitori sono divorziati da quando ero piccolissimo). Non è un’accusa a mio padre, che a sua volta è cresciuto senza padre, ma il racconto di un trauma intergenerazionale che si è tramandato». 

La performance è composta da una serie di tentativi di avvicinamento affettivo, come nelle immagini «Renderti Orgoglioso» in cui l’artista, vestito da pilota, crea una situazione in cui il padre, che lavora in aeroporto, possa riconoscersi e riconoscerlo. Lo stesso accade in «Indossare la tua uniforme», mentre in altri casi Davide Sartori suggerisce un’occasione in cui una forma d’intimità tra i due protagonisti scaturisce dal sorreggersi, dal darsi aiuto. Le fotografie diventano la prova di una relazione desiderata ma mai realizzata, «catturando sia la distanza sia il bisogno di connessione». Nelle immagini di Sartori si intrecciano materiali d’archivio, fotografia documentaria e situazioni costruite da lui, in un processo di scavo psicologico che restituisce il bisogno di uno scambio affettivo, mentre il medium fotografico offre l’opportunità di interrogarsi sulla veridicità di ciò che si vede.

«Giovane Fotografia Italiana|Premio Luigi Ghirri» è un progetto del Comune di Reggio Emilia con Fondazione Luigi Ghirri e Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, cui si aggiungono altre realtà italiane internazionali. Il percorso per partecipare prevede una open call gratuita rivolta ad artisti e artiste under 35, cui si chiede di presentare immagini che abbiano relazione con il concept di ogni edizione, e la giuria che ha scelto il lavoro di Davide Sartori era formata quest’anno da Tim Clark, Adele Ghirri, Damiano Gullì, Rä Di Martino e Mauro Zanchi.

L’allestimento del progetto «The Shape of Our Eyes, Other Things I Wouldn’t Know» di Davide Sartori. Foto: Gianluca Di Ioia-Gdi Studio

L’allestimento del progetto «The Shape of Our Eyes, Other Things I Wouldn’t Know» di Davide Sartori. Foto: Gianluca Di Ioia-Gdi Studio

Ada Masoero, 11 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

Alla Triennale Milano il vincitore del Premio Luigi Ghirri: Davide Sartori | Ada Masoero

Alla Triennale Milano il vincitore del Premio Luigi Ghirri: Davide Sartori | Ada Masoero