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Al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano sono riuniti 60 scatti per raccontare la missione della Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone
- Alessia De Michelis
- 16 febbraio 2026
- 00’minuti di lettura
Una fotografia di Marianna Sambiase
Berengo Gardin, Zuppi e Sambiase a tu per tu con l’Alzheimer
Al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano sono riuniti 60 scatti per raccontare la missione della Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone
- Alessia De Michelis
- 16 febbraio 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliAccompagnata da un catalogo pubblicato da Dario Cimorelli Editore, la mostra «Non dimenticarti. L’esperienza di Sacra Famiglia e la cura dell’Alzheimer» intende ripercorrere la storia di un’istituzione per interrogare il presente e sollecitare uno sguardo capace di riconoscere il mistero che abita ogni uomo.
Il progetto, presentato dal 3 marzo al 3 maggio al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, nasce dalla collaborazione con la Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone (Mi), tra le più importanti realtà sociosanitarie italiane, fondata nel 1896, e ha il sostegno di Intesa Sanpaolo. L’iniziativa inaugura un percorso pluriennale tra due istituzioni della Diocesi ambrosiana, unite dal desiderio di declinare le Opere di Misericordia come esperienza viva e generativa, oltre la dimensione iconografica.
Curata da Giovanna Calvenzi, l’esposizione riunisce 60 fotografie di Gianni Berengo Gardin, Enrico Zuppi e Marianna Sambiase, articolandosi in tre sezioni. Il percorso si apre con il bianco e nero di Berengo Gardin (1930-2025), chiamato nel 2011 a raccontare la quotidianità della Casa: terapie, scuola, relazioni, momenti di gioco. Il suo sguardo partecipe restituisce la trama di legami che sostiene la vita della Fondazione.
Si passa poi alle immagini realizzate nel 1946 da Zuppi (1909-92), che documentano una Sacra Famiglia segnata dal dopoguerra, quando accanto alle persone con gravi disabilità trovavano accoglienza anche vittime del conflitto e orfani. Ritratti e scene comunitarie compongono un racconto diretto, capace di trasmettere emozioni universali.
Chiude idealmente il percorso, riportandolo all’oggi, il nucleo di fotografie di Sambiase, educatrice nel Nucleo Alzheimer della Rsa San Pietro. Il suo lavoro evita la dimensione clinica per concentrarsi su volti, mani e gesti minimi: la fotografia diventa strumento di relazione, estensione della cura e dell’identità, restituendo il bisogno di riconoscimento che attraversa la fragilità.
Una fotografia di Enrico Zuppi
Una fotografia di Gianni Berengo Gardin