Nell’inaugurare la loro galleria, meno di un anno fa, nel palazzetto di via Fontana 16 a Milano, Paolo Bonacina, Edoardo Koelliker e Massimo Vecchia (di qui il nome: Bkv Fine Art) ci avevano anticipato la linea che avrebbero seguito: «puntare sulle opere e non sugli artisti; accostare antico, moderno e contemporaneo (purché storicizzato) per via di “affinità elettive” e fare della galleria un luogo di studio e di dibattito». Non si sono smentiti e, dopo l’omaggio dello scorso giugno al grande gallerista Giorgio Marconi, da poco scomparso, e dopo il progetto autunnale, bello, colto e spiazzante, sulle «teste mozze» (titolo: «Perdere la testa»), ora puntano su un’altra, molto diversa, prelibatezza, con la mostra curata da Marco Meneguzzo «Mario Schifano-Gianni Malabarba. Pittura e poesia» (dal 28 febbraio al 17 aprile).
Qui, attraverso 73 opere inedite, tutte rimaste nella famiglia Malabarba, si racconta il rapporto d’amicizia che legò il pittore (1934-98) e il poeta e collezionista (1921-90; fondatore tra l’altro, con Graziella Lonardi, degli «Incontri internazionali d’Arte»). Malabarba acquistò per la sua collezione opere miliari di Schifano (alcune, esposte nella personale del 1974 alla Pilotta di Parma) e intanto inviava all’amico i suoi componimenti poetici: da tre di essi l’artista trasse negli anni ’70 le tre tele emulsionate che figurano in mostra, esposte insieme a numerosi dattiloscritti originali delle sue poesie. Sono però i lavori su carta il nucleo centrale di questa mostra, allestita da Andrea Isola: oltre 60 le carte, divise per temi, che dal «Futurismo rivisitato» ai «Paesaggi» rileggono l’intero itinerario di Schifano attraverso il suo sguardo di poeta e collezionista. Con queste, sono in mostra anche sei stampe fotografiche di suoi «autoritratti allegorici», per così dire: riflessioni sugli statuti della figura dell’artista simili a quelli, degli stessi anni, di Alighiero Boetti. Il catalogo, in edizione limitata e numerata, è curato da Marco Meneguzzo, autore anche, con Monica Schifano, dei testi critici del «Catalogo Ragionato dell’opera pittorica 1960-1969» di Schifano, in uscita nel 2025.