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Andrea Roggi, «Potere dell’Amore», 2026

Courtesy: Andrea Roggi / La Scultura di Andrea Roggi. Foto Giacomo Roggi

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Andrea Roggi, «Potere dell’Amore», 2026

Courtesy: Andrea Roggi / La Scultura di Andrea Roggi. Foto Giacomo Roggi

Da Venezia alla Costa Smeralda per scoprire l’Albero della Vita di Andrea Roggi

L’artista toscano partecipa alla 61ma Mostra Internazionale della Biennale di Venezia con un’opera esposta nel Padiglione della Guinea Equatoriale. Tra maggio e giugno i suoi lavori saranno inoltre fruibili anche in Liguria, all’Isola d’Elba e in Sardegna

Cecilia Paccagnella

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L’opera recente di Andrea Roggi porta una firma inconfondibile: un albero in bronzo le cui radici si sviluppano all’interno di una struttura circolare. Da questa figura ha preso avvio qualche anno fa la serie che porta il nome dell’«Albero della Vita» e che ora riecheggia a livello internazionale per la sua presenza nel Padiglione della Guinea Equatoriale alla 61ma Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

Il «Potere dell’Amore» si inserisce in maniera ottimale tra le opere che compongono la mostra «The Forest The Undergrowth», che fino al 22 novembre trasforma Palazzo Donà delle Rose in una foresta da esplorare. Sin dai tempi di Dante Alighieri, che si ritrovò in una «selva oscura», il bosco è simbolo dell’inconscio, dell’ignoto e della parte più oscura e nascosta della mente. Un luogo in cui visibile e invisibile, corpo e natura si incontrano, offrendo l’occasione per creare qualcosa di nuovo.

A cura di Joan Abelló, l’allestimento accoglie anche i lavori di Fernando Nguema Madja, Modest Gené Roig, Rani Bruchstein, Barbara Cammarata, Florin Codre, Jianqi Du, Martin Emschermann, Alessia Forconi, Fulvio Merolli, Alfred Mirashi Milot, Mfochive Oumarou, Hannou Palosuo, Valeria Pérez Fuchs, Sonia Ros, Carlotta Flora Saavedra González, Sandro Sanna, Giuseppe Saporito, Ingrid Seall, Michele Stanzione, Vassilis Vassiliades, Liu Youju e William Marc Zanghi.

Per Andrea Roggi (Castiglion Fiorentino, 1962), nello specifico, «natura e spiritualità sono valori fondamentali da trasmettere alle nuove generazioni. Saranno loro ad avere la possibilità di cambiare questo mondo e renderlo migliore. Per questo credo sia essenziale educare alla positività e all’amore». La scultura che partecipa alla foresta mette in relazione radici, tronco, figure umane, rami, frutti e sfera dorata: un concerto di elementi simbolici che si pone come un inno al legame con la terra da un lato e alla forza generatrice della vita dall’altro. Nel contesto della Biennale, quindi, «Potere dell’Amore» diventa spazio di origine, memoria, spiritualità e rinnovamento.

Oltre a Venezia, il lavoro di Roggi è ammirabile dal 20 maggio in Liguria nella cornice del progetto «Mare Nostrum», diffuso tra Portofino, Genova e Alassio. Spostandoci più a sud, al largo della costa toscana, sull’Isola d’Elba prenderà forma tra il 15 e il 19 giugno «50 Years of Creation» nelle città di Portoferraio, Villa San Martino e Villa dei Mulini, in cui saranno raccolti cinquant’anni di attività dell’artista. Infine, «Mare Nostrum» si sposterà in Costa Smeralda con 12 opere installate tra Porto Cervo, Arzachena e Porto Rotondo, che saranno presentate al pubblico nelle giornate del 25, 26 e 27 giugno.

Cecilia Paccagnella, 26 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

Da Venezia alla Costa Smeralda per scoprire l’Albero della Vita di Andrea Roggi | Cecilia Paccagnella

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