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Salvador Dalí, «El desnonament del moble aliment (The Weaning of Furniture-Nutrition)», 1934

Foundation / Artists Rights Society (ARS), New York. Collection of The Dalí Museum, St Petersburg, FL. © Salvador Dalí Museum, Inc., St. Petersburg, FL, 2020. © 2026 Salvador Dalí, Gala-Salvador Dalí

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Salvador Dalí, «El desnonament del moble aliment (The Weaning of Furniture-Nutrition)», 1934

Foundation / Artists Rights Society (ARS), New York. Collection of The Dalí Museum, St Petersburg, FL. © Salvador Dalí Museum, Inc., St. Petersburg, FL, 2020. © 2026 Salvador Dalí, Gala-Salvador Dalí

Emmanuel Di Donna chiude lo spazio newyorkese con Dalì

In attesa di Pace Di Donna Schrader Galleries (PDS), il gallerista si dedica ad uno degli artisti che più lo appassiona celebrandolo con una mostra incentrata sul decennio che ha definito il suo linguaggio artistico e la propria figura pubblica

Quando si pensa a Salvador Dalí (Figueres, 1904-1989) vengono in mente immagini iconiche: orologi molli, baffi teatrali, scenari surreali che sfidano la logica. Ma gli anni tra il 1929 e il 1939, il decennio in cui Dalí ha definito il suo linguaggio artistico e la propria figura pubblica, raccontano una storia molto più complessa e rigorosa, oggi messa in luce da Di Donna Galleries con la mostra «Dalí: The Great Years, 1929–1939» (16 aprile–13 giugno).

Questa esposizione riunisce dipinti, sculture e opere su carta provenienti da collezioni pubbliche e private di rilievo, offrendo una visione completa di un artista che costruiva sistematicamente il proprio mondo. È un Dalí in formazione e al contempo già compiuto, un surrealista che sviluppa il metodo paranoico-critico, capace di trasformare immagini irrazionali in visioni straordinariamente precise, in cui il confine tra inconscio e realtà sembra dissolversi. Opere come «La Profanation de l’hostie» (ca 1930) non sono semplici esercizi di fantasia quanto interrogazioni profonde sulla religione, sulla mortalità e sulle paure personali, rese attraverso un linguaggio visivo complesso e stratificato.

Salvador Dalí, «La Profanation de l'hostie (Profanation of the Host)», circa 1930. Collection of The Dalí Museum, St Petersburg, FL © Salvador Dalí Museum, Inc., St. Petersburg, FL, 2020 © 2026 Salvador Dalí, Gala-Salvador Dalí Foundation / Artists Rights Society (ARS), New York

La rivoluzione di Dalí non si fermava alla tela. Con gli «Oggetti Surrealisti» come «Vénus de Milo aux Tiroirs» (1936/64), estende il surrealismo nello spazio tridimensionale, creando forme che destabilizzano l’abitudine percettiva e alimentano l’immaginazione. Allo stesso tempo, Dalí sperimenta con il design, il cinema, il teatro e la moda, collaborando con figure come Elsa Schiaparelli e Gabrielle Chanel. È chiaro oggi quanto precocemente l’artista abbia visto il potenziale della cultura popolare come terreno creativo, anticipando di decenni le collaborazioni tra arte, marchi e spettacolo.

Gli ultimi anni del decennio, segnati dalla Guerra Civile Spagnola, mostrano un Dalí più inquieto e introspettivo. La violenza e l’instabilità del conflitto vengono trasposte in simboli psicologici complessi, in corpi molli, architetture metamorfosiche e visioni premonitrici di distruzione. L’esilio forzato, la fuga dalla Spagna nel 1938 e il soggiorno a La Pausa di Gabrielle Chanel evidenziano come l’arte di Dalí fosse sempre anche un modo di elaborare il trauma, trasformando la paura in immagine. Non va dimenticata la presenza di Gala, che dal 1929 diventa musa, collaboratrice e co-architetta del Dalí pubblico. La costruzione del personaggio, il genio eccentrico e lo showman dell’inconscio, sono parte integrante del decennio che la mostra esplora, dimostrando quanto la vita e l’opera di Dalí fossero inseparabili.

Con «Dalí: The Great Years, 1929–1939», Emmanuel Di Donna termina la sua attività in Madison Avenue per prepararsi alla nuova joint venture con Pace e David Schrader con cui nascerà Pace Di Donna Schrader Galleries (PDS).

Salvador Dalí, «Vénus de Milo aux Tiroirs (Venus de Milo with Drawers)», 1936/64. Private Collection © Salvador Dalí, Gala-Salvador Dalí Foundation / Artists Rights Society (ARS), New York

Monica Trigona, 01 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

Emmanuel Di Donna chiude lo spazio newyorkese con Dalì | Monica Trigona

Emmanuel Di Donna chiude lo spazio newyorkese con Dalì | Monica Trigona