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Luigi Ghirri, dalla serie «Blu infinito», 1991, Collezioni private in deposito presso MARV | Museo d'Arte Rubini Vesin, Gradara

Foto Gilberto Urbinati

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Luigi Ghirri, dalla serie «Blu infinito», 1991, Collezioni private in deposito presso MARV | Museo d'Arte Rubini Vesin, Gradara

Foto Gilberto Urbinati

Frammenti del quotidiano: al MAMbo la poetica di Luigi Ghirri e Gianni Celati

81 fotografie realizzate tra il 1989 e il 1991 e tre film documentano il sodalizio intellettuale e creativo nato dalla collaborazione tra il fotografo e il critico, traduttore, scrittore e cineasta

«Strada provinciale delle anime» è un titolo, ma potrebbe essere in sé stesso un racconto, breve, brevissimo ma perfetto per unire, in una sintesi estrema e poetica, la storia di due anime che si sono incontrate, proprio sulle strade di provincia. Parliamo di quella provincia sospesa e un po’ attonita, tra la Pianura padana e il Delta del Po, che nel fotografo Luigi Ghirri (Scandiano, 1943-Roncocesi, 1992), e lo scrittore Gianni Celati (Sondrio, 1937-Brighton, 2022), ha trovato i suoi più alti cantori dell’età contemporanea; un luogo dove, nell’ambiente letterario come in quello artistico, la loro scomparsa ha lasciato vuoto, un’assenza di sguardi e parole, di risonanze, di codici di meraviglia e attenzione. L’amicizia e, soprattutto, l’affinità intellettuale tra i due autori, già oggetto di studio e riflessione in diverse occasioni, sono ora al centro di una mostra che li ricorda insieme, in un progetto curato da Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli, con il sostegno di Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, con la collaborazione culturale della Fondazione Luigi Ghirri. Allestita a Bologna nella Project Room del MAMbo, luogo dedicato per vocazione agli approfondimenti sulla cultura creativa del territorio, la mostra «Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce» (fino al 4 ottobre) mette al centro del progetto 81 fotografie in stampa coeva della serie «Blu Infinito», ultima opera compiuta del fotografo prima della sua prematura scomparsa, e testimonianza di un’esperienza condivisa fisicamente con lo scrittore. Le immagini, nelle quali compaiono numerose persone e luoghi ben riconoscibili, sono, infatti, una selezione di scatti realizzati da Ghirri tra il 1989 e il 1991, in occasione prima dei sopralluoghi e poi della lavorazione del primo cortometraggio diretto da Celati, intitolato appunto «Strada provinciale delle anime». 

Carismatico docente al DAMS, apprezzato narratore, critico e traduttore, in quell’occasione lo scrittore si sperimentava per la prima volta come cineasta, cercando nel racconto filmico un’espansione di quel suo peculiare modo di viaggiare attraverso il paesaggio padano, che gli aveva già portato positivi riscontri con la pubblicazione di Verso la foce, una raccolta di quattro racconti di osservazione dell’ambiente naturale e umano. Lo sfondo delle immagini è un viaggio verso il Delta del Po: una corriera che da Ferrara procede verso il mare, portando studenti, colleghi, parenti e amici, in un percorso lento che attraversa la pianura per riconoscere man mano il progressivo rivelarsi del fiume, protagonista di una dimensione naturale e al tempo stesso metafisica. Qui, in queste fotografie a colori che sembrano uscite da un album di ricordi privati, si incontrano ancora le due anime degli autori, catturate in quegli scatti strani, in cui Ghirri esplora una dimensione per lui in parte nuova, dando spazio alla presenza umana, che di norma eludeva. Sfila, in lunghe direttrici sui sentieri, alternate a ritratti spontanei e gruppi in posa, una sequenza di immagini che fissa quel particolare clima di attenzione al contesto che Celati, intanto, stava trasformando narrazione dell’azione. Un pullman azzurro nel verde arso che sfuma fino alle valli, le strade sull’argine, la casa rurale con la canapa a seccare, le soste e quel tempo sospeso nella luce, la gente sul confine tra gli abitati e il nulla, l’allegria del gruppo in gita, tornano in sequenza anche nel catalogo edito da Danilo Montanari Editore. Arricchito da testi di Lorenzo Balbi, Marco Sironi, Gabriele Gimmelli, Corrado Confalonieri e da un’intervista a Luca Buelli a cura di Giulia Pezzoli, il volume completa il progetto restituendo il clima di condivisione e le affinità nell’ispirazione creativa che si estendevano al gruppo, la coralità dell’esperienza e la rilevanza che quell’esperimento ancora mantiene nella memoria di chi ne fece parte. 

Emerge, nel complesso, quell’idea di un’«epica del quotidiano», più volte evocata dalla critica sia per il lavoro di Ghirri sia per quello di Celati, che in fondo era e resta la loro cifra poetica più alta e riconoscibile. Un’epica sommessa, fatta di tracce e spunti di osservazione, di frammenti e ipotesi di ricostruzione di vissuti, che oggi si rivela come l’ultima traccia di un’epopea, vicina nel tempo ma in dissolvenza. Interessante, infine, la scelta dei curatori di mettere in relazione alle fotografie anche la proiezione di tre film di Celati prestati dall’Archivio Pierrot e la rosa: oltre al già citato «Strada provinciale delle anime» (1991), si possono infatti vedere i successivi «Il mondo di Luigi Ghirri» (1998), commosso e ispirato omaggio all’amico ormai scomparso, e «Case sparse. Visioni di case che crollano» (2003), toccante e lucida testimonianza della trasformazione legata all’abbandono, non solo materiale, determinato dalla perdita della capacità di abitare poeticamente il paesaggio rurale da parte dell’uomo contemporaneo.





 

Veduta di allestimento mostra Luigi Ghirri e Gianni Celati. «Verso la foce» Courtesy MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici | Comune di Bologna. Foto di Ornella De Carlo

Valeria Tassinari, 01 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Frammenti del quotidiano: al MAMbo la poetica di Luigi Ghirri e Gianni Celati | Valeria Tassinari

Frammenti del quotidiano: al MAMbo la poetica di Luigi Ghirri e Gianni Celati | Valeria Tassinari