Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliLa mostra che inaugura la programmazione 2025 di Film & Video Gallery del Guggenheim di Bilbao nasce dalla collaborazione e dall’amicizia che Vito Acconci (New York, 1940-2017) e l’artista basco Sergio Prego (Donostia-San Sebastián, 1969) hanno condiviso tra il 1996 e il 2002, un periodo chiave nell’attività dello Studio Acconci, specializzato in design e architettura speculativa. La mostra traccia un percorso soggettivo delle opere video e performative di Acconci attraverso un allestimento progettato da Prego, il cui approccio unico alla scultura risuona profondamente in sintonia con l’operato dell’artista statunitense.
In «Vito Acconci/Sergio Prego: You» (dal 4 aprile al 7 settembre) si dà conto del legame che ha unito i due artisti, alimentato dalla condivisione di un’attenzione specifica ai fenomeni estetici che emergono dal rapporto tra il corpo e i sensi con i media audiovisivi e l’architettura, come se tutto ciò che è corporeo cercasse di adattarsi alle regole e alle strutture della telecamera. Per entrambi, le opere d’arte sono espressioni specifiche di queste tensioni e paradossi, il cui impatto influisce direttamente sulla consapevolezza fisica del visitatore.
L’esposizione, divisa in due spazi, presenta diversi video monocanale di Prego proiettati simultaneamente, mentre la colonna sonora di Acconci («Running Tape», 1969) echeggia in un angolo. Questo estratto sonoro è la registrazione di una performance di Acconci al Central Park di New York, in cui corre, conta ogni passo e registra la sua voce, poi si ferma per riprendere fiato e ricomincia a correre, rivelando l’interesse dell’artista nel portare all’estremo le azioni quotidiane e nell’evidenziare il valore estetico o poetico del banale.
I video di Sergio Prego, invece, sono proiettati su una fila di monitor analogici posti lungo la parete, in cui l’artista o i suoi ospiti levitano o intraprendono diverse azioni nello spazio con movimenti e posizioni corporee impossibili per mostrare un mondo in cui le leggi della fisica sembrano alterate e le prospettive si moltiplicano. Il tema del tempo sospeso e dello spazio manipolato è una caratteristica ricorrente, come testimoniato da «Cowboy Inertia Creeps» (2003) e «Flicker» (2007), frutto di diverse telecamere che creano ogni inquadratura e producono una situazione che sembra tridimensionale. Nell’opera «Sunoise», l’artista ripropone un’installazione del 2005 costituita da due tubi fluorescenti luminosi collegati da braccia meccaniche che si piegano e ruotano come un automa egocentrico in una galleria. In «Bisector (Bisectriz, 2008)», invece, il corpo dell’artista appare in tensione all’interno di un appartamento vuoto: posizionato a quarantacinque gradi sopra la sua testa, il suo corpo traccia una linea bisettrice che divide l’angolo retto della parete con il pavimento.

Uno still dal video «Bisector (Bisectriz, 2008)» di Sergio Prego. Courtesy of the artist. © Sergio Prego, Bilbao, 2025