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La spettacolare rivincita del Secondo Impero

Luana De Micco

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Il Musée d’Orsay immerge il visitatore negli anni del Secondo Impero, al tempo cioè del regime di Napoleone III compreso tra il 1852, anno dell’emanazione della nuova costituzione che conferiva i poteri supremi all’imperatore, e il 1870, anno della sconfitta dell’esercito francese a Sedan contro la Prussia e la proclamazione della Terza Repubblica.

Con la mostra «Spectaculaire Second Empire», aperta fino al 15 gennaio, il museo parigino, che a dicembre festeggia i suoi trent’anni, sottolinea invece come questo periodo dalla cattiva reputazione sia stato in realtà un tempo di grande euforia per molteplici aspetti della vita: economico, politico, sociale e culturale. Tra gli anni 1850 e 1860 Napoleone III fece di Parigi una capitale «moderna»: affidò la sua «rivoluzione architettonica» al barone Haussmann, furono costruiti nuovi teatri al posto di vecchi edifici e le dimore borghesi si riempirono di un lusso sfrenato.

La mostra riunisce oggetti d’arte decorativa della manifattura imperiale di Sèvres, degli ebanisti Fourdinois e Dihel, degli orefici Christofle e Froment-Meurice. Artisti come Ingres e Flandrin restarono legati alla tradizione neoclassica, altri innovarono, chi ispirandosi alla pittura inglese come il ritrattista Winterhalter chi dando respiro al Barocco francese come Carpeaux. Altri ancora, Courbet, Manet, Monet o ancora Degas, si affidarono al realismo.

Luana De Micco, 15 novembre 2016 | © Riproduzione riservata

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