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Nel cortile della Royal Academy troneggia la frase «the song is you» che accoglie il visitatore ancor prima di accedere alla mostra di sei acquerelli dell’arista. Poco distante, 54 bandiere firmate da lui sventoleranno in Bond Street
- Alessia De Michelis
- 10 giugno 2026
- 00’minuti di lettura
Ugo Rondinone, «the song is you», 2026
© Studio Rondinone
L’arcobaleno di Ugo Rondinone recita una poesia nel cuore di Londra
Nel cortile della Royal Academy troneggia la frase «the song is you» che accoglie il visitatore ancor prima di accedere alla mostra di sei acquerelli dell’arista. Poco distante, 54 bandiere firmate da lui sventoleranno in Bond Street
- Alessia De Michelis
- 10 giugno 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliAll’interno del cortile della Royal Academy di Londra si erge da qualche giorno una scritta coi colori dell’arcobaleno: «the song is you». Tale accostamento di parole è stato scelto da Ugo Rondinone (1964), che da trent’anni compone brevi poesie di questo tipo.
«Gli arcobaleni sono simbolo di festa. Sono simbolo di ottimismo. Sono anche la forma che assume il dolore quando si rifiuta di scomparire», afferma lui stesso in una nota diffusa dalla Royal Academy per presentare il progetto, uno dei tre interventi che vedranno la città colorarsi della sua opera. In Bond Street saranno disposte fino a metà agosto 54 bandiere, ognuna raffigurante un’alba o un tramonto: «Light» si pone come un’installazione in grado di trasportare i passanti in luoghi lontani, sotto cieli sempre diversi.
Una volta attraversata l’opera nel cortile dell’istituzione, invece, si arriva a «More Light» (dal 16 giugno al 23 agosto), un allestimento di sei acquerelli in cui sono immortalati altrettanti albe e tramonti, alcuni dei quali hanno ispirato le bandiere di Bond Street.
In tutti e tre i casi il coinvolgimento del pubblico è di primaria importanza: «TU, chiunque tu sia, qualunque cosa tu porti dentro, non sei il pubblico di quest’opera. Tu sei l’opera stessa. Senza il tuo passaggio, l'arcobaleno è solo colore. Con te, acquista significato», dichiara Rondinone.
L’intento dell’artista si è delineato nel 1996, quando sentì la necessità di «creare qualcosa che non potesse essere ignorato», soprattutto in un periodo storico in cui la crisi dell’Aids aveva smesso di essere notizia, ma rimaneva molto attuale. Dal primo arcobaleno, «Cry Me a River» oggi se ne contano 17, ognuno con una poesia diversa.
Quello nel cortile della Royal Academy è stato studiato anche per occupare uno spazio che di per sé incarna un momento di pausa, di transizione tra mondo esterno e mondo interno, e lo fa rivivere grazie a chiunque lo attraverserà.