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Alcune statuine di Emilio Giannelli

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Alcune statuine di Emilio Giannelli

Le «belle statuine» di Emilio Giannelli a San Quirico d’Orcia

Meno noto, e proprio per questo sorprendente, è questo versante dell’attività creativa del vignettista del «Corriere della Sera»: la modellazione di piccole sculture in terracotta

Emilio Giannelli è il vignettista che ogni giorno offre la sua visione del mondo sulla prima pagina del «Corriere della Sera», il quotidiano diretto da Luciano Fontana. A San Quirico d’Orcia (Si), nel Palazzo Chigi Zondadari, «Forme nel Verde 2026», la manifestazione in programma dal 25 luglio al primo novembre, celebra Giannelli in occasione dei suoi novant’anni con una mostra inedita, curiosissima. Conosciuto da milioni di lettori come l’autore di una satira politica pungente ma gentile, grazie al suo disegno è diventato negli anni uno degli sguardi più acuti e ironici sulla politica italiana e internazionale. Ma nella vita di Giannelli non esistono solo le vignette: è un uomo pragmatico, per tanti il responsabile dell’ufficio legale del Monte dei Paschi di Siena, quindi con incarichi solenni nella Fondazione, e ha la città nel cuore, con la mamma, Elena, figlia di Enrico Falaschi, sindaco della città e deputato del Regno d’Italia. E lui è stato l'autore del drappellone per il Palio della Madonna di Provenzano il 2 luglio 2018, vinto poi proprio dalla sua contrada. 

Meno noto, e proprio per questo sorprendente, è un altro versante della sua attività creativa, ovvero la modellazione di piccole sculture in terracotta. Come viene sottolineato dagli organizzatori dell’evento, «in queste figurine buffe e caricaturali, ritratti deformati e ironici di personaggi famosi e non, Giannelli trasferisce lo stesso spirito satirico delle sue vignette. È come se le figure nate sul foglio uscissero improvvisamente dalla carta per occupare lo spazio. Nella sua casa e nel suo studio, cui la mostra è un ingresso privilegiato, si trovano, tra gli scaffali dei libri, sui davanzali delle finestre, su tavoli e mobili, una serie di uomini politici in posa, con i caratteri accentuati del volto, un folto panorama di figure ecclesiastiche, personaggi presi dalla strada: signore incipriate, pazze vagabonde o assopiti fannulloni, un vero popolo che abita con lui e che gli fa compagnia mentre lavora ai suoi disegni». Così, «la garbata ironia che si trova nelle vignette è fissata nell’argilla con un realismo ancor più diretto. La sua straordinaria capacità di plasmare la terra, scavando i volti e modellando i particolari, fa intendere con quale passione Giannelli ha realizzato negli anni questa serie di figure. Le piccole sculture conservano la freschezza immediata del gesto caricaturale: nasi esagerati, bocche stirate, occhi sbarrati, atteggiamenti teatrali». Con il titolo «Alle belle statuine», si vuole evocare il gioco d’infanzia «in cui, al comando improvviso, ci si immobilizza in una posa; dall’altra allude al mondo dei potenti e dei personaggi pubblici che spesso, sotto lo sguardo della satira, finiscono per diventare proprio questo: statuine, piccoli idoli un po’ ridicoli». Nella terra delle crete senesi, Giannelli dimostra di saper usare anche un elemento fondante, primigenio, per ritrarre personalità famose, con una sapienza rara.

Alcune statuine di Emilio Giannelli

Gianfranco Ferroni, 08 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Gianfranco Ferroni

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