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La mostra presentata dall’International Center of Photography di New York si pone come un progetto che indaga il ruolo decisivo della fotografia nella storia della maison e nella definizione dell’eredità culturale del celebre couturier
- Alessia De Michelis
- 03 giugno 2026
- 00’minuti di lettura
Irving Penn, «Yves Saint Laurent, Paris, 1957»
© The Irving Penn Foundation
Yves Saint Laurent e la fotografia: quando l’immagine costruisce un mito
La mostra presentata dall’International Center of Photography di New York si pone come un progetto che indaga il ruolo decisivo della fotografia nella storia della maison e nella definizione dell’eredità culturale del celebre couturier
- Alessia De Michelis
- 03 giugno 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliPiù che uno strumento promozionale, la fotografia è stata per Yves Saint Laurent un linguaggio attraverso cui costruire identità, memoria e immaginario collettivo. È da questa prospettiva che nasce «Yves Saint Laurent and Photography» (dall’11 giugno al 28 settembre), la mostra presentata dall’International Center of Photography (Icp) di New York, un progetto che indaga il ruolo decisivo dell’immagine fotografica nella storia della maison e nella definizione dell’eredità culturale del celebre couturier.
L’esposizione, curata da Simon Baker insieme a Nastasia Alberti e Clémentine Cuinet del Musée Yves Saint Laurent Paris, riunisce oltre 300 opere e documenti, mostrando come la fotografia abbia contribuito a plasmare non solo il successo commerciale del marchio, ma anche il suo impatto sul dibattito culturale e sociale degli ultimi decenni. Saint Laurent intrattenne infatti un dialogo costante con i fotografi del suo tempo, utilizzando il medium come terreno di sperimentazione per mettere in discussione convenzioni estetiche, ruoli di genere e codici della rappresentazione.
Il percorso si articola in due sezioni complementari. La prima ripercorre quarant’anni di collaborazioni con alcuni dei più importanti autori della fotografia del Novecento, da Irving Penn a Richard Avedon, da William Klein ad Annie Leibovitz, fino a Helmut Newton e Steven Meisel. Attraverso ritratti, campagne e immagini di moda, emerge l’evoluzione stilistica dello stilista e la costruzione della sua immagine pubblica, dalla celebre fotografia realizzata da Penn nel 1957 fino agli scatti di Patrick Demarchelier del 2004.
La seconda sezione attinge invece agli archivi del Musée Yves Saint Laurent Paris, presentando oltre 200 materiali tra fogli di contatto, cataloghi pubblicitari, riviste, ritagli stampa e fotografie personali. Documenti che rivelano come Saint Laurent avesse compreso il doppio potere della fotografia: conservare ciò che è effimero e, al tempo stesso, elevarlo a icona.
Organizzata in collaborazione con il Musée Yves Saint Laurent Paris e la Fondation Pierre Bergé-Yves Saint Laurent, la mostra nasce da un progetto sviluppato dal museo parigino e coprodotto con le Rencontres d’Arles nel 2025. Un’indagine che, attraverso la moda, riflette sul ruolo della fotografia nella costruzione della memoria culturale contemporanea.