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«Autoritratto come santa Caterina d’Alessandria» (1615-17 ca), di Artemisia Gentileschi (particolare). © The National Gallery, Londra

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«Autoritratto come santa Caterina d’Alessandria» (1615-17 ca), di Artemisia Gentileschi (particolare). © The National Gallery, Londra

Il compleanno della National Gallery costa 95 milioni di sterline

Il 10 maggio 2024 la pinacoteca londinese compie 200 anni: NG200 è il programma che prevede 14 appuntamenti, scadenziati in 12 mesi

Elena Franzoia

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Il prossimo 10 maggio la National Gallery compirà 200 anni e avrà inizio un fitto calendario di eventi intitolato NG200, che si concluderà nel maggio 2025 e si estenderà a tutto il Regno Unito. Tra i 14 appuntamenti in programma, alcuni saranno digitali come i contributi dei 200 social media creator, il documentario online «NG200: Dietro le quinte» e un’innovativa galleria virtuale per consultare 200 dipinti rappresentativi dei 200 anni di storia del museo. Sarà presentata la prima tranche degli interventi di adeguamento della sede del museo affacciata su Trafalgar Square (nuove dotazioni per i visitatori, revisione dell’esistente Learning Center e creazione di un nuovo centro di ricerca per rendere la National Gallery leader mondiale nella ricerca sulla pittura storica e la sua conservazione). È inoltre previsto un riallestimento della collezione permanente.

Tra gli eventi espositivi, i più importanti saranno le due grandi mostre dedicate alla cultura visiva della Siena trecentesca e a Van Gogh («Van Gogh: Poets and Lovers», 14 settembre 2024-19 gennaio 2025), che sarà celebrato con una selezione epocale di opere a 14 anni dall’ultima mostra nel Regno Unito e a 100 anni esatti dall’acquisizione da parte della National della «Sedia» e dei celeberrimi «Girasoli». Infine, l’ambizioso progetto diffuso «NG: National Treasures»: 12 musei e gallerie, uno per ognuna delle 12 regioni del Regno Unito, riceveranno un dipinto dalle collezioni della National Gallery, che diventerà il baricentro di mostre ed eventi tesi a valorizzare i patrimoni delle comunità locali.

Il progetto avrà un costo complessivo di 95 milioni di sterline, supportato dalla Garfield Weston Foundation e da altri donatori. La Laing Art Gallery di Newcastle ospiterà all’insegna del binomio tecnologia-nostalgia «The Fighting Temeraire» di William Turner, la York Art Gallery abbinerà le «Ninfee» di Monet agli esiti di una commissione conferita all’artista contemporanea Michaela Yearwood-Dan, gli «Ombrelli» di Renoir saranno protagonisti di un progetto immersivo al Leicester Museum and Gallery, mentre un’insolita lettura gender del capolavoro di Botticelli «Venere e Marte» sarà proposta al Fitzwilliam Museum di Cambridge. Il Brighton Museum and Art Gallery esporrà l’«Autoritratto» di Rembrandt, mentre il trecentesco «Dittico Wilton» sarà accostato nell’Ashmolean Museum di Oxford al Cloth of Gold, drappo funebre di Enrico VII.

«L’Autoritratto come santa Caterina d’Alessandria» di Artemisia Gentileschi darà vita alla Ikon Gallery di Birmingham a quadri sonoro-cinematografici composti dall’artista dublinese Jesse Jones, mentre «Il carro di fieno» di Constable sarà al centro di una mostra sul paesaggio al Bristol Museum and Art Gallery. «Il cortile dello scalpellino» di Canaletto sarà visibile nella Biblioteca Nazionale del Galles di Aberystwyth, la «Venere Rokeby» di Velázquez nella Walker Art Gallery di Liverpool, la «Cena di Emmaus» di Caravaggio nell’Ulster Museum di Belfast e la «Giovane donna davanti al virginale» di Vermeer nella Scottish National Gallery di Edimburgo. «Oltre metà della popolazione del Regno Unito si troverà a meno di un’ora di viaggio da un capolavoro delle nostre collezioni», sottolinea Gabriele Finaldi, direttore della National Gallery.

«Autoritratto come santa Caterina d’Alessandria» (1615-17 ca), di Artemisia Gentileschi (particolare). © The National Gallery, Londra

Elena Franzoia, 29 gennaio 2024 | © Riproduzione riservata

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