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Nicoletta Biglietti
Leggi i suoi articoliOsservare. Registrare. Catturare ogni dettaglio. I cani robotici ("Regular Animals") di Beeple ad Art Basel Miami Beach 2025 trasformano la nuova sezione Zero 10 in uno spazio in cui lo sguardo delle macchine diventa «esperienza reale», immediata. Si muovono carponi, silenziosi e iperrealistici, con teste modellate su Elon Musk, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos, Andy Warhol, Pablo Picasso e lo stesso Beeple. Scattano immagini. Le reinterpretano. E le restituiscono sotto forma di stampe e NFT – ciascuna filtrata secondo lo stile del personaggio raffigurato. L’area in cui sono confinati ricorda un ring: i robot percorrono il perimetro con movimenti autonomi, sorretti da sensori 4D LiDAR che mappano ogni angolo in tempo reale. Il pubblico osserva da vicino, senza poter oltrepassare il confine. Non entra nello stesso circuito fisico dei robot, ma percepisce comunque la stessa circolazione di sguardi e dati. In questo modo, il progetto mette in scena il dialogo tra percezione umana e automatismi digitali, pur mantenendo una chiara separazione tra macchina e visitatore.
A rafforzare questa «sensazione di presenza» concorrono le teste dei robot. Realizzate in silicone con stratificazioni pittoriche, imitano la pelle conferendo un’impressione di vita. Non sono imitazioni generiche. Sono ritratti scolpiti di figure il cui impatto sul mondo attuale è oggi strutturale. L’installazione, infatti, funziona come una «rievocazione» o «risurrezione» di «giganti» culturali e creativi. In questo contesto, Picasso e Warhol rappresentano il «prima», l’arte come forma di percezione umana, mentre i Tech‑mogul rappresentano il «dopo», quel nuovo filtro digitale della realtà. E Beeple li unisce. Fa emergere la trasformazione dello sguardo, la transizione tra un’arte fondata sulla creatività e un’arte mediata dalla tecnologia.
Perché oggi la percezione collettiva – il modo in cui vediamo il mondo – passa sempre più da algoritmi e piattaforme digitali, non «solo» attraverso gli artisti tradizionali. Beeple, rielaborando «il lascito del ritratto pop, della scultura e dell’arte generativa» in chiave tecnologica, usa volti iconici accanto a quelli dei potenti del tech per mostrare continuità e contrasto tra ieri e oggi.
L’osservazione del percorso dei robot diventa così un’esperienza immersiva, pur nella sicurezza del recinto. Il curatore Eli Scheinman mantiene chiara la separazione tra visitatore e macchina. L’interazione è visiva, sensoriale, concettuale. La tecnologia non è più qualcosa che si osserva da lontano. Diventa ambiente, esperienza condivisa, flusso di sguardi e dati.
Ogni robot integra una stampante termica e produce immagini 10×15 cm. Istanti dell’ambiente, rielaborati in tempo reale, e alcune includono anche un codice che consente di riscattare un NFT. Il gesto fisico si collega al valore digitale. Le immagini diventano così tracce materiali del passaggio dei robot, dei frammenti di memoria automatizzata. Inoltre ogni «Animal» ha un ciclo di vita programmato di tre anni. Alla fine, il corpo meccanico si spegne. Sopravvive, invece, l’insieme delle immagini prodotte, delle stampe diffuse e dei dati archiviati sulla blockchain. Un archivio che diventa eredità, memoria autonoma e impronta di un’esistenza programmata.
E dietro tutto questo c’è Michael Joseph Winkelmann, in arte Beeple. Considerato un artista digitale trailblazing, ha anticipato i tempi e sostenuto fin dall’inizio il valore dell’arte digitale e degli NFT. Oggi si dedica all’arte generativa, con opere come «The Tree of Knowledge», una simbiosi ipotetica tra tecnologia e natura. Nel 2023, ha trasformato il suo studio a North Charleston, in South Carolina, nei Beeple Studios. Una contemporanea e supertecnologica «Factory», aperta agli artisti di tutto il mondo, dove la loro arte convive con quella di grandi nomi come Refik Anadol e Fvckrender. Qui si fanno incontri, feste, ma soprattutto arte. L’opera che l’ha portato al successo globale è «Everydays: the First 5000 Days», un collage di immagini che continua ancora oggi, una al giorno. L’NFT associato è stato venduto da Christie’s come primo token puramente non fungibile, il 11 marzo 2021, per oltre 69 milioni di dollari.
Per Beeple la tecnologia è mezzo per espandere le idee. «Ci sono artisti, dice, che ripetono sempre lo stesso stile. Io mi annoio. Preferisco creare continuamente qualcosa di nuovo. Voglio espandere il concetto di arte a nuove dimensioni, mezzi, universi. Anche Warhol e Pollock hanno agito così, guidati dall’istinto creativo. La tecnologia ci offre strumenti sempre nuovi, e ogni giorno nascono creazioni e possibilità”.
In un contesto come Art Basel Miami, dove il dialogo tra arte e nuovi media è sempre più centrale, «Regular Animals» si impone non tanto per la spettacolarità, quanto per la chiarezza del dispositivo. Rende visibile ciò che spesso resta implicito. Gli algoritmi osservano. Selezionano. Restituiscono il mondo secondo criteri propri. Qui il processo è esposto. Quasi teatralizzato. Il visitatore diventa parte attiva di una circolazione di sguardi che non può controllare, pur restando al di fuori del percorso dei robot. Il risultato è un ambiente in cui percezione, tecnologia e identità si intrecciano. La mediazione delle immagini non è più funzione esclusivamente umana. È un cambio di prospettiva che Beeple traduce in forma fisica. Trasforma un gruppo di robot‑cani in un dispositivo narrativo che mette alla prova il modo in cui guardiamo e in cui siamo guardati.
L'artista Beeple (al centro) parla delle sue sculture di cani robotici nella sezione Zero 10 di Art Basel Miami Beach. Credits Liliana Mora
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