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Hanna Lucatelli, «Senza Titolo», 2024,San Paolo, Brasile.

Credits Hanna Lucatelli.

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Hanna Lucatelli, «Senza Titolo», 2024,San Paolo, Brasile.

Credits Hanna Lucatelli.

Madre: un murale alto 45 metri celebra i 150 anni dell’immigrazione italiana in Brasile

Un’opera pubblica di 45 metri, promossa dal Consolato Generale d’Italia, valorizza la figura femminile e la memoria delle comunità migranti nel Rio Grande do Sul, raccontando 150 anni di storia italiana in Brasile

Nicoletta Biglietti

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Nel centro storico di Porto Alegre, all’incrocio tra Avenida Loureiro da Silva e Rua Avaí, durante il Mese della Donna prenderà forma un intervento di arte pubblica di grande scala. Qui sarà realizzato «MADRE», murale alto 45 metri dell’artista brasiliana Hanna Lucatelli promosso dal Consolato Generale d’Italia nel Rio Grande del Sud per celebrare i 150 anni dell’immigrazione italiana nello Stato. L’opera sarà dipinta su una delle facciate del Condomínio Duo Concept Corporate, edificio destinato a ospitare la nuova sede del Consolato. L’inaugurazione è prevista il 24 marzo 2026.
Il progetto affronta il tema dell’emigrazione italiana nel Rio Grande do Sul scegliendo un punto di vista preciso: la figura femminile. «MADRE» nasce infatti da una domanda che rilegge la storia da una prospettiva individuale: chi era la donna italiana che, 150 anni fa, attraversò l’oceano lasciando il proprio paese? Cosa portava con sé e cosa ha vissuto durante quel passaggio?

Il murale costruisce la narrazione a partire da questa presenza. La donna è raffigurata come figura simbolica capace di racchiudere memoria, cura e forza. Accanto a lei compaiono i figli, immagine delle nuove generazioni nate da quell’esperienza migratoria. Il progetto sceglie così di spostare lo sguardo rispetto al racconto più consueto dell’emigrazione, riportando al centro una presenza fondamentale ma spesso rimasta ai margini della memoria pubblica. Più che una semplice commemorazione, l’intervento si propone come un momento di riflessione collettiva. Attraverso il linguaggio dell’arte urbana, il murale mette in relazione passato e presente e guarda alle generazioni future. L’immagine diventa così un simbolo dell’immigrazione italiana in Brasile e allo stesso tempo un omaggio alle diverse comunità migranti che hanno contribuito alla costruzione culturale e sociale dello stato.

La collocazione dell’opera rafforza questo legame. Il murale sarà infatti realizzato sulla facciata dell’edificio che ospiterà la nuova sede del Consolato italiano, stabilendo una relazione diretta tra spazio urbano, memoria storica e futuro delle relazioni culturali tra Italia e Brasile.

L’immagine valorizza in particolare la figura della donna migrante italiana e il ruolo svolto nella costruzione delle comunità. «Quest’opera, in un luogo di Porto Alegre di grande visibilità, è un dono dell’artista Hanna Lucatelli non soltanto per i 150 anni dell’immigrazione italiana nel Rio Grande do Sul, ma anche a favore dei gaúchos, che hanno accolto gli italiani migranti con grande amicizia e affetto. Vuole anche essere un omaggio a Porto Alegre e al Rio Grande do Sul che vive la nostre cultura nella quotidianità da oltre un secolo e che quindi merita questo riconoscimento», sottolinea l’Ambasciatore Alessandro Cortese.

L’immagine è stata concepita dall’artista visiva e muralista Hanna Lucatelli, che nella propria ricerca attribuisce un ruolo centrale alla figura femminile. «Lei è la memoria viva di un popolo, la promessa silenziosa che le tradizioni non si perdono. È l’atto di coraggio che non compare nei libri di storia».

Hanna Lucatelli è un’artista visiva e muralista nata a San Paolo nel 1990. Cresciuta in una metropoli caratterizzata da forte vitalità urbana, ha sviluppato una pratica che dialoga con lo spazio pubblico e con il ritmo della città contemporanea. Il suo lavoro nasce dal desiderio di creare connessioni con le persone, con l’ambiente urbano e con il tempo presente.
Nelle sue opere la figura femminile appare come presenza centrale: corpi che occupano spazio e affermano la propria presenza nello spazio urbano. Attraverso un linguaggio diretto e personale, la sua ricerca contribuisce a riconsiderare l’immaginario legato alla rappresentazione del femminile, mettendone in evidenza forza e complessità.

Il suo lavoro si avvicina anche a una dimensione simbolica e spirituale, rileggendo riferimenti storici e costruendo connessioni tra memoria, territorio e identità. Per Lucatelli, l’arte pubblica è prima di tutto una forma di dialogo: più che intervenire sulle superfici urbane, il suo lavoro cerca di generare uno sguardo diverso sulla città e sulle relazioni che la attraversano.

Il progetto è stato ideato e guidato artisticamente dalla curatrice italiana Giulia Lavinia Lupo. L’idea centrale è raccontare una storia prima che diventasse ufficiale: quella di una donna che ha scelto di partire, cioè di emigrare. La parola «MADRE» qui non indica solo il ruolo familiare, ma rappresenta anche l’inizio di una storia più grande, una narrazione che continua nel tempo. Perché la storia prende significato solo se la mettiamo in relazione con il presente, con la realtà di oggi. Il murale, quindi, invita chi lo osserva a riflettere sul passato e, allo stesso tempo, a immaginare cosa può ancora nascere e svilupparsi nel nostro presente e futuro.

Nicoletta Biglietti, 15 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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