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L’artista irlandese Gerard Byrne mentre dipinge en plein air

Agatabyrne/Wikimedia Commons

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L’artista irlandese Gerard Byrne mentre dipinge en plein air

Agatabyrne/Wikimedia Commons

325 euro alla settimana: l’Irlanda approva un reddito di base per gli artisti

Il programma del Governo prevede un salario per tre anni e interessa 2mila creatori, dalle arti visive al teatro alla musica: un’analisi costi-benefici esterna ha rilevato che per ogni euro investito nel progetto pilota, la società ha ricevuto in cambio 1,39 euro

Anna Maria Farinato

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Dopo una fase pilota, durante la quale su più di 8mila artisti idonei solo un quarto è stato selezionato (a caso), il 10 febbraio il Governo irlandese ha approvato i parametri del nuovo Basic Income for the Arts (Bia), ovvero il reddito di base per gli artisti. Il Bia sarà assegnato a 2mila artisti professionisti residenti nella Repubblica d'Irlanda individuati tra quanti avranno presentato domanda entro maggio (i dettagli per la candidatura, i criteri di ammissibilità e le prove richieste saranno pubblicate ad aprile) e i candidati ritenuti idonei riceveranno, già da dicembre, 325 euro a settimana per tre anni, con un periodo di riduzione graduale di tre mesi alla fine del ciclo. Potranno presentare domanda artisti visivi, scrittori, attori, registi, truccatori, musicisti. Il pionieristico programma  consentirà ai selezionati di concentrarsi sulla loro produzione creativa mantenendo un tenore di vita adeguato. Il reddito è tassato, ma non è subordinato alla loro produzione, consentendo ai creativi di avere un reddito relativamente stabile, pianificare in anticipo e svolgere meno lavori secondari per mantenersi. 

Con un budget di 18,27 milioni di euro assicurato dal ministro della Cultura, delle Comunicazioni e dello Sport, Patrick O'Donovan, nel bilancio 2026, il nuovo Bia funzionerà a cicli triennali e gli artisti potranno beneficiarne ogni tre anni su sei. Ciò significa che, se selezionato nel periodo 2026-29, un artista non potrà beneficiarne nel ciclo successivo, ma potrà ricandidarsi in quello dopo ancora. «Si tratta di una tappa fondamentale per le arti in Irlanda e per il modo in cui le sosteniamo. Sono particolarmente soddisfatto che la ricerca condotta dal mio dipartimento abbia fornito al governo una base di prove chiare su cui fondare tale decisione. Grazie al Bia, l'Irlanda è leader mondiale nel campo del sostegno agli artisti», rivendica il ministro O’Donovan.

Tra un ciclo di finanziamenti e l'altro, ha dichiarato alla Cnn un portavoce del Dipartimento per la Cultura, le Comunicazioni e lo Sport, «nel 2026 sono stati stanziati fondi record per oltre 140 milioni di euro per il Consiglio delle Arti, con un aumento del 75% rispetto al 2020».

L'introduzione del reddito di base per le arti sottolinea la premessa che gli investimenti del Governo nelle arti producono una miriade di benefici positivi per la società, osserva Peter Power, del Comitato direttivo dell’Ncfa-Campagna nazionale per le arti, dall’economia, alla salute, al benessere mentale, all’istruzione, alla coesione sociale, alla diversità e all’inclusione, alla creatività, al pensiero critico, all’innovazione, all'imprenditorialità, alla reputazione globale e altro ancora: «La ricerca condotta nell'ambito del programma pilota ha dimostrato l'impatto positivo e costante che il reddito di base ha su quasi tutti gli indicatori. In generale gli artisti che ricevono il sostegno riescono a dedicare più tempo alla loro arte e a produrre più opere; sperimentano un miglioramento del benessere personale grazie a una maggiore soddisfazione per la vita che conducono e una riduzione dell’ansia; si sentono protetti dalla precarietà dei redditi nel settore in misura maggiore rispetto a coloro che non ricevono il sostegno. Un’analisi costi-benefici esterna ha poi rilevato che per ogni euro investito nel progetto pilota, la società ha ricevuto in cambio 1,39 euro. Si tratta di un ramo di finanziamento completamente nuovo, prosegue Power, di un’deologia su come l'arte viene valutata culturalmente e socialmente. È una novità, dobbiamo considerarla come un primo passo. Attendiamo con interesse la sua attuazione e il suo ampliamento per includere tutti gli artisti e gli operatori artistici idonei nei prossimi anni».

 

 

 

 

Anna Maria Farinato, 16 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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