Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image
Image

A Brera, la felicità ha la forma di un respiro collettivo: l’installazione di Sara Ricciardi

American Express presenta nel loggiato della Pinacoteca un’installazione immersiva che esplora il legame tra percezione, corpo e neurochimica

Riccardo Deni

Leggi i suoi articoli

In un contesto come quello della Milano Design Week, dove il design si interroga spesso sulla funzione e sulla forma, la proposta di American Express per il Fuorisalone 2026 sceglie di indagare la sfera dell'emotività pura. L'installazione, intitolata «Serotonin - the chemistry of happiness», trova spazio nel Loggiato della Pinacoteca di Brera, un luogo che per sua natura già predispone il visitatore a un confronto con l'armonia classica e la bellezza storica. L'opera è firmata dall'artista Sara Ricciardi, che prosegue qui la sua ricerca sulle risonanze tra corpo, spazio e percezione.

Il progetto muove da una premessa biochimica per trasformarsi in architettura temporanea. Difatti l’obiettivo è dare corpo alla serotonina, il neurotrasmettitore responsabile della regolazione dell’umore. L'opera si allontana dalla staticità tipica delle installazioni monumentali per presentarsi come un organismo pulsante. I visitatori sono accolti in un paesaggio popolato da forme gonfiabili che, attraverso un movimento controllato di espansione e contrazione, simulano il ritmo naturale del respiro e del battito cardiaco. Dinamica vitale che punta a coinvolgere il pubblico non solo come osservatore, ma come parte integrante di un ecosistema emotivo.

L’esperienza proposta da Ricciardi è volutamente immersiva e sfrutta diverse leve percettive. Oltre al movimento delle forme, l’ambiente è definito da variazioni cromatiche e luminose che, insieme a una componente sonora dedicata, mirano a indurre uno stato di sospensione. L'intento dell'artista non è quello di offrire una rappresentazione didascalica della scienza, quanto piuttosto di innescare una reazione fisica immediata, muovendosi tra picchi di euforia e momenti di riflessione silenziosa, ricalcando le diverse sfumature che il concetto di felicità può assumere.

La scelta del Loggiato di Brera come sede dell'intervento sottolinea la volontà di creare un dialogo tra il patrimonio artistico milanese e i linguaggi del design contemporaneo. La presenza di American Express in questa sede si inserisce in una strategia di supporto alla cultura che vede nel Fuorisalone un momento cardine per la città. L'installazione si configura quindi come una delle tappe più attese nel distretto di Brera, offrendo una riflessione sul potere della bellezza come stimolo biologico e psicologico.

Riccardo Deni, 21 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

L’idea è di evitare la competizione e la dispersione tipica dei grandi cataloghi d’asta, ma di isolare un singolo capolavoro offrendogli un palcoscenico unico e un’attenzione curatoriale assoluta

Rubate quarant'anni fa e ritrovate a New York, le otto lettere autografe del poeta alla fidanzata tornano in Inghilterra prima dell’asta da Sotheby’s

Il nucleo dell'opera è del tutto concettuale, imperniato sulla trasformazione del marmo e del bronzo, i materiali tipici della statuaria classica, in oggetto commestibile e deperibile

Yto Barrada ci mostra un modo lucido per abitare l'instabilità del mondo senza cedere alla paralisi della malinconia

A Brera, la felicità ha la forma di un respiro collettivo: l’installazione di Sara Ricciardi | Riccardo Deni

A Brera, la felicità ha la forma di un respiro collettivo: l’installazione di Sara Ricciardi | Riccardo Deni