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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliIl 10 giugno le sale del Rockefeller Center di New York tornano a ospitare le grandi firme del design internazionale. In catalogo da Christie’s c’è un mosaico di epoche e stili che tiene insieme il vetro opalescente di Tiffany, la solidità iconica del legno americano e l’ironia surrealista che ha trasformato i coniugi Lalanne nei protagonisti assoluti del mercato contemporaneo. Inoltre, molti dei pezzi arrivano da collezioni private che li hanno custoditi per decenni, lontano dai circuiti delle aste, rendendo il loro passaggio sul mercato ancora più atteso.
L’immagine più curiosa della vendita, entrando nel merito, ci porta in un giardino di Houston, in Texas. Per quarant'anni, quattro rane in bronzo dalla patina turchese hanno fatto la guardia alla piscina della designer e collezionista Alexandra Marshall. François-Xavier Lalanne le modellò nel 1981, accettando la sfida della donna che lo aveva spinto a trasformare uno dei suoi iconici ranocchi in una fontana. Queste «Grenouille», che mescolano forme naturali a dettagli bizzarramente umani come le mani e i piedi, rappresentano il primo set completo mai realizzato dall’artista. Arrivano sul mercato per la prima volta con una stima di 2,5-3,5 milioni di dollari, esempi perfetti della poetica di Lalanne, capace di rendere l'arte un elemento domestico e giocoso.
Dall'acqua delle fontane si passa a quella evocata dai riflessi della «Boyd Family Memorial Window». La vetrata monumentale dei Tiffany Studios è rimasta per oltre un secolo all'interno di una chiesa del Connecticut. Il soggetto, una cascata che cade tra gigli e iris, è un tema paesaggistico decisamente raro per Tiffany, reso con una profondità cromatica che sfida la rigidità del vetro. L'opera è presentata con una stima di 1,5-2 milioni di dollari. Della stessa firma, si segnalano anche il lampadario «Snowball», stimato 300-500 mila dollari, e la lampada da terra «Nasturtium», valutata 150-250 mila dollari.
Un capitolo a parte merita la materia pura, lavorata da chi il design lo faceva sporcandosi le mani. Dalla collezione di Henry S. McNeil Jr. arrivano il tavolo «Arlyn» di George Nakashima, un pezzo del 1977 in radice di sequoia che rispetta le forme nodose dell'albero (stima 150-250 mila dollari), e l’argenteria di Henning Koppel per Georg Jensen. Il suo piatto «Eel» del 1956 è una sfida tecnica alla malleabilità del metallo e viene proposto con una stima di 60-80 mila dollari.
Tra i lotti che catturano l'attenzione non possono mancare quelli firmati Diego Giacometti. La sedia «Maeght», nata per la celebre fondazione di Saint-Paul-de-Vence, incarna l'eleganza essenziale che sembra non invecchiare mai (stima 300-500 mila dollari). Le fanno eco una console di Pierre Legrain in sicomoro e specchio del 1927 (stima 300-500 mila dollari) e la tensione muscolare della «Lionne de Nubie» di Rembrandt Bugatti, valutata 600-800 mila dollari. A chiudere il percorso torna ancora Lalanne con un ariete in bronzo del 2008, il «Bélier», pronto a passare di mano per una cifra stimata tra 800 mila e 1,2 milioni di dollari.
François-Xavier Lalanne, An Important Set of Four 'Grenouille' Fountains, 1981
Tiffany Studios, The Boyd Family Memorial Window (The Falls), for Second Congregational Church, Winsted, Connecticut, 1898
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