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Francesco Cito, «Vittoria Alata», Brescia 2025

© Cortesia dell’artista

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Francesco Cito, «Vittoria Alata», Brescia 2025

© Cortesia dell’artista

A Brescia cinque giorni di festa per la «Vittoria Alata»

Dal 16 al 20 luglio un ricco palinsesto di visite guidate, mostre, laboratori, spettacoli e due pubblicazioni per ricordare i 200 anni dal suo ritrovamento nell’area del Capitolium dell’antica Brixia romana

Ada Masoero

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Era il 20 luglio 1826 e a Brescia si lavorava alla campagna di scavi nell’area del Capitolium quando, «verso le ore sette pomeridiane», apparve agli occhi dei presenti un tesoro di bronzi di età imperiale: nascosti in un’intercapedine tra il muro del tempio (voluto da Vespasiano nel 73 d.C.) e il terrapieno di contenimento del Colle Cidneo, si palesarono decine e decine di cornici frammentarie, varie «teste imperatorie dorate», altri reperti e una superba figura femminile «di grandezza più che naturale», con le braccia e le ali staccate e deposte al suo fianco: era la «Vittoria alata», uno dei bronzi romani più preziosi che siano giunti sino a noi.

Diventata subito meta di veri pellegrinaggi da parte di artisti, intellettuali, politici e sovrani (da George Sand, Listz, Merimée, Hayez a Carducci e D’Annunzio, da Metternich agli imperatori Ferdinando I d’Asburgo e Francesco Giuseppe con «Sissi»), la «Vittoria Alata» fu la scintilla che, grazie all’artista bresciano Luigi Basiletti (1780-1859), promotore degli scavi, propiziò la nascita del Museo Patrio, capostipite dell’attuale sistema dei Musei Civici bresciani (il Museo di Santa Giulia e Brixia. Parco Archeologico di Brescia romana, entrambi sito Unesco dal 2011; la Pinacoteca Tosio Martinengo, il Castello di Brescia con il Museo delle Armi «Luigi Marzoli» e il Museo del Risorgimento «Leonessa d’Italia», cui si aggiunge il multisala cinematografico Nuovo Eden), oggi riuniti in Fbm-Fondazione Brescia Musei, presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov. Ma, più ancora, la «Vittoria Alata» diventò da quel momento per Brescia un simbolo identitario. Ecco perché, a 200 anni esatti dal ritrovamento, la città le dedica cinque giorni di festeggiamenti, con un palinsesto culturale che ha coinvolto il Comune, FBM e l’Ateneo di Brescia-Accademia di Scienze Lettere e Arti, oltre alla Cavallerizza-Centro Italiano della Fotografia e MO.CA-Centro per le Nuove Culture (con la collaborazione tecnica di Ctb-Centro Teatrale Bresciano e la partnership di Visit Brescia).

Angelo Formato, «Divinità: femminile plurale», 2025. © Cortesia dell’artista

Dal 16 luglio (giorno della cerimonia d’inaugurazione, al Capitolium) fino al 20 saranno eccezionalmente visitabili il ripostiglio in cui quei tesori erano stati ricoverati per difenderli dalle razzie e il deposito dei bronzi, e si aprirà temporaneamente il Corridoio Unesco, che unisce il Capitolium a Santa Giulia, attualmente interessato dagli scavi per il recupero del Teatro Romano ma reso visitabile per l’occasione, mentre il 17 luglio, venerdì, dalle 19 a mezzanotte, si terrà la «Notte Bianca della Vittoria Alata», con visite guidate gratuite alla cella oggi ipogea del Santuario Repubblicano (I secolo a.C.) e all’aula allestita nel Capitolium (I secolo d.C.) dall’architetto Juan Navarro Baldeweg per ospitare la «Vittoria Alata».

Sempre nella Notte Bianca, nel Chiostro Rinascimentale del Museo di Santa Giulia, il Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto, con Fondazione Ravenna Manifestazioni, presenterà «Impromptus. Arie, Danze e Improvvisazioni», in cui i danzatori Matilde Di Ciolo e Matteo Capetola, con la fisarmonica di Simone Zanchini, metteranno in scena una performance all’insegna dell’improvvisazione.

Sempre il 17 luglio esordirà la virtual reality sui musei bresciani «Double Reality. Il monumento e il suo doppio», progetto immersivo sviluppato grazie a Ecomic (ecosistema digitale per la cultura promosso dal Ministero della Cultura) che, con la collaborazione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto, valorizza il patrimonio di Fondazione Brescia Musei, Comune di Brescia, e tra il 17 e il 20 luglio si inaugureranno ben quattro mostre fotografiche sul tema, tra il Museo di Santa Giulia («La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e una eterna bellezza» a cura di Giovanna Calvenzi), la Cavallerizza-Centro della Fotografia Italiana («Renato Corsini. Vittoria Alata. Viaggio di andata e ritorno», a cura di Renato Corsini, e «Mario Cresci. In aliam figuram mutare. Interazioni con la Pietà Rondanini di Michelangelo», a cura di Roberto Mutti) e il MO.CA-Centro per le Nuove Culture («Shaping Memories. Arte e Moda Oltre la Vittoria», curata da Ilaria Bignotti, Silvia Casagrande e Camilla Remondina), mentre il 20 luglio, anniversario della scoperta, alle 19 si terrà al Capitolium la cerimonia ufficiale, alla presenza di tutte le istituzioni, con il Coro Marenzio e la narrazione storica e drammaturgica «L’impero neoclassico: storie intorno alla Vittoria di Brescia» curata da Luca Scarlini e, sempre il 20 luglio, Poste Italiane dedicherà alla «Vittoria Alata» un annullo filatelico speciale. A tutto si aggiungono numerosi laboratori aperti al pubblico.

Due le pubblicazioni di accompagnamento: il dossier monografico di «Archeo Magazine» (con Fbm) «Duecento anni di Vittoria Alata. Storia, attualità e futuro del patrimonio archeologico bresciano» e la ristampa del quaderno «Non ho visto nulla di più bello», pubblicato da Brescia Musei e distribuito a tutti i visitatori. Ma i festeggiamenti saranno anche l’occasione per una raccolta fondi (online e nei musei) in collaborazione con Metadonors, per contribuire al futuro del patrimonio culturale della città.

«Vittoria Alata». © Tassinari Vetta

Ada Masoero, 14 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Ada Masoero

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