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Un gruppo di militari dell’Aeronautica in visita a Forlì ai Mosaici del Volo

Foto: Ministero della Difesa

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Un gruppo di militari dell’Aeronautica in visita a Forlì ai Mosaici del Volo

Foto: Ministero della Difesa

A Forlì riaprono al pubblico i Mosaici del Volo, opera monumentale dell’arte del Ventennio

Il grande ciclo musivo, che misura 102 metri e si trova all’interno dell’ex Collegio Aeronautico, narra la storia del volo, partendo dai personaggi della mitologia greca Icaro e Fetonte, proseguendo con le macchine di Leonardo e le prime pionieristiche esperienze di decollo, per terminare con alcune campagne di guerra volute dal regime fascista

Gaspare Melchiorri

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A Forlì dal prossimo 18 aprile, per la prima volta dal dopoguerra, tornano accessibili al pubblico i Mosaici del Volo, un grande ciclo musivo (l’opera misura 102 metri lineari), con una narrazione visiva della storia del volo, partendo dai personaggi della mitologia greca Icaro e Fetonte, proseguendo poi con l’illustrazione delle macchine volanti di Leonardo da Vinci, continuando con le prime pionieristiche esperienze di decollo, le imprese aviatorie dei primi decenni del XX secolo, i voli con finalità belliche, per concludere con alcune campagne di guerra volute dal regime fascista. Per il restauro dei mosaici e dell’area che li ospita il Ministero ha già stanziato 1,3 milioni di euro.

I Mosaici del Volo si trovano all’interno dell’ex Collegio Aeronautico di Forlì, progettato dall’ingegnere romano Cesare Valle (1934-41), che ospitò centinaia di studenti dai 12 ai 19 anni per un corso di studi introduttivo all’Accademia aeronautica di Caserta (oggi a Pozzuoli). Ora l’edificio è di proprietà comunale ed ospita due istituti scolastici. Il Comune di Forlì ha deciso di rendere visitabili questi mosaici stabilmente ogni fine settimana, in attesa della creazione di un vero e proprio Museo del Volo.

Il grande ciclo musivo fu realizzato su disegni del pittore viterbese Angelo Canevari (1901-55), che fin dai primi anni Trenta del Novecento aveva aderito al movimento futurista dell’aeropittura e al quale si devono gran parte delle opere nello Stadio dei marmi al Foro Italico di Roma.

L’apertura dei mosaici è considerata un tassello fondamentale per il rilancio del cosiddetto «Miglio Bianco», un percorso razionalista che documenta l’architettura forlivese del Ventennio. «Vogliamo avviare un “Miglio Bianco 2.0” con una promozione del nostro patrimonio razionalista mai vista prima, ha dichiarato alla stampa il vicesindaco Vincenzo Bongiorno. Oltre all’aspetto artistico, questi mosaici offrono una riflessione necessaria sul rapporto tra arte e propaganda, ricordandoci quanto sia preziosa la democrazia rispetto a un nazionalismo che si è rivelato distruttivo».

L’assessore al Turismo Kevin Bravi considera invece l’importanza turistica dell’opera che, aperta al pubblico, rappresenta un’ulteriore attrattività della città: «Questa apertura integra l’offerta culturale della città. Dal primo maggio sarà operativa l’app “Scopri Forlì”, la prima in Italia di questo tipo per ricevere informazioni passivamente, mentre si visita il territorio». Gli orari di apertura previsti dal Comune di Forlì sono: il sabato dalle 15 alle 19; la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Ultimo ingresso, 30 minuti prima della chiusura.

Gaspare Melchiorri, 24 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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