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Nel 1925, dal 28 aprile al 30 novembre, si svolse, tra il piazzale di Les Invalides, il lungo Senna, il Petit e il Grand Palais, l’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne di Parigi, un appuntamento che, abbracciando diversi campi, dall’architettura alle arti visive, dalla moda alle arti decorative, determinò l’affermarsi sulla scena mondiale dell’Art Déco. Uno stile figlio del primo dopoguerra e della corsa al progresso, lineare, moderno, geometrico, razionale, dalle molteplici ispirazioni, dall’antica Grecia e la cultura azteca al Cubismo e la musica jazz. Il nome venne ripreso da quella mostra parigina, anche se il nuovo stile era già stato promosso, sin dal 1902, in occasione della prima Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna, vetrina del Liberty e dell’Art Nouveau, che si svolse al parco del Valentino, a Torino.
Nel corso del 2025, cent’anni dopo, diversi musei e istituzioni in tutta Europa, rendono omaggio all’Art Déco. E, ovviamente, anche il Mad-Musée des Arts Décoratifs di Parigi che, dal 5 marzo apre (nella galleria del quinto piano) il suo Cabinet des dessins, papiers peints et photographies, diretto dalla conservatrice Bénédicte Gady, che dà finalmente accesso alle importanti collezioni del museo, tra cui 200mila disegni e 350mila fototipie. Il nuovo spazio accoglierà due mostre all’anno. La rassegna inaugurale (dal 12 marzo al primo giugno) è dedicata a Jacques-Emile Ruhlmann (1879-1933), designer, arredatore e mobiliere parigino, «vero trionfatore» dell’Esposizione del 1925. Nel 1919, in società con Pierre Laurent, Ruhlmann aprì a Parigi l’atelier Ruhlmann et Laurent, specializzato in opere di pregiata ebanisteria, arredi fissi e mobili, parati e tappeti. Oggetti eleganti e raffinati, che rivisitavano in chiave moderna lo stile Luigi XVI e Impero e che lui stesso disegnava. Il Mad possiede nelle sue collezioni ed espone ora i quaderni e i blocchi con gli schizzi, donati dalla vedova di Jacques-Emile Ruhlmann nel 1959. Per la prima volta sono esposti anche i parati disegnati per le manifatture Desfossé & Karth e per la Société française des papiers peints. Dal 12 marzo al 18 maggio, in contemporanea con il Salon du Dessin, il museo propone anche la mostra «Rococo & Co. Da Nicolas Pineau a Cindy Sherman». Di Pineau (1684-1754), scultore e architetto attivo alla corte di San Pietroburgo e di Versailles, uno degli inventori della rocaille francese, il Mad conserva un fondo di quasi 500 disegni, di recente restaurati, e di cui allestisce ora una selezione significativa.
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Tan Giudicelli, «Robe “Commode”», 1988, Christophe Dellière