Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Les Maisons CAB, Parigi.

Credits © Micha Pycke

Image

Les Maisons CAB, Parigi.

Credits © Micha Pycke

A Saint-Germain-des-Prés si può dormire dentro una mega collezione d’arte

«Jacob», appartamento di 75 mq nel celebre quartiere parigino, è disponibile per l’affitto come residenza temporanea. Parte del progetto Les Maisons CAB, e a  pochi passi da caffè storici, librerie e gallerie,  offre un’esperienza abitativa dove soggiornare significa vivere dentro una vera e propria collezione d’arte

Angelica Kaufmann

Leggi i suoi articoli

A Saint-Germain-des-Prés è in affitto un appartamento pensato come una collezione abitabile. Si chiama «Jacob» ed è una delle residenze proposte da Les Maisons CAB, progetto internazionale che unisce ospitalità, arte contemporanea e design storico. L’appartamento si trova nel cuore di uno dei quartieri più riconoscibili di Parigi, legato alla storia intellettuale e culturale della città.

 «Jacob» misura 75 metri quadrati e può ospitare fino a quattro persone. Dispone di due camere da letto e due bagni. La ristrutturazione è stata curata dall’architetto e interior designer belga Olivier Dwek, con un intervento orientato alla qualità degli spazi e alla valorizzazione della luce naturale. L’affaccio su un cortile interno, con esposizione a ovest, garantisce un contesto silenzioso e raccolto, mantenendo una distanza dal traffico della strada. L’organizzazione interna ruota attorno a un ampio spazio living, caratterizzato da un soffitto alto 5,5 metri e da grandi finestre panoramiche.

L’appartamento è concepito come uno spazio abitativo in dialogo continuo con arte e design. Opere e arredi sono parte integrante dell’architettura e contribuiscono a definire l’identità degli ambienti. Nel soggiorno infatti è presente un’opera di Michel Parmentier, figura centrale dell’arte astratta e concettuale. Nel corridoio, un lavoro di Nicolas Chardon approfondisce la riflessione su forma e struttura. L’arredo riunisce pezzi emblematici del design del Novecento. Tra questi figurano un divano di Vladimir Kagan, un attaccapanni di Pierre Jeanneret, una poltrona di Pierre Paulin, oltre a una scrivania e una sedia di Jean Prouvé. Completano l’insieme elementi di Charlotte Perriand.

La posizione rafforza il legame con il contesto urbano. «Jacob» si trova a pochi passi dalla Chiesa di Saint-Germain-des-Prés, una delle più antiche di Parigi, e da caffè storici come il Café de Flore e Les Deux Magots. Nelle immediate vicinanze si trovano anche gallerie, librerie e boutique, tra cui Shakespeare and Company.

L’appartamento fa parte di Les Maisons CAB, collezione di residenze pensate come spazi da vivere. Distribuite tra Europa e Caraibi, con sedi a Bruxelles, Parigi, Londra, Ginevra, Saint-Paul-de-Vence, Repubblica Dominicana e Panarea, ogni casa è stata ristrutturata in collaborazione con architetti di rilievo, tra cui Marc Corbiau, Louis-Herman de Koninck, Charles Zana, Christophe Gevers, Louis Vincent e Jean-Jacques Honegger. Le opere esposte provengono dalla collezione della Fondazione CAB, e in alcune residenze sono presenti anche site-specific, come il disegno murale di Sol LeWitt a Villa Paquebot a Knokke o il murale di Mathis Bensimon a Casa Bibi, a Panarea.


 

Angelica Kaufmann, 25 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Angelica Kaufmann

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Un lampo illumina per pochi istanti un bosco e poi scompare senza lasciare alcuna fotografia. È «Immagine di luce», il nuovo intervento site-specific di Jacopo Benassi per «Landandart – andar per arte», il progetto dell'associazione VIA che costruisce una rete di opere permanenti nel paesaggio tra Mondovì e Vicoforte. Dal 10 ottobre alla Fontana del Foo, l'artista spegne macchina fotografica, registrazione e archivio per tornare all'elemento originario della fotografia: la luce. All'inaugurazione anche la performance sonora «Light is life!» e un intervento del critico Antonio Grulli.

In una villa romana di Adramytteion, nell’odierna Turchia occidentale, gli archeologi hanno individuato nei mosaici del II-III secolo d.C. un gatto e un cane accompagnati dai loro nomi: «Smeraldo» e «Okyanos», Oceano. Le immagini fanno parte di un ricco pavimento con quindici pannelli figurativi nel quale animali domestici convivono con Medusa, Eros, pesci e figure mitologiche. Un dettaglio apparentemente minore che restituisce qualcosa di raro: una traccia della vita privata degli abitanti della casa.

A Qesarat, nella valle del Vjosa, una missione archeologica albanese-italiana ha riportato alla luce sei pavimenti a mosaico policromo del IV secolo d.C., con motivi geometrici e figure umane, insieme a frammenti di decorazioni parietali. Il ritrovamento si inserisce in un sito archeologico molto più esteso: le indagini condotte negli ultimi anni su circa 70 ettari hanno individuato terme, ricche residenze romane e tracce di occupazione che risalgono fino alla preistoria. La funzione del nuovo complesso resta ancora da chiarire.

Il presidente della Commissione Cultura della Camera ha ricevuto a Firenze un riconoscimento legato al «Lorenzo d’Oro» per l’attività svolta a favore del collezionismo e del mercato dell’arte. Mollicone rivendica l’Iva sulle opere d’arte al 5%, le misure contenute in «Italia in Scena», l’innalzamento a 50mila euro della soglia del regime dichiarativo e la validità quinquennale delle attestazioni: «Rinnova il nostro impegno al servizio della cultura».

A Saint-Germain-des-Prés si può dormire dentro una mega collezione d’arte | Angelica Kaufmann

A Saint-Germain-des-Prés si può dormire dentro una mega collezione d’arte | Angelica Kaufmann