Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliIl 3 maggio è morto a Murano (Ve), dove era nato 90 anni fa, il designer vetrario Carlo Nason. Pioniere con un percorso creativo di sessant’anni, Nason ha rivoluzionato il mondo dell’arte vetraria e lascia in eredità un corpus di più di mille opere. Il progettista muranese ha saputo cogliere le tecniche tradizionali del settore e adattarle a una visione senza compromessi, spingendo al limite le potenzialità del mestiere e dando vita a creazioni rivoluzionarie e scultoree.
Nato a Murano in un’importante famiglia vetraria, fin dall’infanzia osservava i maestri vetrai nell’azienda di famiglia praticare quest’arte. Queste precoci frequentazioni hanno stimolato la sua creatività e gli hanno trasmesso una profonda comprensione delle antiche tecniche muranesi. Partendo dalla tradizione estetica del vetro di Murano (colorato, complesso, decorativo), Nason si è concentrato sulla forma e sulla trasparenza, facendo raggiungere al vetro opalino risultati sublimi.
Diciottenne, le sue prime opere furono vasi prodotti per V Nason & C. Ispirato dall’elegante semplicità dei vasi metallici giapponesi, sognava di creare lampade in vetro moderne e dalle linee pulite, ma nell’azienda di suo padre trovava poco spazio per sperimentare. Fu solo quando iniziò a lavorare per un amico di famiglia, Gianni Mazzega, che trovò la libertà di sviluppare uno stile tutto suo.
Nei sei decenni successivi, Nason ha progettato oltre mille pezzi, per Av Mazzega e, in seguito, per altri studi di rilievo quali I Tre, Murano Due e Kalmar. Oggi le sue opere figurano in importanti musei, tra cui il MoMa di New York, il Corning Museum of Glass a Corning, nello stato di New York, e il Museo del Vetro di Murano. Nel 2015, la Triennale di Milano ha reso omaggio al «Maestro di Murano» con una mostra a lui dedicata. Ha donato il suo archivio personale e i suoi disegni allo Studio del Vetro presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia.
L’anno scorso, la famiglia Nason ha avviato una partnership con Form Portfolios, azienda nota per le sue innovative collaborazioni con designer di spicco, per presentare il lavoro del designer a un nuovo pubblico attraverso una mostra alla fiera annuale del design di Copenaghen, «3 Days of Design». La mostra «Illuminari: Carlo Nason Son of Murano» ha messo in luce le opere più suggestive di Nason: lampade scultoree e geometriche che esaltano le sue tecniche distintive, quali il vetro opalino stratificato e il vetro in piastra. Durante la Milan Design Week 2025 è stata realizzata, presso la galleria Fragile Milano, una mostra dedicata alla figura di Carlo Nason, occasione nella quale è stato anche presentato il volume Carlo Nason Glass Designer. La Galleria ha inoltre prestato diversi pezzi a Form Portfolios per l’esposizione a 3daysofdesign 2025.
«Abbiamo perso un vero maestro del modernismo che ha spinto l’arte del vetro di Murano verso nuove dimensioni», afferma Mark Masiello, ceo e fondatore di Form Portfolios. «Ha lasciato un’eredità incredibile, nonostante avesse bruciato molti dei suoi schizzi originali come atto d’ispirazione per sfidare il proprio processo di progettazione: era un vero radicale. Carlo Nason ha estratto diversi elementi da tre generazioni di esperienza vetraria e li ha riassemblati nel suo stile originale. Ha spinto i limiti del materiale, ma in una forma pura e distillata, creando sottigliezze mai viste prima».
Altri articoli dell'autore
Grazie a un investimento di 20 milioni di euro da parte di Compagnia di San Paolo, diventerà un hub culturale con laboratori di artigiani e spazi didattici per bambini da 0 a 13 anni
Storicamente era lo storico accesso per chi proveniva da Siena lungo la variante della via Francigena che passava per questo centro. Fu completata nel 1262 ed è la più maestosa delle porte della «Città delle torri»
Nuove opere, film recenti e una selezione di lavori precedenti danno vita alle finzioni speculative del sessantatreenne artista parigino
È scomparso l’8 maggio nel capoluogo toscano, la città in cui aveva scelto di vivere sin dal 1953. Aveva 98 anni



