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Anisabelle Berès-Montanari

Foto David Marmier

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Anisabelle Berès-Montanari

Foto David Marmier

Addio ad Anisabelle Berès-Montanari, decana degli antiquari parigini

Era figlia di uno dei massimi esperti di libri antichi, Pierre Berès, e di Huguette, mercante specializzata in stampe giapponesi e pittura Nabis. Nel 2019 era stata eletta presidentessa (prima donna a rivestire questa carica) del Syndicat National des Antiquaires

Gaspare Melchiorri

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Il 4 giugno è morta a Parigi, all’età di 78 anni, la mercante Anisabelle Berès-Montanari. Era, per dir così, una «doppia figlia d’arte»: suo padre, Pierre Berès (1913-2008), soprannominato «principe dei librai», era uno dei massimi specialisti di libri antichi e rari e di manoscritti. Era celebre per aver pubblicato il primo catalogo delle sue collezioni a 17 anni, e per aver aperto la sua prima libreria a 24. Nel 2005, all’età di 92 anni, Berès andò in pensione e mise all’asta 12mila volumi in una serie di sei vendite storiche che si protrassero fino al 2007, per un importo totale di 35,3 milioni di euro. Offrì poi allo Stato francese l’edizione annotata da Stendhal de La Certosa di Parma. Per questo motivo fu nominato Commendatore della Legion d’onore.

La madre di Anisabelle, Huguette Berès, gestiva invece una galleria aperta nel 1952 al 25 di quai Voltaire. In un'epoca in cui le stampe giapponesi venivano vendute a prezzi irrisori, ebbe l’intuizione di documentarle con rigore, contribuendo a far riscoprire quest’arte ai collezionisti occidentali. In particolare, nel 1981 organizzò una mostra «epocale» su Utamaro. Ammassò una collezione elefantiaca, che sarebbe poi stata messa all’asta in diverse sessioni, dal 2002 al 2024.

Nel 1975 Anisabelle Berès entrò a far parte dell’attività materna, mentre suo marito, Amedeo Montanari, gestiva un negozio di cornici antiche. Fin dall’inizio, lo spazio di quai Voltaire si era specializzato in due ambiti molto diversi: l’arte giapponese e la pittura francese del XIX e XX secolo (con una particolare attenzione alla pittura Nabis). La galleria organizzò nel corso degli anni diverse mostre come «Al tempo dei Nabis» (1990), «I Peintres-graveurs 1890-1910» (2002), «Henri Laurens 1885-1954» (2004), «Pierre Lesieur, una vita da pittore» (2005), «Al tempo dei Cubisti 1910-1920» (2006), «Serge Férat 1881-1958» (2010).

Attualmente, la galleria è specializzata in tutte le correnti del XX secolo e nei movimenti contemporanei. Presenta pittori cubisti, come Braque, Gris, Gleizes, Herbin, Metzinger, e artisti astratti, come Asse, Bazaine, Bissière, Fautrier, de Staël, Calder, Michaux, Soulages, Hantaï o Zao Wou-Ki. Una vasta gamma di sculture e opere su carta di artisti dell’Otto e Novecento, come Rodin, Maillol, Picasso, Hajdu, Csaky o Antoine Poncet, costituisce una parte importante della collezione della galleria.

«A titolo personale, sono profondamente colpito dalla scomparsa di Anisabelle. Era diventata un’amica sin dal mio ingresso nello Sna [il Syndicat National des Antiquaires, Ndr], ha dichiarato alla stampa specializzata l’attuale presidente del Syndicat, Mathias Ary Jan. Come gallerista, era appassionata del Giappone, sicuramente influenzata da sua madre, Huguette Berès. Naturalmente, si interessò agli artisti Nabis e divenne una figura imprescindibile del mercato dell’arte in quel periodo. È stata la prima donna presidente del nostro sindacato professionale, fondato nel 1905». Eletta nel 2019, aveva dimostrato una notevole tenacia in un periodo molto difficile per il Syndicat e per la Biennale des Antiquaires. «Ho avuto l’onore di essere il suo vicepresidente e di lavorare al suo fianco in un clima di amicizia e fiducia. Oggi penso alle sue due figlie, Capucine e Florence, due amiche che da diversi anni si sono impegnate nella galleria al fianco di Anisabelle. Non ho alcun dubbio che sapranno dirigere la galleria con talento, convinzione e passione, proprio come ha fatto Anisabelle durante tutta la sua brillante carriera», ha ancora dichiarato Mathias Ary Jan.

Gaspare Melchiorri, 10 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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