Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Hegra, spettacolo con droni dell'Ancient Kingdoms Festival

Image

Hegra, spettacolo con droni dell'Ancient Kingdoms Festival

AlUla: il deserto che custodisce millenni di storia

Dal sito UNESCO di Hegra a Maraya, passando per Dadan e Jabal Ikmah: alla scoperta dell’oasi che unisce memoria antica e innovazione culturale

Elena Caslini

Leggi i suoi articoli

Incastonata nel territorio desertico dell’Arabia Saudita nord-occidentale, AlUla appare come un miraggio antico e sorprendentemente reale: un’oasi di palmeti, canyon scolpiti dal vento e formazioni rocciose plasmate nell’arco di milioni di anni, dove la natura non è semplice scenografia ma protagonista assoluta. AlUla è un luogo intatto, silenzioso e monumentale, in cui affiora un patrimonio culturale tra i più straordinari – e forse ancora tra i meno conosciuti – del Medio Oriente. Una testimonianza millenaria di civiltà carovaniere ormai scomparse e di antichi regni che hanno prosperato per secoli nell’incanto di queste valli. Inaccessibile al turismo occidentale fino al 2019 – anno in cui il Paese ha introdotto il visto turistico – AlUla è oggi al centro di un processo di valorizzazione che mira a coniugare tutela del patrimonio, visione contemporanea e turismo di alto livello. L’obiettivo è trasformarla in un nuovo crocevia culturale, grazie anche a iniziative di respiro internazionale come Desert X AlUla, rassegna di arte contemporanea che dal 16 febbraio vedrà opere di artisti da tutto il mondo dialogare con la monumentalità del paesaggio. Un appuntamento che richiama curatori, collezionisti e viaggiatori, offrendo l’occasione ideale per scoprire alcuni dei luoghi più significativi della regione. Ecco i principali.

La città vecchia di AlUla

AlUla Arts Festival

Hegra: il primo sito UNESCO dell’Arabia Saudita
Prima tappa imprescindibile è Hegra (Madain Salih), il primo sito archeologico saudita riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Spesso accostata alla più celebre Petra, Hegra ne condivide la matrice culturale: fu infatti la seconda città più importante dei Nabatei, l’antica popolazione araba dell’area nord-occidentale della penisola che, almeno dal VI secolo a.C., costruì un regno prospero grazie al controllo delle rotte carovaniere tra il Mediterraneo e l’Arabia.
Nel silenzio surreale delle dune, Hegra si presenta oggi come un museo a cielo aperto. Le sue 111 tombe monumentali scolpite nella roccia – molte delle quali perfettamente conservate – mostrano frontoni, colonne, cornici e iscrizioni che raccontano l’ambizione e la raffinatezza artistica del regno nabateo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Hegra è oggi visitabile grazie alle iniziative della Royal Commission for AlUla (RCU), che propone visite guidate, passeggiate geologiche e “Hegra After Dark”, un calendario di eventi notturni con concerti, esperienze immersive e spettacoli di droni, nella cornice imponente delle tombe nabatee.

Dadan: il regno perduto sulle rotte dell’incenso
Tra gli scavi più affascinanti dell’Arabia nord-occidentale, Dadan rappresenta uno dei capitoli più promettenti della ricerca archeologica ad AlUla. Antica capitale del Regno di Dadan e, in seguito, del Regno di Lihyan, la città prosperò tra il IX e il II secolo a.C. grazie al controllo delle rotte commerciali della Penisola Arabica, in particolare quella dell’incenso. Oggi il sito è oggetto di un ampio progetto di studio internazionale che sta restituendo nuove conoscenze su culti, pratiche funerarie e sistemi di potere delle culture dadanite e lihyanite. Simbolo del sito – e tra gli esempi più raffinati dell’arte funeraria locale – sono le Tombe dei Leoni, due sepolture monumentali intagliate nella falesia e riconoscibili per le sculture leonine poste a protezione delle entrate.

Jabal Ikmah: la biblioteca all’aperto
Per comprendere appieno la profondità storica di AlUla, una tappa a Jabal Ikmah è fondamentale. Questo complesso epigrafico, tra i più ricchi dell’Arabia, raccoglie sulle pareti di una gola nascosta centinaia di iscrizioni e incisioni in più lingue – dadanite, tamudica, minaea e altre – che raccontano la vita quotidiana delle popolazioni che attraversavano e abitavano questa regione strategica. Un archivio naturale a cielo aperto, visitabile anche di sera grazie a “Secrets of the Scribe – Ikmah After Dark”, una suggestiva visita in notturna sotto le stelle.

La città vecchia: il cuore dell’oasi
Abitata fino agli anni Ottanta, la Old Town costituisce il nucleo storico di AlUla: un dedalo di vicoli, case in fango e pietra, e piccole torri. Qui un tempo si trovavano cinque piazze, circa cinquecento botteghe e abitazioni affrescate, come testimoniano alcuni ambienti del Dar Tantora The House Hotel, unica struttura ricettiva presente nella città vecchia. La Old Town prosperò per secoli grazie alla preziosa riserva d’acqua dell’oasi – che oggi conta ben due milioni di piante da dattero ed è visitabile attraverso l’Heritage Oasis Trail, un’idilliaca passeggiata di 3km nel verde – e rappresentò per lungo tempo una tappa fondamentale per i pellegrini diretti alla Mecca lungo la Via del Hajj siriana.
Oggi, dopo un accurato progetto di restauro, il villaggio è tornato a vivere, animato da botteghe artigiane, atelier, caffè e attività culturali.

Maraya: l’architettura che riflette il deserto
A pochi chilometri da Hegra, nella spettacolare valle di Ashar, si trova uno dei simboli della nuova stagione culturale saudita: Maraya, il più grande edificio a specchi al mondo. Progettato dallo studio italiano Giò Forma, Maraya è una Concert Hall concepita come una scatola architettonica di 9.740 mq completamente rivestita di specchi. Vincitore nel 2020 dell’Architizer A+ Award, l’edificio sembra dissolversi nel paesaggio, riflettendo le variazioni della luce e reinventa continuamente la percezione delle rocce desertiche circostanti.

Maraya, il più grande edificio a specchi al mondo

Elena Caslini, 14 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

La quinta edizione del festival racconta i cambiamenti urbani alla velocità della luce, partendo da una grande novità: la nuova linea sotterranea della capitale saudita

La presidente del museo di arte contemporanea di Malta racconta come è nato questo progetto e quali ambizioni lo animano

Tra antiche botteghe e nuovi studi, una selezione di autori internazionali spiegano perché hanno scelto la «piccola Atene della Versilia» come loro casa e loro studio

AlUla: il deserto che custodisce millenni di storia | Elena Caslini

AlUla: il deserto che custodisce millenni di storia | Elena Caslini