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Fiorella Fiore
Leggi i suoi articoliUn’indagine archeologica condotta in più fasi ha portato al ritrovamento dei resti del teatro della città magnogreca di Herakleia (oggi Policoro, provincia di Matera) fondata da Taranto nel 433 a.C. sulle rovine di un’altra colonia, Siris, e sede, dal 374 a.C., della lega italiota nata in funzione difensiva contro le popolazioni italiche e il tiranno di Siracusa.
A seguito di alcune riprese aeree svolte nel 2025, la depressione anomala del terreno del Parco, individuata sulle pendici della cosiddetta «collina del Castello», è stata infatti oggetto di analisi magnetometriche e geofisiche condotte in collaborazione con la Scuola di Specializzazione dell’Università degli Studi della Basilicata e il Cnr-Imaa di Potenza. Gli esiti hanno poi condotto allo scavo che ha evidenziato la presenza di strutture murarie compatibili con le scale radiali (klimakes) che dividevano in senso verticale i settori con le sedute del teatro e, a una profondità media di circa 2 metri, con la parte inferiore della cavea (koilon), elementi propri delle strutture dei teatri nell’antica Grecia.
L’indagine, finanziata dal programma «Spese per la realizzazione di una campagna nazionale di scavi archeologici a Pompei e negli altri parchi archeologici nazionali», promossa dalla Direzione Generale Musei del MiC, vede ora una nuova stagione di ricerche; nelle parole del direttore Massimo Osanna, «è una scoperta importantissima che si inserisce all’interno di un programma di ripresa di scavi in tutta Italia promossa dal Ministero della Cultura attraverso la Direzione Generale. In Basilicata è interessato il sito di Policoro, uno fra i più rilevanti, ma anche quello di Metaponto (Mt) e Rossano di Vaglio (Pz) e presto annunceremo le scoperte di questi siti».
La nuova campagna di scavo cercherà di determinare con maggior precisione l’estensione del teatro e individuarne orchestra e scena; come evidenziato da Carmelo Colelli, direttore del Museo della Siritide di Policoro e responsabile scientifico dello scavo: «È una scoperta che definirei sensazionale; non abbiamo riscontri di strutture simili in Italia Meridionale da decenni e i teatri di epoca greca sono pochissimi; questa indagine permetterà inoltre di comprendere meglio gli spazi pubblici della città di Herakleia. Dai dati al momento emersi, il teatro sembra costruito nella seconda metà del IV secolo a.C. e abbandonato all’inizio dell’età romana».
Il Parco è protagonista di un ampio programma di valorizzazione che ha visto, a ottobre, l’installazione dell’opera «Rovina Inversa», del duo belga Gijs Van Vaerenberg, nata nell’ambito del progetto «Siris» di «Studio, Studio, Studio» di Edoardo Tresoldi e interessa anche il Museo della Siritide annesso che sarà completamente riallestito entro la fine dell’anno; la Direzione Regionale Musei della Basilicata punta inoltre a una gestione innovativa del sito che coinvolga anche la comunità locale per ciò che riguarda i servizi aggiuntivi, «un modello di partenariato che si sperimenta per la prima volta in Basilicata», come illustrato da Filippo Demma, direttore ad interim dei Musei nazionali di Matera-DRM Basilicata.
Vaso (Hydria) a figure rosse con scena di Medea (infanticida) su carro alato proveniente dalla necropoli orientale, tomba 1 (cosiddetta «Tomba del Pittore di Policoro»), V secolo a.C.
Statuetta femminile proveniente dal Santuario di Demetra «Öst Temenos», Stipe votiva (Scavo MIC-Humboldt estate 2025), 550-500 a.C.
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