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Fiorella Fiore
Leggi i suoi articoliÈ iniziato l’anno di Matera «Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo», titolo condiviso con la città marocchina di Tétouan, con una cerimonia inaugurale svolta il 20 marzo e partita dallo storico Teatro Duni, opera del 1949 dell'architetto materano Ettore Stella, simbolicamente restituito alla città dopo decenni di chiusura e oggi in fase di restauro. Il teatro è stato riaperto temporaneamente e allestito attraverso il format del «cantiere-evento», a cura di Fondazione Gianfranco Dioguardi/Dioguardi Lab., con la direzione artistica di Francesco Maggiore.
Dai ponteggi, con installazioni dell’artista Vincenzo D'Alba, si sono esibiti i musicisti dell’Orchestra Sinfonica e del Coro della Polifonica di Matera e i diversi interventi artistici, tra i quali quello di Eugenio Bennato, si sono alternati a quelli istituzionali, tra cui il ministro della Cultura Alessandro Giuli, la commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Suica, il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, il sindaco di Matera Antonio Nicoletti, il direttore esecutivo della Fondazione Anna Lindh Josep Ferrè e la direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019 Rita Orlando. Costante è stato il richiamo alla situazione geopolitica attuale e al ruolo fondante della cultura come dispositivo democratico. Intervenendo in collegamento alla cerimonia, il ministro Giuli ha evidenziato il ruolo strategico di Matera: «La Città dei Sassi diventa la Capitale della collaborazione culturale tra le comunità della koinè mediterranea, di quest’area del mondo legata da millenni di relazioni e scambi, vitale per il presente e il futuro della nostra Nazione».
«Matera condivide il titolo con Tétouan, le unisce la sapienza del controllo delle acque in ambienti ostili. Non si sono scelte, ma si riconoscono nello specchio di un’ingegneria della sopravvivenza che è diventata estetica e grammatica della convivenza», ha affermato Rita Orlando; un tema, questo, richiamato anche dalla lectio brevis di Pietro Laureano, autore del rapporto che ha portato all’iscrizione di Matera nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco nel 1993. «Scopriremo e parleremo di un Mediterraneo nuovo, definito non per i suoi “confini”, che oggi sono troppo spesso “divisioni”, non per ciò che rappresenta un limite al comune sviluppo, al dialogo e all’armonia, all’anelito di pace delle genti», ha riportato poi il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti.
Dal teatro la cerimonia si è spostata poi in piazza Vittorio Veneto, dove il cantiere del Palazzo della Prefettura ha accolto l’installazione, ancora di Vincenzo D'Alba, «Sirena bicaudata» (ispirata a una delle decorazioni delle monofore della facciata della Cattedrale di Matera) e i musicisti della Grande Orchestra di Fiati-Città di Grottole, sempre attraverso il format «cantiere-evento» che ha interessato anche gli altri spazi urbani dei Sassi con esibizioni di allievi e artisti di diverse associazioni di musica, danza e spettacolo e del Conservatorio «Duni» di Matera. La cerimonia è proseguita nel Sasso Caveoso con un intervento site specific ideato da Studio Antani, con luci, curate da Ultravioletto, e suoni che, partendo dalla ricerca sulla musica popolare di Pino Basile, sono stati ibridati con l’elettronica da Daniele Antezza, e si è conclusa con uno scenografico spettacolo di droni nel cielo del Parco della Murgia materana con la regia di Nicola Di Meo, Drone&Lights Show Designer.
Un momento della cerimonia inaugurale di Matera «Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo», droni nel cielo del Parco della Murgia Materana. © Fondazione Matera-Basilicata 2019
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