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Mello da Gubbio, ciclo di affreschi di San Francesco (particolare)

© Michele Alberto Sereni

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Mello da Gubbio, ciclo di affreschi di San Francesco (particolare)

© Michele Alberto Sereni

Anche Cagli si unisce alle celebrazioni dell’ottavo centenario dalla morte di san Francesco d’Assisi

Il programma «Francescana 1286-2026», a cura dell'Assessora alla cultura Benilde Marini, intreccia musica, teatro, ricerca artistica e riflessione civile, riportando la Chiesa intitolata al santo al centro di una progettualità culturale condivisa

Nicoletta Biglietti

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Nel 2026, anno dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, Cagli entra nelle celebrazioni francescane con un programma sul rapporto, antico e strutturante, tra la città e l’Ordine minoritico. Un legame che riguarda la dimensione religiosa, ma che ha inciso anche sulla forma urbana, sulle istituzioni civili e sull’identità culturale del territorio. La presenza francescana a Cagli risale ai primi decenni di diffusione dell’Ordine.

Secondo varie fonti, alcuni cagliesi presero parte alla V Crociata imbarcandosi ad Ancona sulla stessa cordata di navi che trasportava in Oriente san Francesco. Un episodio simbolico che testimonia la precoce penetrazione della spiritualità minoritica lungo l’asse della via Flaminia, territorio che fra’ Salimbene da Parma definiva la «chiave della Marca di Ancona». Nel 1234, pochi anni dopo la morte del santo avvenuta nel 1226, Cagli avviò la costruzione della grande Chiesa di San Francesco, fuori dalle mura medievali, nel pianoro attraversato dalla Flaminia. La scelta dell’area rispondeva alla prima stagione francescana, legata a insediamenti extra moenia, in coerenza con una dimensione di povertà e prossimità al paesaggio.

Attorno a questo primo nucleo si sviluppò progressivamente una presenza articolata e stabile. Accanto alla Chiesa dei Conventuali si insediarono il monastero di clausura delle Clarisse con la Chiesa di Santa Chiara e il convento dei Minori Osservanti detti Zoccolanti con la Chiesa di Sant’Andrea e il convento dei Cappuccini con la Chiesa di San Geronzio: una costellazione di presenze religiose che contribuì a definire una geografia francescana in città. «La rifondazione d’imperio di Cagli voluta da papa Niccolò IV, scrive Alberto Mazzacchera, avvenne mediante una pianta urbana che si ritiene disegnata da Arnolfo di Cambio. Un’idea molto avanzata di città che probabilmente suggestionò Leon Battista Alberti a cui si deve, secondo Morolli, la stesura del disegno sottogiacente della “Città Ideale” di Urbino».

Portale del 1348. © Alberto Mazzacchera

Particolarmente significativa la precoce istituzione del Monte di Pietà, citato in un documento in latino del gennaio 1469, conservato nell’Archivio del Capitolo della Cattedrale di Cagli, che attesta il ruolo dei Minori nello sviluppo di forme di assistenza economica e sociale rivolte alla comunità («Montis pietatis noviter erecti in dicta civitate et ordinati a fratre Fortunato domini Ibi de Peruscio ordinis mendicantium “Il Monte della Carità, di recente costruzione nella suddetta città, fondato da frate Fortunato, signore di Ibi de Peruscio, dell'ordine mendicante»). Il dialogo tra cultura cittadina e predicazione francescana emerge anche nel rapporto documentato tra san Bernardino da Siena e il giureconsulto cagliese Luca Preziosi, attivo tra Firenze e Siena.

Nel palazzo bugnato della famiglia Preziosi, di precoce impronta fiorentina, un affresco ricordava entrambi, a testimonianza di un dialogo tra cultura cittadina e predicazione francescana nel pieno Quattrocento.

Nel corso dei secoli sono stati numerosi i vescovi di Cagli provenienti dall’Ordine francescano, ulteriore conferma della continuità e del rilievo assunto dai Minori nella vita ecclesiastica cittadina e nel rapporto con il territorio. La stessa Chiesa di San Francesco conserva ancora oggi tracce significative delle trasformazioni che nei secoli hanno accompagnato la presenza minoritica in città. Lo spazio conventuale, nato lungo l’asse della Flaminia come luogo di accoglienza e predicazione, è diventato progressivamente anche un punto di riferimento civile e culturale, attraversando soppressioni, rifunzionalizzazioni e restauri senza perdere il proprio valore simbolico nella memoria collettiva cittadina. Proprio questa continuità tra storia urbana, vita religiosa e uso contemporaneo degli spazi costituisce uno degli elementi centrali del programma «Francescana 1286-2026». Questo lungo percorso storico riemerge nelle iniziative del ciclo «Francescana 1286-2026», parte delle celebrazioni per l’ottavo centenario. Il programma, a cura dell'Assessora alla cultura Benilde Marini, intreccia musica, teatro, ricerca artistica e riflessione civile, riportando la chiesa di San Francesco al centro di una progettualità culturale condivisa.

Tra gli appuntamenti di maggio, nella chiesa di San Francesco si è svolta «La liturgia degli affetti», concerto per organo di Giovanna Fanzoni e voce di Laura Muncaciu, promosso dall’Accademia del Teatro.

Nello stesso mese lo Studio Mario Mariani ha presentato Frate Sole, performance per organo e film muto che rilegge in chiave contemporanea la figura francescana attraverso il linguaggio musicale e cinematografico. Il 14 giugno il Teatro Comunale ha ospitato l’incontro-spettacolo Francesco, con Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi, sul santo di Assisi e la sua eredità culturale. Tra il 10 e il 12 settembre la Chiesa di San Francesco accoglierà «Canto e gesto alla luce di S. Francesco», laboratorio condotto da Frida Neri e Giulia Bellucci, aperto alla partecipazione del pubblico e concluso da una restituzione finale aperta alla città.

Il 25 settembre sarà la volta di «Jacopa dei 7 Soli», con Lucia Tancredi, sulle figure femminili legate alla tradizione francescana. Il 4 ottobre, nella ricorrenza liturgica del santo, il Coro San Carlo eseguirà il «Requiem» di W. A. Mozart per coro e pianoforte a quattro mani, ancora nella Chiesa di San Francesco. L’8 novembre al Teatro Comunale si chiuderà il ciclo con «Francesco e la perfetta letizia», progetto dell’Orchestra Raffaello con tre voci recitanti e letture di Lucia Ferrati, insieme ai cori.

Il programma restituisce alla città una stagione di iniziative diffuse, in cui la memoria storica del francescanesimo si intreccia con pratiche artistiche contemporanee e con la valorizzazione dei luoghi della città.

Cagli si conferma dunque un osservatorio privilegiato per comprendere la lunga durata dell’esperienza francescana tra Medioevo ed età moderna. 

Mello da Gubbio, ciclo di affreschi di San Francesco (particolare). © Michele Alberto Sereni

Nicoletta Biglietti, 16 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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