Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Joan Mitchell, «Plain», 1989

Courtesy di Phillips

Image

Joan Mitchell, «Plain», 1989

Courtesy di Phillips

Appuntamenti in asta da non perdere a maggio

Redattori, corrispondenti, collaboratori e lettori di «Il Giornale dell’Arte» sono i nostri esploratori, gli investigatori di occasioni, eccezioni e stranezze che ogni mese il mercato internazionale dell’arte continua a offrirci

Effetto Mitchell

Non è un mistero che il mercato di Joan Mitchell (Chicago, 1925-Parigi, 1992) sia in forte crescita già da diversi anni. Il suo risultato migliore resta quello del 9 novembre 2023 quando da Christie’s New York «Untitled» (1959 ca) ha superato i 29 milioni di dollari. Pochi giorni dopo, il dittico «Sunflowers» (1990-91), in cui ampie porzioni di tela restano libere dal colore, è stato aggiudicato per quasi 28 milioni da Sotheby’s. Di nuovo a New York, durante la Modern & Contemporary Art Evening Sale di Phillips del 19 maggio, viene presentato con una stima di 5-7 milioni di dollari un altro dittico, «Plain» (1989), 129,5x179,1 cm, in cui la pittura gestuale della pittrice si misura apertamente con lo sfondo bianco. Alla luce dei risultati recenti e della vicinanza formale con «Sunflowers», quest’ultimo di dimensioni quasi doppie, il lotto meriterebbe un’attenzione particolare.
[Monica Trigona]

Autoritratto di Otto Gussmann. Courtesy di Düsseldorfer Auktionshaus

Compro solo se costa il prezzo della cornice

Il collezionista micragnoso non ama spendere, anzi non vorrebbe mai cacciare un soldo. Allora in casi come questo applica la regola: «Compro il contenuto solo al prezzo della cornice». Quanto costa una cornice del genere, presumibilmente nata assieme al ritratto nel 1894? Diciamo 200 euro. Affare fatto: questa è la stima dell’opera (lotto 1804) che andrà all’asta il prossimo 9 maggio presso Düsseldorfer Auktionshaus. Sapere inoltre che è l’autoritratto del pittore Otto Gussmann, maestro, tra gli altri, di Otto Dix, può essere utile anche al collezionista meno micragnoso.
[Simone Facchinetti]

Mark Rothko, «Brown and Blacks in Reds», 1957. Courtesy di Sotheby’s

Rothko tenta il record con una «cattedrale» di colore

Benché le opere di Mark Rothko siano fra le meno «instagrammabili», icone laiche che richiedono l’esperienza dal vivo per sprigionare una vera attrazione magnetica, il loro mercato è più vivo che mai. «Brown and Blacks in Reds», una delle quindici monumentali «architetture cromatiche» dipinte nel 1957, ha le carte in regola per battere il record dell’artista, detenuto da «Orange, Red, Yellow» del 1961, venduta da Christie’s nel 2012 per 86,9 milioni di dollari. La composizione astratta proposta in asta a New York da Sotheby’s il 14 maggio, con una stima di 70-100 milioni di dollari, appartiene infatti alla produzione del più importante decennio creativo di Rothko. È stata poi esposta in importanti retrospettive, fra cui quella organizzata dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York nel 1978-79, alla Tate di Londra nel 1987 e alla Fondation Louis Vuitton di Parigi nel 2023. Ma soprattutto, comprata prima dalla società Joseph E. Seagram&Sons, proviene ora dalla prestigiosa collezione di Robert Mnuchin, banchiere dal fiuto per gli affari quanto poi gallerista con altrettanto talento.
[Elena Correggia]

Cy Twombly, «Untitled», 1961. Courtesy di Christie’s Images LTD. 2026

L’anima di Roma impressa sulla tela

Poco tempo dopo il suo trasferimento a Roma, l’americano Cy Twombly osservava il viavai urbano dei passanti, e lì si lasciava ispirare, trasformandosi in un «pittore mediterraneo». Sulla tela fissava segni decisi, scarabocchi, quasi una memoria arcaica della città rielaborata in materia visiva. È in questo contesto che nasce «Untitled», nel 1961, con la parola Roma iscritta sulla tela: non solo un luogo ma più una sorta di rebus, di messaggio stratificato. La trascrizione gestuale di un’ossessione, per la città eterna, per il suo passato. Un senso d’appartenenza antico. L’opera fu acquistata dalla collezionista Agnes Gund poco prima della grande retrospettiva al MoMA del 1994. Il 18 maggio, da Christie’s New York, va all’asta con una stima di 40-60 milioni di dollari. 
[Erica Roccella]

Donald Judd, «Untitled». Courtesy di Christie’s Images LTD. 2026

Minimalismo caldo: il capolavoro di Judd

Freddo, concettuale, volontariamente asettico. Eppure, nella casa di Henry S. McNeil Jr., a Filadelfia, il Minimalismo era caldo, confortevole, capace di accendersi e accendere l’ambiente in cui era inserito. Oggi parte di quella collezione, dodici opere, si prepara a essere venduta da Christie’s, a New York, il 20 maggio. Lavori di Dan Flavin, Carl Andre e Sol LeWitt, ma soprattutto di Donald Judd. Sua la «stack», la «pila», «Untitled» (stima 10-15 milioni di dollari), composta da dieci unità in rame e plexiglas rosso. L’opera è un gioco di contrasti: scultura-architettura, solita-trasparenza, geometria-luce. Qui il rigore si fa esperienza quasi sensuale. Un pezzo rarissimo, l’unico dei due realizzati con questi materiali a trovarsi ancora in mani private. Probabilmente il lavoro più importante di Judd a essere mai stato proposto sul mercato. 
[Davide Landoni]

Autori vari, 05 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Redattori, corrispondenti, collaboratori e lettori di «Il Giornale dell’Arte» sono i nostri esploratori, gli investigatori di occasioni, eccezioni e stranezze che ogni mese il mercato internazionale dell’arte continua a offrirci

Redattori, corrispondenti, collaboratori e lettori di «Il Giornale dell’Arte» sono i nostri esploratori, gli investigatori di occasioni, eccezioni e stranezze che ogni mese il mercato internazionale dell’arte continua a offrirci

Redattori, corrispondenti, collaboratori e lettori di «Il Giornale dell’Arte» sono i nostri esploratori, gli investigatori di occasioni, eccezioni e stranezze che ogni mese il mercato internazionale dell’arte continua a offrirci

Redattori, corrispondenti, collaboratori e lettori di «Il Giornale dell’Arte» sono i nostri esploratori, gli investigatori di occasioni, eccezioni e stranezze che ogni mese il mercato internazionale dell’arte continua a offrirci

Appuntamenti in asta da non perdere a maggio | Autori vari

Appuntamenti in asta da non perdere a maggio | Autori vari