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Una veduta della mostra «Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale», Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini

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Una veduta della mostra «Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale», Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini

Archivio Luce Cinecittà e la moda a Roma tra il 1955 e il 1975

Nella Centrale Montemartini sono allestite 150 fotografie d’epoca, cinque postazioni video con filmati rari, oggetti, documenti, tessuti e 27 abiti originali, e nella maggior parte inediti, di stilisti come Valentino Garavani e Karl Lagerfeld

Gianfranco Ferroni

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Cinema e moda, un’intesa perfetta. La dimostrazione viene fornita da una mostra allestita a Roma nella Centrale Montemartini, lo spazio di archeologia industriale situato nella via Ostiense, dove viene presentata fino al 15 novembre «Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale». L’iniziativa, organizzata da Archivio Luce Cinecittà con il Ministero della Cultura, e curata da Fabiana Giacomotti, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, pone in evidenza il ruolo del cinema nella crescita del settore della moda, grazie al fenomeno del divismo. Ecco le grandi star e i nomi della creatività di una volta: Ava Gardner con Micol Fontana, Charlton Heston che prova un abito con il sarto Arturo Cifonelli, e poi Audrey Hepburn, Anita Ekberg, Claudia Cardinale, Elsa Martinelli, tutte alle prese con prove costume e cene di gala.

Sono trascorsi pochi anni dalla fine della Seconda guerra mondiale e l’Italia vuole entrare nel boom economico. A Roma si trova Cinecittà, la città del cinema che si sta trasformando nella «Hollywood sul Tevere»: è il luogo dove le major statunitensi e lo star system trovano la sede distaccata del sogno americano, permettendo di creare pellicole di straordinario successo, conquistando tanti premi Oscar. Le sartorie, gli atelier, le passerelle si moltiplicano, grazie a una nuova clientela proveniente dall’America. Nasce l’idea di «Via Veneto, la strada della Dolce Vita», un luogo ideale per sfilare ogni sera, tra i paparazzi. L’Archivio Storico Luce documenta un periodo irripetibile: nel percorso espositivo i visitatori trovano 150 fotografie d’epoca, cinque postazioni video con filmati rari, oggetti, documenti, tessuti e 27 abiti originali, e nella maggior parte inediti, creati da Valentino Garavani, Karl Lagerfeld per Fendi, Federico Forquet, Sorelle Fontana, Giovanna Caracciolo-Carosa, Simonetta Visconti, Irene Galitzine, Fernanda Gattinoni e ancora Roberto Capucci, Maria Antonelli, Patrick de Barentzen, Renato Balestra, André Laug, Emilio Federico Schuberth, Gabriellasport, Antonio De Luca, Angelo Litrico, Domenico e Agostino Caraceni, Pino Lancetti, Laura Biagiotti. Non mancano gli archivi Mantero Seta, Taroni, gruppo Ermenegildo Zegna, le sartorie cinematografiche storiche come Farani, istituzioni culturali con in pole position il Museo Boncompagni Ludovisi guidato da Giuseppina Di Monte, dalle cui collezioni proviene anche un prezioso completo da sera appartenuto a Franca Bettoja. Da sottolineare il prestito della più importante collezione privata italiana, di proprietà di un protagonista del cinema italiano, Massimo Cantini Parrini, costumista di fama internazionale.

Organizzato nello stile e nei colori come un’elegante sartoria romana degli anni Cinquanta e Sessanta, il progetto dell’architetto Dario Dalla Lana si conclude in una sala-biblioteca che presenta una selezione di preziosi campionari tessili oltre a volumi, e un album amicorum appartenuto ad Angelo Litrico, lo stilista che vestiva Nikita Krusciov, che include disegni e dediche dei più importanti sarti e artisti dell’epoca, da Emilio Pucci a Valentino e Novella Parigini. Due aree tematiche presentano approfondimenti particolari. La storia della Snia-Viscosa, epopea romana del tessuto artificiale, e la figura di Palma Bucarelli, leggendaria direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, in grado di stabilire un legame strettissimo tra moda e arte, incarnando un modello insuperabile di eleganza, stile e rigore intellettuale.

Una veduta della mostra «Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale», Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini

Gianfranco Ferroni, 26 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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