Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

La Tribuna delle Gallerie degli Uffizi

Foto: Ministero della Cultura

Image

La Tribuna delle Gallerie degli Uffizi

Foto: Ministero della Cultura

Attacco hacker agli Uffizi: chiuse alcune parti di Palazzo Pitti, uscite di sicurezza murate

L’aggressione dei pirati informatici al museo fiorentino di fine gennaio-inizi febbraio ha costretto la direzione a chiudere sine die alcune sale e a trasferire i gioielli più preziosi del Tesoro granducale nel caveau di Bankitalia. Sono ora al lavoro procura e polizia postale

L’attacco hacker che nella notte tra il 31 gennaio e il primo febbraio di quest’anno ha colpito i servizi amministrativi delle Gallerie degli Uffizi ha costretto la direzione a chiudere sine die alcune parti di Palazzo Pitti, a trasferire immediatamente i gioielli più preziosi del Tesoro granducale nel caveau di Bankitalia e a murare porte e uscite di sicurezza con calce e mattoni. Ne parla oggi un articolo pubblicato dal «Corriere della Sera».

Gli hacker che hanno violato la rete informatica del polo museale fiorentino (oltre alle Gallerie comprende Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli), avrebbero svuotato i server, non solo rubando l’intero archivio del gabinetto fotografico, ma riuscendo anche a entrare nei sistemi dell’ufficio tecnico, mettendo le mani su codici di accesso, password, sistemi di allarme, mappe interne, ingressi, uscite e percorsi di servizio.

I ladri conoscerebbero anche la posizione di telecamere di sorveglianza e sensori. Le informazioni a loro disposizione, se utilizzate, consentirebbero di muoversi tra le sale museali sapendo esattamente dove passare e che cosa disattivare dove. Dati che i malviventi avrebbero minacciato di vendere sul dark web se le Gallerie non esaudiranno la richiesta di riscatto che sarebbe arrivata direttamente sul telefono personale del direttore del polo museale, Simone Verde. Ci sarebbe stato più di un contatto, ma da settimane sarebbe calato il silenzio.

Nel sistema informatico degli Uffizi il punto debole sarebbe stato individuato nel programma che gestisce il flusso delle immagini in bassa risoluzione, accessibile dal sito istituzionale. Da lì gli hacker si sarebbero poi insinuati dovunque. Una volta dentro, i ladri si sarebbero mossi lentamente nella rete, copiando i dati nel tempo, fino all’attacco di gennaio-febbraio che ha bloccato i servizi amministrativi. Al lavoro sono ora, dopo la denuncia degli Uffizi, procura e polizia postale con il supporto dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

Roberto Mercuzio, 03 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Gli interventi iniziano oggi 10 aprile, e avranno una durata di 960 giorni, con conclusione prevista entro il 25 novembre 2028

Precedentemente intitolata a San Francesco da Paola, è uno dei complessi religiosi più imponenti del capoluogo pugliese

Di proprietà del Comune di Bagno a Ripoli, era originariamente collocata nel complesso della Fonte della Fata Morgana, ed ha una storia abbastanza travagliata. Ora è sotto le cure dell’Opificio delle Pietre Dure, per poi essere rimessa al suo posto

Secondo la titolare del dicastero transalpino della Cultura, il testo, attualmente all’esame dell’Assemblea Nazionale, suscita un interesse internazionale e favorisce il rinnovamento e l’approfondimento dei legami tra popoli

Attacco hacker agli Uffizi: chiuse alcune parti di Palazzo Pitti, uscite di sicurezza murate | Roberto Mercuzio

Attacco hacker agli Uffizi: chiuse alcune parti di Palazzo Pitti, uscite di sicurezza murate | Roberto Mercuzio