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Anna Maria Farinato
Leggi i suoi articoliPrende le mosse da un portfolio degli anni Cinquanta intitolato «Círculo», Cerchio, in cui Joan Miró (1893-1983) aveva raccolto immagini legate alle idee di spazio e tempo, la nuova presentazione della collezione permanente della Fundació Miró nel Parc de Montjuïc a Barcellona, che con questo capitolo conclude le celebrazioni per il 50mo anniversario inaugurate a giugno 2025. Realizzati nella seconda metà degli anni '50 e all'inizio degli anni '60 e parte dell’archivio di disegni che l'artista ha donato alla fondazione, in quei fogli è racchiusa l’idea di un nuovo modo di mettere in relazione le persone con l’arte.
Curata da Teresa Montaner e Marta Ricart, la nuova esposizione sostituisce al criterio cronologico o formale i processi creativi dell’artista ed è una difesa dell’eredità vivente della Fundació Joan Miró: con oltre cento opere, prestiti internazionali a rotazione, è concepita come una mostra in costante movimento e della durata di due anni (sarà visibile dal prossimo 13 marzo al 12 marzo 2028). Un dinamismo pensato per favorire nuovi dialoghi e letture di Miró, includendo campi come l'architettura, l’astrofisica, la geologia o le arti performative. Nell’anno in cui Barcellona è Capitale Mondiale dell’Architettura metterà al centro dell’esperienza museale l’edificio razionalista progettato da Josep Lluís Sert visto non come un contenitore ma come elemento attivo che condiziona il modo di guardare, percorrere e sperimentare l’arte. L'artista Miró e l'architetto Sert avevano già lavorato fianco a fianco per ideare spazi specifici per opere specifiche, una logica che ancora una volta si rivela cruciale: l'edificio determina i ritmi e le prospettive che attivano lo sguardo del visitatore. Il percorso espositivo si amplia anche fisicamente con l'apertura al pubblico del Giardino dei Cipressi e il recupero della luce naturale, rafforzando l'idea che l’edificio sia parte integrante dell'universo di Miró.
La Fundació Joan Miró era stata concepita dall’artista come un progetto sia artistico che civico. Cinquant'anni dopo, l’istituzione ha celebrato questo traguardo con un programma di festeggiamenti che si protrarrà fino al prossimo giugno, all’insegna del motto «Per le persone di domani».
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