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Il progetto «Pinky Pinky “Good”: San Giacomo’s Leap into Tomorrow» di Eun-Me Ahn sull’Isola di San Giacomo a Venezia in occasione dlela Biennale Arte 2024

Foto Jacopo Trabuio

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Il progetto «Pinky Pinky “Good”: San Giacomo’s Leap into Tomorrow» di Eun-Me Ahn sull’Isola di San Giacomo a Venezia in occasione dlela Biennale Arte 2024

Foto Jacopo Trabuio

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo apre sull’Isola di San Giacomo a Venezia

Il 7 maggio, in concomitanza con la 61. Biennale d’Arte, un programma di mostre e performance inaugurerà «il salto nel futuro» dell'isola lagunare abbandonata dagli anni Sessanta, che diventerà un luogo di ricerca e produzione artistica e un laboratorio di riflessione ecologica

L’anteprima, ad aprile 2024, era stata spirituale e rosa shocking. «Pinky Pinky “Good”: San Giacomo’s Leap into Tomorrow», un progetto  di Eun-Me Ahn a cura di Hans Ulrich Obrist, coincideva con l’apertura della 60. Esposizione Internazionale d’arte - Biennale di Venezia. Sull’isola di San Giacomo in Paludo, acquista nel 2018 da Patrizia Sandretto e dal marito Agostino Re Rebaudengo e abitata, nei secoli, da monaci e da una guarnigione militare dell’epoca napoleonica, l’artista, ballerina e coreografa coreana aveva invocato gli spiriti del passato e celebrato la nuova esistenza di quell'appartato territorio, un tempo ricovero e rifugio sicuro per i naviganti sorpresi dalla tempesta in laguna aperta e per i pellegrini di passaggio, come luogo per l‘arte contemporanea. Un rituale collettivo di benedizione, tra gli edifici inutilizzati da sessant’anni e ancora in restauro.

Ora, con la 61. Biennale alle porte, il «salto nel domani di San Giacomo» è cosa fatta e l’isola è pronta ad accogliere la terza sede (dopo Torino e Guarene, nel Cuneese) della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.  Restaurate le tre polveriere del presidio militare di età napoleonica, costruito nel 1810 dopo la demolizione dell’antico monastero di San Giacomo Maggiore, messi a dimora nuovi alberi, che restituiranno a San Giacomo il suo paesaggio naturale, diventerà un luogo di produzione, di ricerca e sperimentazione, aperto al dialogo tra gli artisti e completamente autosostenibile. Il delicato ecosistema che circonda l’isola è alla base del laboratorio «di riflessione ecologica», nel quale affrontare le questioni cruciali dell’ambiente e del cambiamento climatico attraverso l’arte.

Il programma inaugurale, nel pomeriggio del 7 maggio, vedrà affiancarsi mostre, performance e installazioni pensate appositamente per l’isola, che inizialmente sarà visitabile durante le inaugurazioni delle mostre, concomitanti con le Biennali di Venezia e per visite guidate per gruppi, su prenotazione.

A cura di Hans Ulrich Obrist, la personale «Fanfare/Lament», del 34enne artista britannico Matt Copson, unirà mostra e performance, con musiche del compositore britannico Oliver Leith. Una serie di opere della Collezione Sandretto Re Rebaudengo sarà al centro di 
«Don’t have hope, be hope!» (Non sperare, sii tu la speranza!). Il processo di trasformazione dell’isola e il restauro, a partire dal 2022, delle architetture preesistenti sono documentati dalle fotografie di Giovanna Silva e di Antonio Fortugno in «Isola di San Giacomo 2022-2026, a story in images». Una serie di installazioni punteggeranno gli spazi esterni: «GONOGO» di Goshka Macuga; «Old Tree (Pink Seas)» di Pamela Rosenkranz; «Patriarchy = CO₂» di Claire Fontaine; «Nixe» di Thomas Schütte; «Huff and a Puff» di Hugh Hayden; «Imagine Alighiero Boetti Came to São Paulo and After Putting Water on His Head Left the Hose and Left» di Mario García Torres.
 

 

 

 

Anna Maria Farinato, 09 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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