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Redazione
Leggi i suoi articoliPittore, grafico e scultore, tra i più grandi artisti contemporanei, Georg Baselitz è morto oggi, 30 aprile, all’età di 88 anni. La notizia della sua scomparsa è stata data dai quotidiani tedeschi «Die Welt» e «Der Spiegel», citando fonti vicine alla famiglia dell'artista. Era nato il 23 gennaio 1938 a Deutschbaselitz, in Sassonia, con il nome di Hans-Georg Kern. Aveva studiato arte a Berlino Est, ma era stato espulso dall’Accademia per «immaturità sociale», dopo aver offeso i suoi insegnanti. Si era quindi trasferito nella parte occidentale della città. Appena 25enne, aveva provocato scandalo mostrando nella galleria berlinese Werner & Katz due dipinti carichi di simbolismo sessuale, prontamente sequestrati, che gli valsero un procedimento giudiziario (poi archiviato), ma anche la notorietà.
Al 1969 risale il suo primo «quadro capovolto», «Der Wald auf dem Kopf», divenuto il suo marchio di fabbrica. Una «terza via», con cui, come spiegò, aveva voluto allontanare l’immagine dalla «fatale dipendenza dalla realtà». Alla fine degli anni '70 iniziò a realizzare sculture in legno dai bordi seghettati, e fu di nuovo scandalo. Come nel 1980, con la scultura con la mano alzata, creata per il Padiglione tedesco alla Biennale di Venezia: in seguito l’artista avrebbe negato la sua intenzione che fosse vista come un saluto nazista.
A Venezia, dov’era tornato anche nel 2015, all'Arsenale, Baselitz era atteso quest'anno con la mostra «Gli Eroi d’Oro» (dal 5 maggio), curata da Luca Massimo Barbero alla Fondazione Cini. Una mostra che è ora un addio a uno dei grandi artisti del Novecento.
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