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Una veduta della mostra di Alexandra Metcalf, «E=mcScared» che chiuderà il 27 giugno

Courtesy of Dépendance

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Una veduta della mostra di Alexandra Metcalf, «E=mcScared» che chiuderà il 27 giugno

Courtesy of Dépendance

Chiude Dépendance, una delle gallerie più rispettate di Bruxelles

Dopo più di vent'anni di attività chiude il 27 giugno la realtà aperta nella capitale belga da Michael Callies, ex artista, e da Stephan Jaax, ex banchiere e collezionista

Michelangelo Tonelli

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Dopo ventitré anni di attività, la galleria d'arte contemporanea Dépendance ha annunciato la propria chiusura, segnando la fine di una delle esperienze più originali del panorama artistico europeo. La notizia, comunicata attraverso una lettera inviata ai sostenitori e ai collezionisti della galleria, rappresenta un duro colpo per il mondo dell'arte contemporanea che perde uno spazio capace di coniugare rigore curatoriale, indipendenza intellettuale e sostegno alla ricerca artistica più radicale. Fondata nel 2003 da Michael Callies, ex artista, e da Stephan Jaax, ex banchiere e collezionista, Dépendance è nata in un momento di forte espansione del mercato dell'arte contemporanea. Mentre molte gallerie inseguivano una crescita internazionale fatta di sedi multiple, partecipazioni incessanti alle fiere e rappresentanze sempre più ampie, Dépendance ha scelto una strada diversa: una sola sede a Bruxelles, una programmazione selettiva e una forte attenzione alla qualità critica delle proposte.

Nel corso degli anni la galleria ha sostenuto artisti oggi affermati a livello internazionale come Ed Atkins, Allison Katz, Oscar Tuazon e Jana Euler, costruendo una reputazione fondata sulla ricerca concettuale e sull'attenzione verso pratiche artistiche spesso lontane dalle logiche commerciali dominanti. Particolarmente importante è stato il legame con la Städelschule, una delle scuole d'arte più influenti d'Europa. Callies aveva studiato lì negli anni Novanta sotto la guida di Martin Kippenberger, e molti artisti e docenti legati all'istituzione trovarono spazio nelle prime stagioni della galleria, tra cui Michael Krebber, Haegue Yang e Thomas Bayrle.

La storia di Dépendance è stata anche quella di un progetto costruito con mezzi limitati ma con una visione precisa. Lo stesso Callies ha raccontato come, all'inizio, i fondatori avessero calcolato di poter sopravvivere per circa due anni senza vendere nulla, puntando tutto sulla sostenibilità dei costi e sulla fiducia nel programma artistico. Nel 2024 la galleria aveva inaugurato anche uno spazio sperimentale, VIEW, dedicato a progetti speciali e nuove collaborazioni. Ora sia l'ultima mostra di Alexandra Metcalf nella sede principale sia quella del duo ReschWilleit nello spazio VIEW si concluderanno il 27 giugno chiudendo definitivamente un capitolo importante dell'arte contemporanea europea. La chiusura di Dépendance suona come la fine di un modello fondato sulla pazienza, sulla fiducia negli artisti e sulla possibilità di sviluppare percorsi culturali indipendenti dalle pressioni immediate del mercato. 

Michelangelo Tonelli, 18 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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