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Dettaglio di «Poblado L», 2016 di Olga De Amaral

© Christie’s Images Limited 2026

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Dettaglio di «Poblado L», 2016 di Olga De Amaral

© Christie’s Images Limited 2026

Cosa riserverà la 20/21 Marquee Week di Christie’s

Tre aste, un racconto continuo tra Impressionismo, modernità e contemporaneo

Monica Trigona

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La settimana centrale di aprile di Christie’s a Parigi, nei giorni dal 15 al 17, è costruita come un percorso progressivo, dove ogni asta prepara la successiva. Le tre vendite che si avvicendano appaiono infatti come episodi di un unico racconto che attraversa oltre un secolo di storia dell’arte, tenendo insieme capolavori, riscoperte e opere più accessibili. Si parte dalla Evening Sale del 15 aprile. La vendita appare compatta, selettiva, costruita attorno a pochi lotti forti e a una serie di nuclei coerenti.

Il primo grande polo è la scultura di Claude Lalanne, «Pomme de New York», stimata 5–7 milioni di euro. Monumentale (quasi 2,5 metri), è la più grande mela mai realizzata dall’artista e riassume perfettamente il suo linguaggio: trasformare il naturale in oggetto prezioso, sospeso tra design e scultura. Intorno a questo lavoro si costruisce un vero e proprio gruppo Lalanne, che include un «Mirror» del 2009 (600mila–800mila), un «Pair of Doors» del 2010 (200mila–300mila) e diverse opere di François-Xavier Lalanne — «Tables éléphantines», «Mouton de pierre», «Agneau», «Poisson paysage» — che rafforzano la dimensione quasi «ambientale» del nucleo. Il secondo fulcro è pittorico e storico: «La Femme au chapeau» (1906) di Maurice de Vlaminck, anch’essa stimata 5–7 milioni di euro. Proveniente dalla collezione di Ambroise Vollard, è un esempio puro di Fauvismo, con impasti cromatici violenti e una figura femminile trattata quasi come una maschera espressionista. Il fatto che non sia apparsa pubblicamente per oltre quarant’anni amplifica ulteriormente il suo peso.

Da qui la vendita si apre in modo fluido su una sezione fondamentale: le opere su carta impressioniste e moderne. Un grande pastello di Edgar Degas, «Femme en peignoir jaune se coiffant» (1,8–2,5 milioni di euro), rappresenta uno dei vertici. Accanto, un pastello di Claude Monet — segnato da una complessa storia di spoliazione e restituzione conclusa nel 2024 — introduce un elemento storico forte. Completano il gruppo «Les Baigneuses» di Pierre-Auguste Renoir e una «Tour Eiffel» del 1910 di Marc Chagall, realizzata poco dopo il suo arrivo a Parigi (500mila–800mila).

Parallelamente si sviluppa il nucleo dedicato alle artiste donne, che attraversa epoche diverse senza essere isolato dal resto. Le due tele di Berthe Morisot — «Jeune fille accoudée» (700mila–un milione di euro) e «Jeune fille cueillant des oranges» (600mila–800mila) — dialogano con una scultura di Germaine Richier Coureur», 300mila–500mila), un lavoro di Maria Helena Vieira da Silva (250mila–350mila), una tempera di Anna-Eva Bergman (100mila–150mila) e un tessuto dorato, presentato alla Fondation Cartier nel 2025, di Olga de Amaral (400mila–600mila), artista colombiana le cui opere intrecciate hanno le sembianze di luminose presenze scultoree.

Il percorso prosegue verso il Moderno con un ritratto di donna di Chaïm Soutine (circa 1918, 400mila–600mila), una grande tela blu del 1967 (700mila-un milione) e una scultura, «Femme et oiseau» di Joan Miró (450mila–650mila), un acquerello del 1923 di Paul Klee, una natura morta purista di Le Corbusier e una tela post-cubista di Jean Metzinger (600mila–800mila). Nella parte finale la vendita entra nel dopoguerra: un disegno del 1964 di Cy Twombly (350mila–550mila), una tela del 1954 di Pierre Soulages (un milione–1.500.000) proveniente dalla prestigiosa collezione di Max e Cécile Draime, opere di Jean-Paul Riopelle (il suo«Untitled» del 1960, stimato tra il milione e 1.500.000 euro, rappresenta un hightligh dell'asta), Joan MiróFemmes et oiseaux dans la nuit» del 1967, non aveva più lasciato lo spettacolare attico della coppia di collezionisti Eph and Shirley Diamond dal 1983; 700mila–un milione), Serge Poliakoff e Fernando Botero. La chiusura è affidata ai grandi nomi globali: «Abstraktes Bild» (1992) di Gerhard Richter (1,7–2,5 milioni), un disegno di Jean-Michel Basquiat, oltre a opere di Anish Kapoor e Antony Gormley.

 

Edgar Degas, «Femme en peignoir jaune se coiffant», 1894, stimata tra 1.800.000 e 2.500.000 milioni di euro. © Christie’s Images Limited 2026

Maurice de Vlaminck, «La Femme au Chapeau», stimata tra 5 milioni e 7 millioni di euro. © Christie’s Images Limited 2026

Il 16 aprile è la volta del Contemporary Day Sale. Questa vendita cambia ritmo: circa cento opere, una struttura più aperta e inclusiva.
Il punto focale è il lavoro su iPad di David Hockney, «The Arrival of Spring in Woldgate, East Yorkshire in 2011 (twenty eleven) – 2 January» (150mila–200mila), parte di uno dei suoi cicli più celebri. Accanto, una tela di Marlene DumasLife – Before birth», 70mila–100mila euro) riflette l’attualità dell’artista, mentre una scultura del 2019 di Magdalena Abakanowicz si inserisce nel dialogo tra corpo e materia. La vendita include anche opere di Cindy Sherman, Louise Bourgeois, Katharina Grosse ed Elaine Sturtevant, rafforzando ulteriormente la presenza femminile. Tra i lotti più riconoscibili, un «Untitled» del 1985 di Keith Haring (120mila–180mila), proveniente direttamente dalla prima retrospettiva dell’artista a Bordeaux, e un raro studio di Josef AlbersStudy to Homage to the Square: 3 Yellows with green and grey», 180mila–220mila euro).

Vincent Van Gogh, «Raccoglitrici di piselli» (fronte); «Schizzo di un paesaggio» (retro), 1890, stimato tra 100mila – 130mila euro. © Christie’s Images Limited 2026

David Hockney, «The Arrival of Spring in Woldgate, East Yorkshire in 2011 (twenty eleven) - 2 January», 2024, stimato tra 150mila – 200mila euro. © Christie’s Images Limited 2026

Impressionist & Modern Day Sale del 17 aprile è una vendita che invece ha il gusto delle riscoperte e della celebrazione delle opere su carta come di quelle storiche. Il lotto più significativo è un disegno su due lati di Vincent van Gogh, «Cueilleuses de pois / Esquisse d’un paysage» (1890), realizzato ad Auvers-sur-Oise e proveniente dalla collezione del dottor Gachet, fugura molto importante nell'ultimo periodo di vita del grande artista. Medico omeopata, nutriva una vera passione per l'arte. Del resto, Gauchet era lui stesso un buon incisore ed era in contatto con i migliori pittori del tempo come Manet, Monet, Renoir e Cézanne. (100mila–150mila euro). Si tratta di una vera riscoperta, rimasta per decenni in una collezione privata.
Accanto a questo, «Arbres» di Paul Cézanne (70mila–100mila), fogli di Odilon Redon e Léon Spilliaert, e una grande opera del 1923 di Paul Klee, «Haus auf einer Nordsee Insel» (170mila–280mila).

Chiudono la vendita due dipinti di Berthe Morisot - «Nourrice au fond d’un Jardin» (200mila–300mila euro) e «Plage de la comtesse» (50mila–70mila euro) -  e due lavori di Félix Vallotton, tra cui un nudo e una «Joconde» del 1887 recentemente riscoperta grazie alla retrospettiva appena conclusasi al Musée cantonal des Beaux‑Arts di Lausanne. Infine, distribuito su tutte e tre le giornate, il focus sull’arte italiana comprende, tra gli altri lotti, due dipinti di Mario SchifanoSenza titolo» non appare sul mercato da vent’anni ed è stimato 120mila–180mila euro), una tela di Jannis Kounellis del 1960, «Untitled» (600.000–900.000) e «South Truth» di Salvatore Scarpitta, emblematica scultura monumentale dell'artista americano (400mila-600mila).

Jean-Paul Riopelle, «Untitled», 1960, stimato tra il milione e 1.500.000 euro. © Christie’s Images Limited 2026

Monica Trigona, 26 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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