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Dettaglio del raro fucile da caccia dell'imperatore Napoleone I

©Artcurial

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Dettaglio del raro fucile da caccia dell'imperatore Napoleone I

©Artcurial

Da Artcurial un milione per Napoleone

Dal fucile di Bonaparte ai sigari di Churchill, c’è chi spende una fortuna per accaparrarsi i cimeli dei grandi protagonisti della storia 

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Elena Correggia

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Regno di Sassonia, bijou de chevalier dell’Ordine de la couronne de rue. ©Artcurial

Dopo la «grandeur» imperiale rimane la polvere di stelle. Facendo leva sul proverbiale spirito nazionalistico, Artcurial ha orchestrato a Parigi il 1° aprile una vendita di memorabilia napoleonici che hanno fruttato 1,09 milioni di euro, suscitando in realtà l’interesse di un’ampia platea, non solo francese. I 370 lotti in catalogo provenivano tutti dalla collezione privata di un appassionato del genere e comprendevano armi, onorificenze e oggetti personali di Napoleone primo, ma anche cimeli e dipinti di Napoleone III. Top lot dell’incanto è stato un raro fucile da caccia del 1812 appartenuto a Bonaparte, presentato all’Esposizione universale del 1900 e poi entrato nella collezione del principe Luigi II di Monaco, che è stato venduto per 177.120 euro, più del doppio della stima massima di 80mila euro. Del primo battaglione del 111° Regimento di fanteria, che si distinse nella battaglia di Austerlizt, è stata aggiudicata una bandiera del 1804 per 97.088 euro (da una valutazione di 30-40mila), mentre i due ritratti di Napoleone III e dell’imperatrice Eugénie hanno raggiunto 81.344 euro (da 60-80mila). 

Ricordo di Bonaparte a Auxonne - Custodia con strumenti per il disegno tecnico. ©Artcurial

Non solo gloria ma anche storiche sconfitte e avventurosi passaggi di mano sono stati i segreti a lungo custoditi da alcuni oggetti. È il caso dell’onorificenza di cavaliere dell’Ordine de la Couronne de Rue, di cui fu insignito Bonaparte. Dopo la disfatta di Waterloo questo «bijou de chevalier» fu saccheggiato dai Prussiani che s’impossessarono delle carrozze dell’imperatore. Donato dal capo dell’esercito prussiano al generale Willem van Panhuys, rappresentante dei Paesi-Bassi in battaglia, fu poi acquistato per la collezione monegasca del principe Luigi II. All’incanto ha trovato ora un collezionista disposto a sborsare 52.480 euro per far proprio un pezzo di storia. Dai grandi eventi ai piccoli frammenti di vita vissuta, la vendita ha visto brillare anche uno scrigno contenente compassi e altri strumenti per il disegno tecnico, venduti a 31.488 euro, appartenuti a Bonaparte quando era un giovane luogotenente, di stanza ad Auxonne, dal 1788 al 1791. Ambizioso generale dell’esercito già a 30anni, abile stratega militare e imperatore a 35 anni, Napoleone seppe costruire il suo mito anche attraverso un’attenta politica culturale e artistica tesa a mitizzare la sua figura. L’asta di Artcurial non è che la più recente occasione per accostarsi a questo personaggio e alla sua leggenda. Per celebrare il bicentenario della sua morte, già nel 2021 Sotheby’s aveva organizzato a Parigi una vendita epocale di opere d’arte e cimeli. Fra questi ha svettato un suo copricapo bicorno, detto à la française, in feltro nero e con coccarda rossa, blu e bianca, acquistato per 1,22 milioni di euro. Una cifra superata però il 19 novembre del 2023 da un altro bicorno, piuttosto raro e proveniente dalla collezione dell’industriale Jean Louis Noisiez, che seppur non in ottime condizioni di conservazione è stato battuto a 1,9 milioni dalla casa d’aste Osenat.

Bandiera, modello 1804 del primo battaglione del 111o regimento di fanteria. ©Artcurial

L’imperatore francese non è però l’unico protagonista della storia ad aver attirato l’attenzione dei collezionisti. Fra i grandi statisti del passato anche Churchill è molto popolare. Basti pensare che nel 2010 Christie’s realizzò 577mila sterline dalla vendita di circa 150 scritti di Winston Churchill provenienti dalla collezione dell’editore statunitense Steve Forbes. L’immagine del politico britannico non può prescindere dal celebre sigaro in mano e così uno dei suoi contenitori portasigari Montecristo in legno, con le iniziali incise e due sigari personalizzati, a lungo conservato dal suo assistente personale, è stato aggiudicato nel 2021 dalla casa d’asta del Dorset, Duke's Auctioneers, per 79mila sterline. Nel dicembre scorso invece grande successo con il 100% del venduto e 135 fra acquisti museali e diritti di prelazione per i memorabilia e gli scritti del generale Charles De Gaulle, all’asta per la prima volta da Artcurial a Parigi, provenienti dalla successione del figlio, l’ammiraglio Philippe de Gaulle. Una vera e propria maratona di 8 ore che ha raccolto 5,6 milioni di euro, con la punta di un orologio in oro LIP, calibro R 27 «Patent pending», indossato dal generale, che ha raggiunto  537.920 euro, record per la maison di orologi francese. Infine, in tema di teste coronate in Italia non è passata inosservata la raccolta d’arte e di oggetti appartenuti ad Amedeo di Savoia, duca d’Aosta che la casa d’aste Bolaffi ha disperso nel settembre 2013 per un fatturato di 650mila euro circa. Accanto a vari ritratti di casa Savoia ha svettato una «Veduta del monastero di san Lorenzo all’Escorial», olio su tela di scuola spagnola di inizio XVII secolo, balzato da una base di 7.500 euro a un’aggiudicazione per 87 mila, mentre il collare della Santissima Annunziata appartenuto al conte Luigi Cibrario, politico di rilievo del regno sabaudo, è stato acquistato per 26 mila euro dalla Fondazione Accorsi-Ometto di Torino.

 

 

Elena Correggia, 03 aprile 2025 | © Riproduzione riservata

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