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Daria Berro
Leggi i suoi articoliCentomila euro da impiegare a proprio piacimento, senza condizioni, per «ampliare la propria pratica artistica e le relazioni con i loro colleghi»: è il «tesoretto» dello Chanel Next Prize che lo Chanel Culture Fund assegna a ognuno dei dieci vincitori del premio, quest’anno alla terza edizione, attribuito ogni due anni ad artisti contemporanei, non necessariamente emergenti, «che stanno ridefinendo le loro discipline». Nel 2026 ne beneficeranno Álvaro Urbano, Ambrose Akinmusire, Andrea Peña, Ayoung Kim, Bárbara Sánchez-Kane, Emeka Ogboh, Marco da Silva Ferreira, Pan Daijing, Payal Kapadia e Pol Taburet, in rappresentanza di dieci Paesi (nessuno dall’Italia), le cui pratiche spaziano tra svariate discipline. Oltre ad artisti visivi, tra i dieci figurano una regista (l’indiana Kapadia, figlia d'arte: la madre è Nalini Malani), un ballerino (il portoghese Da Silva Ferreira), un’artista-coreografa (la colombiana Peña), un trombettista jazz (lo statunitense Akinmusire) e una compositrice (la cinese Daijing).
Un premio pensato per stimolare l’innovazione, offrendo ai vincitori il tempo e lo spazio necessari per realizzare nuovi progetti. «Ognuno di loro è un pioniere che plasma il presente e definisce il futuro con creatività e audacia. Seguire i loro percorsi sarà a dir poco emozionante», chiarisce Yana Peel, presidente della divisione arte, cultura e patrimonio di Chanel. «Mi ispiro allo spirito avanguardista di Gabrielle Chanel, che ha lavorato con Diaghilev e Picasso e credeva in una visione non gerarchica della pratica artistica».
Oltre alla sovvenzione, i dieci artisti partecipano a un programma biennale di mentoring e networking facilitato dai partner culturali della Maison parigina, tra cui il Royal College of Art di Londra. La giuria era composta da Alvin Li, curatore di arte internazionale alla Tate Modern di Londra, Ben Roberts, direttore generale del British Film Institute, Hans Ulrich Obrist, curatore, Cao Fei, artista e Tilda Swinton, attrice.
I vincitori faranno la loro prima uscita di gruppo a maggio, durante il vernissage della Biennale d’Arte di Venezia.
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